Articoli con tag “poesia

Sono così

Sono così…

Come la luna piena.
Come l’indaco in mezzo all’arcobaleno.
E una margherita
che si apre alla luce del sole.
Come la mantide religiosa.
E la lucciola maschio
che richiama la femmina
con il suo bagliore.

Tu che mi hai conosciuta
non puoi dirmi che sono sbagliata:
sono la Natura
con le sue moltiplicità,
le sue contraddizioni.

Ma qualcuno pur mi amerà
per come sono.

Qualcuno pur mi apprezzerà
nelle mie molteplici forme…

26 agosto 2013

Sono così © Paula Becattini


Un tempo per ogni cosa

La Chimera di Arezzo

Era maggio
e poi d’improvviso inverno.
Un tempo per vivere
ed uno per morire.
Come la gioventù
con le sue attese
con i fremiti che scuotono
con i baci che riempiono
bocche avide d’amore.
È passata…
accarezzandomi dolcemente.
C’è un tempo per amare
e uno per dirsi addio.
C’è un tempo per cercarsi
per poi perdersi, ritrovarsi
e scoprire che la vecchiaia
non ci deforma agli occhi dell’altro.
Ma io ero giovane
e lo sarei sempre stata
al tuo fianco.

Così arriva il tempo
di comprendere i propri sbagli.
E forse un giorno
anche quello di perdonarsi.

22 agosto 2013

Un tempo per ogni cosa © Paula Becattini

Curiosità
Nella mitologia greca la chimera (il cui nome in greco significa letteralmente capra) era un mostro che sputava fuoco, talvolta alato, con il corpo e la testa di leone, la coda a forma di serpente e con una testa di capra nel mezzo della schiena, che terrorizzava la terra della Licia.
Venne uccisa da Bellerofonte in un epico scontro con l’aiuto del cavallo alato Pegaso.
La Chimera di Arezzo raffigura il mostro ferito, che si ritrae di lato, e volge la testa in atteggiamento drammatico di notevole sofferenza, con la bocca spalancata e la criniera irta.
La testa di capra sul dorso è già reclinata e morente a causa delle ferite ricevute.
Ma la parola “chimera”, figurativamente, significa anche desiderio irrealizzabile, illusione, assurdità, fantasticheria

Le nostre chimere sono quelle che ci assomigliano di più.
Victor Hugo

La costanza è la chimera dell’amore.
Luc De Vauvenargues

Non esistono né estreme delizie né estremi tormenti che possano durare tutta la vita: il sommo bene e il sommo male sono chimere.
Voltaire


Vuoto

Vuoto di parole
Vuoto di ogni cosa
nella scatola dell’esistenza
Vuoto di ogni dove
mare, deserti, orizzonti
alle spalle dei ricordi
Vuoto, vuoto
o forse solo tristezza
e al posto delle lacrime il silenzio
che non ha sapore
ma solo un abbraccio tenero
con me stessa.
Ritornerai, lo so
gioia mia consumata
a briciole di pane per la strada
ancestrale amante tanto bramata
E del vuoto ne faremo ricchezza.

21 agosto 2013

Vuoto © Paula Becattini

Grigia estate


Nuditas

C’è solo un modo per calmare la mia anima…

Presente nei miei incubi
tra nebulosi fermi immagine
hai il viso di mille uomini
e il cuore di uno solo

Non parli, non osservi
sfuggi ad ogni contatto
lasci che urli un nome
nel silenzio del buio

In caduta libera mi allontano
da due occhi sempre uguali
ma riappari in cima al tunnel
allungando la mano

Afferri l’anima, solo quella
ed io più non esisto
più non risalgo alla luce
nuda immobile e solitaria

Un sogno mi richiama
apro le palpebre
il calore del corpo
sostiene che sono viva, respiro

È un ritorno alla vita
anche se manca qualcosa

Tu
desiderium meum.

5 luglio 2013

Nuditas © Paula Becattini

La mia "Ex"


Per te

Tramonto tunisino

Sulla porta rimasi
come una madre
dal viso stanco, il profilo antico
e le mani a sciogliere
i capelli raccolti
alla lieve brezza.

Attesi i tuoi baci
attesi un volto oltre le case
dai colori caldi di mille tramonti.

Chiudi al dolore
gli occhi perduti:
non son io quella donna
non sono io che ti amai
indomita al tempo
incendiata dal sentimento.

D’amore si muore
dall’amore si nasce
ed io per te perii.

Per te, assorta nel niente, tornai
e ferma sulla soglia sono.
Ma tu non tornerai.

16 luglio 2013

Per te © Paula Becattini


Rosae rosārum rosīs

Rosa secca

Io me ne potrei anche andare
non credo te ne accorgeresti
in questo tempo di attimi perduti
nella lontananza ove tutto passa
ove tutto scorre giorno dopo giorno
senza mai fermarsi a ricordare
che tu mi amasti ed io ti amai
mentre le rose sfioriscono
lentamente con i miei sospiri.

Prima o poi le spine
più non faranno male…

6 luglio 2013

Rosae rosārum rosīs © Paula Becattini


Dietro una curva

Correva, correva la strada davanti a noi
e sembrava non finire mai
nel suo nastro grigio sotto il sole
con la pioggia o la neve
correva velocemente
alle luci ritmiche delle gallerie
nelle notti piene di stelle
i bagliori dei lampioni
non si facevano prendere.
Ma tutto ha una fine
ed io che tocco a piedi nudi l’asfalto
adesso piango l’aria che manca
il vento che mi scuoteva la giacca.
Non ho più una meta da perseguire
dovrò inventarmi altri viaggi
senza di noi
che riempiamo una scatola di ricordi.
Tutto ha una fine e un inizio
anche la vita dietro una curva:
nei miei sogni ancora sussurri
che mi ami immensamente
portandomi lontano da tutto il male
che ci siamo fatti reciprocamente…

26 giugno 2013

Dietro una curva © Paula Becattini


Se fossi libro…

Libri su di uno scaffale

Oggi mi sento sospesa.
Eppure dentro mi scoppia un mondo, ma non ce la faccio nemmeno a prendere la penna in mano.
Così, prima di ributtarmi faticosamente nel lavoro, vi affido a questi bei versi di Francesco Paolo Ettari che mi sono stati donati ieri sera da un amico poeta.
Quando li ho letti per un attimo mi si è offuscata la mente; poi ho chiuso gli occhi, dicendomi:
“Se fossi libro… qual titolo avrei?”

C’è chi ti legge come un libro aperto,
chi ti chiude come un libro letto,
chi ti scrive come un libro bianco,
chi ha perso il segnalibro,
chi voleva leggerti ma le emozioni non erano in saldo,
chi ti ha sfogliato e riposto sullo scaffale,
chi ti ha portato a casa e messo in libreria.
Forse un giorno qualcuno ti legge sul serio,
dalla copertina all’ultima pagina,
e ti porta con sé come il dono più prezioso.
(F. P. Ettari)

25 giugno 2013

Se fossi libro… © Paula Becattini


Sereno

Affreschi della Cupola del Duomo di Firenze

Sereno il cielo:
ha cambiato colore.
Improvvisamente…
Così torno a scrutarmi
in uno specchio che grida
tutti i miei errori.
Nessuno mi aveva avvertita
– Nessuno. –
che la coscienza rimane sempre viva
e che il cielo cambia spesso colore.
Ma oggi il sereno
buca talmente il mio animo
che ho deciso di guardare
dal di dentro fuori
e tutto assume un aspetto.
– Diverso. –

22 giugno 2013

Sereno © Paula Becattini


Gloria

Non hai nome
non hai voce per me
che ti scanso beffardamente
anche quando m’insegui.
Ti sfuggo scivolando nell’ombra
scrutandoti profonda
nell’anima di una donna
che sostiene di non desiderarti
che nonostante la stanchezza
non si piega alle sferzate
e colonna marmorea
della propria esistenza
si erge comunque
senza farne un vanto.
Tu non esisti
dunque sono.
Ciò fa la differenza.

20 giugno 2013

Gloria © Paula Becattini


Erano belli quei giorni

Erano belli quei giorni
nel silenzio di un abbraccio,
nella confusione di una risata,
la mia.
Ma tu poi
sempre più distante.
Guardavi e non gioivi,
desideravi ma non osavi.
Attendevi.
Cosa… più non ricordo,
mentre io lottavo
per un sogno sfiorito,
il nostro.
Singolare moto dell’anima
che si tocca e non sente
il male avanzare lentamente,
invadente,
fin quando, solitario,
lancia un sospiro
e incrocia due occhi
che non sono più i tuoi.
Siamo soli.
Soli ci consoliamo.
Soli accarezziamo i sentimenti.
Ma tu, tu un giorno
su quella panchina ti ritroverai
e di fronte al tuo fiume mi penserai.
Forse…

28 maggio 2013

Erano belli quei giorni © Paula Becattini


Un due tre stella

Tu non dici niente
che non senti e non vedi.

Al di là di questo giardino
una strada d’asfalto.
Dopo la curva una valle.
E poi ancora oltre,
in lontananza,
lo sguardo si perde
mentre si stringe il petto
al freddo di una estate
che sembra non arrivare.

Che ci faccio io qui?
Perché non sono fuggita?
Perché… perché tutto
sembra così ostile?

Tu non ci sei
eppure tormenti l’animo.
Non ci sei
eppure tocchi la mia pelle.
E brucia l’idea.

Dopo la curva l’incognita
che fa tanta paura.
Che ci blocca come statuine.
Un due tre stella,
non si gioca più.

Un due tre stella,
non si vive più…

23 maggio 2013

Un due tre stella © Paula Becattini