Articoli con tag “baci

Non m’appartiene

E se ancora ti dicessi
che questi tramonti sono nostri
– soltanto nostri –
e questi baci l’intimità più stretta
tra due folli amanti,
direi solo una bugia a me stessa.
Ché di tramonti e baci
donati a occhi di varie forme
e rubati per puro piacere
non ti sono mai mancati,
adesso che tutto questo
in realtà più non m’appartiene…

20 febbraio 2015

Non m’appartiene © Paula Becattini

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Viaggi

Semplice era il nostro dire e fare
ancor più il baciarsi in quelle sere
che di vecchie e fumose taverne
avevano i sentori inebrianti del vino.
Sapori di pietanze sconosciute
passate con mano di bocca in bocca
con lascivo gesto da eterni amanti
e gli occhi affamati di ciò che stava intorno.
Luoghi magici, depositati nella mente
rubati con gli sguardi, fissati
nella pericolosa premonizione
che mai più torneranno i passi.
Ma il cuore propende a tali esperienze
– pur sapendo che non ci sarà quel sorriso
a dipingere la gioia contagiosa –.
E viaggia, e cerca, tra i suoi molteplici ricordi.
Cartoline non spedite ed ora mute
riempiranno la valigia nella solitudine,
ché tutto ha un perché insospettabile.
Pure nel silenzio di una stanza vuota.
Pure in un ritorno a casa – ormai – soltanto mio.

24 giugno 2014

Viaggi © Paula Becattini



Infatu(a)zione

Sei un sospiro.

Un respiro.

Il profumo che avanza
dalla tua bocca e niente parole
solo il tuo sguardo
sul mio viso, sulla mia pelle
strappando a brandelli un brivido.

E premi.

Sali.

Ti mischi con il sudore
con la furia del corpo
e la dolcezza dei baci
senza il limite dell’indecenza
a farmi da padrone.

Sei tu il mio signore.

Il mio eros.

E ti lascio fare, ti lascio andare
percorrere queste carni
in ogni anfratto delle loro emozioni
tra sogno e realtà bramata
una verità più volte vissuta.

Sono ancella.

Sono passione.

Ma il silenzio è una tortura
quando cresce nel piacere
e un pensiero invadente
si mischia a quel sentimento
che vorrebbe osare.

Spasmo dell’anima.

Linfa del cuore.

Se tu fossi solo briciola
ti lascerei per poco sul labbro roseo
prima di raccoglierti
distrattamente
e dimenticarti nell’esplosione.

In fede sono già tua.

Sono già amore.

18 aprile 2014

Infatu(a)zione © Paula Becattini


Un tempo per ogni cosa

La Chimera di Arezzo

Era maggio
e poi d’improvviso inverno.
Un tempo per vivere
ed uno per morire.
Come la gioventù
con le sue attese
con i fremiti che scuotono
con i baci che riempiono
bocche avide d’amore.
È passata…
accarezzandomi dolcemente.
C’è un tempo per amare
e uno per dirsi addio.
C’è un tempo per cercarsi
per poi perdersi, ritrovarsi
e scoprire che la vecchiaia
non ci deforma agli occhi dell’altro.
Ma io ero giovane
e lo sarei sempre stata
al tuo fianco.

Così arriva il tempo
di comprendere i propri sbagli.
E forse un giorno
anche quello di perdonarsi.

22 agosto 2013

Un tempo per ogni cosa © Paula Becattini

Curiosità
Nella mitologia greca la chimera (il cui nome in greco significa letteralmente capra) era un mostro che sputava fuoco, talvolta alato, con il corpo e la testa di leone, la coda a forma di serpente e con una testa di capra nel mezzo della schiena, che terrorizzava la terra della Licia.
Venne uccisa da Bellerofonte in un epico scontro con l’aiuto del cavallo alato Pegaso.
La Chimera di Arezzo raffigura il mostro ferito, che si ritrae di lato, e volge la testa in atteggiamento drammatico di notevole sofferenza, con la bocca spalancata e la criniera irta.
La testa di capra sul dorso è già reclinata e morente a causa delle ferite ricevute.
Ma la parola “chimera”, figurativamente, significa anche desiderio irrealizzabile, illusione, assurdità, fantasticheria

Le nostre chimere sono quelle che ci assomigliano di più.
Victor Hugo

La costanza è la chimera dell’amore.
Luc De Vauvenargues

Non esistono né estreme delizie né estremi tormenti che possano durare tutta la vita: il sommo bene e il sommo male sono chimere.
Voltaire


Per te

Tramonto tunisino

Sulla porta rimasi
come una madre
dal viso stanco, il profilo antico
e le mani a sciogliere
i capelli raccolti
alla lieve brezza.

Attesi i tuoi baci
attesi un volto oltre le case
dai colori caldi di mille tramonti.

Chiudi al dolore
gli occhi perduti:
non son io quella donna
non sono io che ti amai
indomita al tempo
incendiata dal sentimento.

D’amore si muore
dall’amore si nasce
ed io per te perii.

Per te, assorta nel niente, tornai
e ferma sulla soglia sono.
Ma tu non tornerai.

16 luglio 2013

Per te © Paula Becattini


Fugge la primavera

Vocabolario aperto su tastiera alla parola "Amore"

Mormoro ormai una musica senza tempo
un addio nel silenzio schiacciante
senza parole pesanti su di un cuore stanco
che a volte si agita per niente.
Nessuno sa quale volto indosso
mentre ripropongo strofe
in moto continuo nella mia mente
e sembra ieri quando duettavi con me
nella penombra di una stanza.
Oh, fugge! Fugge la primavera
con i suoi baci caldi
le promesse perdute nella brezza
che adesso scuote muta e raffredda.
Di parole ne avrei ancora da donare
che le ho abbandonate all’eco
disperdendole tutte dentro me.
Mai sono tornate indietro.

22 marzo 2013

Fugge la primavera © Paula Becattini


Haiku #16

Di bacco e baci
riempivamo bocche arse
— vite cessate —

15 aprile 2013

Haiku #16 © Paula Becattini


Se non dipende da me o te

Ballerina

E se non dipende da me o te, amore, chi potrà mai scalfire questo nostro grande cuore?
Chi potrà mai sconvolgerne i sogni, i progetti e dare adito che non ce lo meritiamo?
Dobbiamo proteggerlo ad ogni costo: è un tesoro racchiuso in petto.
Il mio cuore freme, si riverbera nella bellezza e nel dolore; e batte forte ancor quando le tue parole sfiorano questa pelle virginea dei tuoi baci.
Si fa forte dalla paura quando annusa i tuoi dubbi, fatti di ancestrali sofferenze che vorrebbe obliare.
Vorrei che tu mi prendessi la mano e insieme sentirne il calore, insieme osservare come riposa bene nella tua.
Sarò io la tua casa e tu la mia, ovunque saremo, ovunque andremo per poi tornare, per poi aggrapparci l’uno all’altra con braccia di virgulti amorosi.
Dovremo osare, sfidare il mondo, questo mondo che non ci appartiene; piegarlo ai nostri piedi e renderlo docile e buono.
Io lo desidero, come fosse l’ultimo giro di giostra, come fosse l’ultima occasione concessa.
Ma tu non mi fai solo girar la testa: tu mi leggi nel profondo, denudandomi ancor prima di spogliarmi dei miei scudi, su di un letto piegato dal peso della meraviglia e dello stupore di quanta forza ha il tuo cuore.
E tu, amore mio?
Come ti senti ora, in questo momento?

10 febbraio 2013

Se non dipende da me o te © Paula Becattini


E sei fuggito via

Eri bellissima stamani,
avvolta nel tuo scialle
come dama siciliana.
E bellissimi gli occhi tuoi
che mi osservavano calmi
come un mare d’estate,
come una rupe sull’infinito
senza comprendere quanto
poco sarebbe bastato
volarvi dentro.

Eri bellissima talmente
che avrei voluto dirtelo
con il calore, con le parole,
che avrei dovuto fermarti
con i baci, con gli abbracci
e mai più lasciarti,
senza il dubbio di sbagliare,
con il coraggio di amare
ancora una volta
l’amata della vita mia.

Eri bellissima stamani…
ma non è bastato
e sono fuggito via,
lontano dagli occhi tuoi,
dalle mani snelle tue,
che m’inseguono ovunque
anche in quelle dell’altra
che, seppur serenità cerco in lei,
bellissima,
bellissima solamente tu sei.

E sei fuggito via.
La colpa è anche un po’ mia,
ma la paura,
la paura stessa tua.
E se non lo sono stata,
per un attimo ci ho creduto
e bellissima,
bellissima mi sono sentita…

30 gennaio 2013

E sei fuggito via © Paula Becattini


Perché io sono l’amore

Periodo di pace
periodo di stasi
e poi tempesta
nei gesti
nelle nostre frasi.
Mille i baci immaginati
e poi bagnati
che di te e me
hanno visto il crescendo
giorno dopo giorno
nei silenzi
nelle assenze
negli amplessi infuocati
anche solo sognati.
Abbiamo toccato attimi ricercati
gelosamente trattenuti
in me, in te
lontano dai nostri occhi
dai nostri voli
dal mio trattenerti
e lasciarti andare.
Ma dovrai andare
ed io ti amerò come prima
come adesso
come quando la mia risata
ti risuona dentro.
Perché io sono l’amore
e l’amore non muore.

6 gennaio 2013

Perché io sono l’amore © Paula Becattini


Illusioni

Ci sono state parole
lievi come aria
gravi come roccia
sotto il sole cocente
di un grande amore.
Ed avevano il profumo
di non terminare
nel loro susseguirsi
ed inseguirsi fluenti.
Ma poi è arrivato il tempo
di vivere la realtà
spazzando via ogni certezza
e pure i baci inaspettati
su di una pelle affamata.
Faticoso vivere,
faticoso attendere.
E adesso le parole sono solo
un riempire i vuoti creati
e un placare tutti quei desideri
che non possiamo nutrire…

20 dicembre 2012

Illusioni © Paula Becattini