Altramusa – 15 febbraio 2009

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Una poesia che sa alternare la nota leggera a quella cronachistica velata di sofferenza. “Non importa” di Paula Becattini è un testo che sa tradurre uno stato d’animo, restituire il sorriso di una bimba, fermare con una carta velina colorata l’onda della quotidianità più dolente.
“Non importa” è come una leggera scrollata di spalle che manda in frantumi le apprensioni e le martellate della vita. L’inizio dà subito l’impronta all’insieme dei versi, perché riassume il ricordo ed il momento contingente, la rassegnazione (vitale) e la voglia di combattere, la sofferenza interiore ed un distillato di purezza conservata con tenacia.
La poesia scorre limpida, quasi fosse una fiaba. Ha l’efficacia del racconto e l’evocatività di un mosaico colorato di esperienza e di ricchezza emotiva.
Per il lettore risulta facile (e ciò è una grande conquista per chi scrive) vedere il profilo di una donna che ha saputo tenere vivi in sé gli stupori dell’infanzia, le sfumature più vivide e luminose, pur senza dimenticare il necessario coraggio per andare avanti.
Non importa / se mi lascerai / per poi riprendermi“: è il canto di una donna che accetta il gioco crudele dell’amore, che ne conosce le dinamiche prepotenti, che non rinuncia ad amare nonostante partenze e ritorni capaci di fiaccare il cuore. La forza dell’autrice sta in quel serbatoio prezioso in cui si cela “una giovinezza / mai spenta“.
Sembra che Paula Becattini abbia scoperto la formula di quell’alchimia che consente di crescere davvero, di vivere il futuro senza abbandonare il meglio di noi stessi lungo il percorso. La sua serenità di “bambina sull’altalena” si rinnova quotidianamente e dà forza ad entrambi i protagonisti del rapporto d’amore (seppure il legame sia tormentato). La luce e la leggerezza del passato riverberano sul presente e tessono un filo così resistente da tenere saldamente legati i giorni.
Molto belli – poiché immediati, chiari e penetranti – questi versi: “ascoltando / l’anima silenziosa / e le emozioni / custodite“; “io son qui / bambina sull’altalena / a solleticare la vita / con la consapevolezza / ormai adulta / che non esiste / la perfezione“. Il tono è quello della lirica più schietta e genuina, senza finzioni o tentazioni di retorica. La vis del verso è quella di una fanciulla più forte del tempo, che continua a sorridere alla vita e disfarne, un po’ alla volta, l’ordito più triste e cupo. Un sorriso di cui il lettore è grato, molto grato.

A cura della Redazione

*

Non importa

Non importa
se mi lascerai
per poi riprendermi
come hai sempre fatto,
ché spesso mi rivedo
sull’altalena
felice andare e venire
tagliando l’aria
osservando il cielo
cercando di sfiorare
le verdi foglie
accarezzate dal vento
ciondolando i piedi
inarcando la schiena
con i capelli sciolti
sulle spalle riscaldate
da un tiepido sole.
Non importa
se mi lascerai
per poi riprendermi,
ché il dondolare
sulla mia altalena
gorgogliando risa
e imitando il volo
ascoltando
l’anima silenziosa
e le emozioni
custodite
mi rincuora
rivivendo
i sogni e i desideri
di una giovinezza
mai spenta.
Non importa
se mi lascerai,
ché io son qui
bambina sull’altalena
a solleticare la vita
con la consapevolezza
ormai adulta
che non esiste
la perfezione
e così altalenando
resto ferma
nei miei sentimenti
sorridendo
e con un po’ di paura
del salto che farò
per ritornare.

11 febbraio 2009

*

Non importa © Paula Becattini

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