Articoli con tag “tramonto

Padova

Padova: murale al tramonto

L’aria aveva il peso e l’afa
di passi lenti sulle pietre

Il vedermi specchiata su di un muro
– con il senso di vuoto appeso
e il tempo congelato –
poteva essere l’ennesimo schiaffo

Così ho chiuso gli occhi
ascoltando il tramonto graffiare
le crepe degli intonaci e il cuore
nel suo lento avanzare

mentre percepivo la città
osservarmi divertita
e i passanti sfiorarmi
ignari dei miei pensieri

L’esilio è durato un attimo
ma abbastanza per rifugiarmi
nella certezza che presto
sarei tornata a casa

Senza far troppo rumore.

28 aprile 2016

Padova © Paula Becattini

Padova: quartiere ebreo


Clochard

Villa Borghese: tramonto

Calano le luci lentamente
come su di un sipario.
Si piegano le ombre,
acquistano forme gli elementi
stagliati contro il cielo.

Eppure tutto è rumore…

Nel silenzio della sera
nello svuotarsi dei grandi viali
e nelle panchine lasciate libere
da chi ha vissuto una giornata
di libertà e gaiezza.

Ma la ricchezza…

Dove è la ricchezza di questi luoghi
che pian piano si riempiono
di anime miti e dignitose
cercando un tetto accogliente
sotto un manto di stelle?

Io la vedo.

17 agosto 2015

Clochard © Paula Becattini

Villa Borghese: tramonto


L’ora blu

L'Arno con sullo sfondo la Chiesa di San Frediano in Cestello

Sarà forse la mancanza a devastarmi
una parte elìsa all’interno
ricercata tra le labbra di altri
che non hanno fremito,
non hanno sospiro, né parola per me.

Lui però mi chiama dolcezza
nella breccia di questa giornata stanca
squarciando il tetto della mia auto:
mentre lei sfreccia verso casa
ben oltre va il mio sguardo.

Così l’orizzonte mi scopre fragile
talmente affamata
da regalarmi il più bel tramonto
e un sogno d’aria fresca tra i capelli
e due mani sui miei fianchi.

Delusione comprendere
che nessuno verrà a prendermi
al mio risveglio
intanto che la vita va avanti
correndo e inciampando dentro me.

Lui però mi chiama dolcezza
senza donare il suo tempo
che scorre ora lento, ora veloce
e non comprendo.

Nel frattempo – per mia gioia –
è venuta a trovarmi l’ora blu.

10 giugno 2014

L’ora blu © Paula Becattini


Per te

Tramonto tunisino

Sulla porta rimasi
come una madre
dal viso stanco, il profilo antico
e le mani a sciogliere
i capelli raccolti
alla lieve brezza.

Attesi i tuoi baci
attesi un volto oltre le case
dai colori caldi di mille tramonti.

Chiudi al dolore
gli occhi perduti:
non son io quella donna
non sono io che ti amai
indomita al tempo
incendiata dal sentimento.

D’amore si muore
dall’amore si nasce
ed io per te perii.

Per te, assorta nel niente, tornai
e ferma sulla soglia sono.
Ma tu non tornerai.

16 luglio 2013

Per te © Paula Becattini


Cinque i cipressi

Cinque i cipressi.
In fila stanno
scendendo dalla collina
lungo strada polverosa.
E il sole li bacia
distendendo le ombre
su letto di grano.
Dolce come un bacio
in palmo di mano
– e silenziosa intorno
l’aria ferma e calda –,
l’amore bramato
sa di tramonto infuocato,
mentre i cipressi
richiamano il pensiero
a un tempo vissuto.
T’amo, t’amo
in ogni cosa che vedo.
D’arancio si bagna così
il mio animo solitario.
E attendo il ritorno
e un nuovo tramonto.

3 luglio 2012

Cinque i cipressi © Paula Becattini


Rifrullo sul lungarno

Veduta dal lungarno della Chiesa di San Frediano in Cestello

Frulla che ti rifrulla
in una domenica d’estate
l’idea fissa
tra la calura e le pietre
brucianti come lava
e il ricordo luccicante
tra le sponde del fiume
silenzioso andarsene,
con il susseguirsi dei suoi ponti
nella mente ove hai lasciato
dormiente la giovinezza.
E frulla dalla testa
scendendo al petto,
e t’accarezza sempre più in basso,
sempre più giù,
fino al pube bruciante:
non t’abbandona l’aria calda.
E la gonna leggermente sollevata
scherza col vento
mentre qualcuno ti prende
per poggiarti sulla spalletta
e rubarti un bacio
dalle labbra umide e sorridenti.
Frulla nell’idea
di essere lì come a vent’anni,
di te che non sei con me
e dell’amor che non abbandona
certe sensazioni,
sul lungarno di una Firenze
che ci ritroverà prima o poi
abbracciati al tramonto
a far rifrullo
in una domenica d’estate.

24 giugno 2012

Rifrullo sul lungarno © Paula Becattini


Infinitamente

Particolare del monumento Atomium a Bruxelles

Cento anni ancora,
mille e forse più.
Di un bacio l’aurora
di un abbraccio il fuoco.
E poi quella sensazione,
come di esserci ritrovati
alla fine del mondo,
mai abbastanza presto
giammai troppo tardi
per capire quanto ci amiamo
ovunque nel tempo.
Ché io ci credo
al nostro eterno cercarsi.
Chiunque un domani saremo…

13 febbraio 2012

Infinitamente © Paula Becattini


Il tragitto

Diga*

Strada
sempre uguale,
ripetitiva
ogni mattina.
E mi ritrovo
a pensar
parole,
ad assemblare
assonanze
a ritmo
d’asfalto.
Finché
bagno d’azzurro
il mio sguardo.

«Renderò diverso
anche questo giorno.»

Al ritorno,
nel momento
in cui scorgo
il tramonto
dallo specchietto,
rubo sfumature
d’arancio
per colorare
di nuovo
l’asfalto…
Domani.

19 novembre 2008

*

Il tragitto © Paula Becattini


La tua prigione

Dimentica che t’amo.
Dimentica i miei giorni
uguali e vuoti senza te.
Dimentica che t’amo
e vivi finalmente libero.
Il vibrare del fianco
sarà solo fremito silenzioso
che ti accarezzerà in sogno
e ricordo di un tocco
che mai più tornerà vero.
Ma dimentica che t’amo
e lontano il tramonto
non piangerà fuoco,
straziante bagno di versi
e catene invisibili.
Non più riflesso iride con iride
nella penombra di un letto
ma solo tiepida assenza
mentre abbracci il cuscino.
Dimentica che t’amo.
E vivi libero come desideri.
Ma dimentica che t’amo
anche quando con amore
ricorderai che mi ami,
altrimenti sarò sempre
e comunque la tua prigione.

18 aprile 2011

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La tua prigione © Paula Becattini

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