Murale notturno
S’illumina il cielo a tratti
come le pennellate di un dio folle
la cui veemenza strappa la tela nera
in una notte calda di fine estate
borbottando al di sopra delle nuvole
gonfie di un pianto imminente.
Non si intravede ancora un disegno,
lo si può solo immaginare,
fin quando il vento non s’alza improvvisamente
ripiegandosi al volere del maestro
in questo sfogo dirompente
dalle sembianze di un enorme muro d’acqua.
– Il fragore è assordante e l’aria fresca.
In silenzio sulla porta di casa resto
rapita da tale bellezza. –
28 agosto 2025
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Murale notturno © Paula Becattini
Padova
L’aria aveva il peso e l’afa
di passi lenti sulle pietre
Il vedermi specchiata su di un muro
– con il senso di vuoto appeso
e il tempo congelato –
poteva essere l’ennesimo schiaffo
Così ho chiuso gli occhi
ascoltando il tramonto graffiare
le crepe degli intonaci e il cuore
nel suo lento avanzare
mentre percepivo la città
osservarmi divertita
e i passanti sfiorarmi
ignari dei miei pensieri
L’esilio è durato un attimo
ma abbastanza per rifugiarmi
nella certezza che presto
sarei tornata a casa
Senza far troppo rumore.
28 aprile 2016
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Padova © Paula Becattini
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