Articoli con tag “mare

Emozione

Ci sono attimi ed emozioni
che nessuno può fermare.
Una volta mi hai amata.
Eravamo fronte mare
e l’infinito oltre la linea:
potevamo toccarlo con mano
mentre la bassa marea
portava via l’ultimo raggio di sole.
Ed ora la conchiglia
grida tempesta nella mia testa!
Se l’allontano
resta la visione di molteplici onde
sulla sabbia dorata
e di una voce che mi chiama,
vicina eppur lontana.
Ci sono momenti ed emozioni
che nessuno può fermare
ed io non trovo pace.
Ma forse pace è solo noia:
per questo mi lascio inebriare
ed ogni attimo lo vivo
facendone emozione.
Ancora…

11 giugno 2016

Emozioni © Paula Becattini

 

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Domenica romana

Erano grida di gabbiani
quelle che sentivo così vicino
mentre il mare così lontano
lontano dalla vista, lontano dal cuore
ancor più della tua presenza.

Fosse qua tempesta…
avrei un motivo per starmene rinchiusa
mentre adesso cinguettano i fringuelli
e fuori spunta un sole estivo
quasi a beffeggiare la mia esistenza.

I gabbiani volano bassi tra l’immondizia:
il loro garrire non è certo quello di libertà
della vela maestra in mezzo al mare.

Sono solo grida di gabbiani.

14 giugno 2015

Domenica romana © Paula Becattini


Tutto diverrà un debole ricordo

Il mare di Pirano

Ci lascerò andare ognuno per la propria via
per sempre trascinati dalle correnti
e i venti in tempesta di questa esistenza;
che fin troppe volte legata stretta a un bisogno
ho ascoltato il canto delle sirene venirmi incontro:
eco interminabile nei vuoti dell’anima,
nel petto sgonfio di dolce speranza.

È arrivato il momento di comprendere…
esiste altro – oltre – al quale dare più valore:
oltre questo mare amato e odiato
oltre un amore ricevuto a piene mani
che tanto hai agognato e poi bistrattato
anche se forgiato con tenacia
nell’eterna indecisione di un tuo intimo egoismo.

Ci lascerò andare ognuno per la propria via
oltre la scia delineata dal nostro tempo svanito
e tutto diverrà un debole ricordo
e tutto di nuovo sarà mare in tempesta.

21 marzo 2015

Tutto diverrà un debole ricordo © Paula Becattini


Una cosa vorrei dirvi

Il mare di Pirano

Una cosa vorrei dirvi.

Siate quello che siete.
Non fingete! Non cambiate!
Mai.
Non ne vale la pena…
Nel bene e, purtroppo, anche nel male.

Che poi
– quando penserete di aver conquistato la vetta –
vi ritroverete nel baratro.

Oppure avrete tutto ma senza essere voi stessi.
E in molti vi ameranno
per quel che non siete veramente.

Ecco, ve l’ho detto…

(la mia mente si tuffa in un mare blu)

18 ottobre 2014

Una cosa vorrei dirvi © Paula Becattini


Confessione #1

Il mare di Pescara

Essere una donna tenace, estrosa e accattivante
in realtà ti pone nella condizione di essere
terribilmente e semplicemente sola.

3 novembre 2013

Confessione #1 © Paula Becattini


Lui non paga te, tu non paghi me… io non vado in vacanza

Banconote da 50 euro

Eppure è così… mia figlia ed io dobbiamo rinunciare all’unica vacanza di una settimana, da tempo agognata e programmata, che avrebbe unito due piccole passioni (oltre che due piccole donne): il mare e il tennistavolo.
Ma sono stata colpita dal cancro degli italiani per l’ennesima volta.
La cosa più straziante – per me, madre – è quella di doverlo dire, a dieci giorni di partenza, alla propria amorevole ragazzina dagli occhi verdi a cerbiatta.
Oltre alla vacanza se ne vanno anche la tranquillità e la possibilità di pagare piccoli debiti accumulati, la bolletta del telefono, la tassa sulla nettezza: tutto ciò per poter mangiare.
Sta subentrando la paura, il terrore di non potercela fare ad andare avanti.
Tutto è così incerto, così difficile e sono veramente stanca.
Stanca di lavorare 12/14 ore al giorno senza intravedere miglioramenti e la possibilità di un sostentamento decente.
Stanca di studiare, di darmi da fare per migliorare, per trovare nuove vie d’uscita, nuove soluzioni.
Il cancro degli italiani si sta diffondendo a macchia d’olio.
Ed io sto morendo lentamente…
Buone vacanze.

31 luglio 2013

Lui non paga te, tu non paghi me… io non vado in vacanza © Paula Becattini


Lettera d’amore

Non ti lascio andare
– non ora –
che sei occhi tondi
di caratteri dalle grazie eleganti
tra centinaia di versi mai scritti
e molti implorati, sussurrati
nella penombra come preghiere.
Non capirebbe…
e rimarresti sgualcita chissà dove
mentre nel mio cuore
– sì, nel mio cuore –
hai un posto d’onore.

Non ti lancio in mare
non ti bagno di speranza vana
non ti lascio andare
– non ora –
che profumi nell’idea d’inchiostro
misto al colore di una carta
semplice e sottile, trasparente
come trasparente
è l’animo mio provato.

Vivrai per sempre sospesa
alla mia altalena di bambina
e gridata quando dentro piove
quando il vento scompiglierà
i miei capelli bianchi
quando spirerò l’ultimo sospiro.
Non andare, non capirebbe.
E se mai un giorno vorrà leggerti
saprà con dita tremule dove cercarti.

Non ti lascio andare
– non ora –.

20 maggio 2013

Lettera d’amore © Paula Becattini


Sono bimba in riva al mare

No, non ci sei
dietro i miei occhi
sopra i respiri.
Un filo di voce
ti chiamava a me
e mani fresche
aperte al tuo calore
ora abbandonate.
Poi
un freddo improvviso
a graffiare l’anima
a lacerare i sogni
mondi sospesi
che sfuggono
oltre il mio volere.

Sono bimba in riva al mare
che osserva il suo aquilone
volare lontano e libero
mentre ancora ne trattiene il filo…

20 aprile 2013

Sono bimba in riva al mare © Paula Becattini


Valentine

Cuore di sabbia e onda

Valentine, my Valentine…
è un giorno come un altro questo
anche se risuonano campanelli
intorno e dentro te,
anche se i pensieri sono lontani
e vagano lungo il mare
come ali di gabbiani.

Valentine, my Valentine…
ogni giorno non sarà più triste
o allegro di questo momento
se prendi carta e penna
per esorcizzare il tempo
per congelare l’emozione
e al ricordo sorriderne.

Oh, my Valentine…
tu sarai sempre bella dentro me
come un sole d’inverno
immaginando il calore della tua pelle
il profumo dei tuoi capelli.
Con te lontano ho volato
sulle ali del tuo estro.

Polvere d’essenze, ti penso
e tu mi senti?

14 febbraio 2013

Valentine © Paula Becattini


Come nube

Alle porte del Sahara

Vorrei andarmene via
lontano fluire via
senza guardare indietro
come foglia portata dal vento
come nube in cielo
baciata e tinta dal primo sole
e poi carica di emozione
piangere il mio dolore
sui deserti che ho attraversato
sparire, dissolvermi
dai fiori appena sbocciati
e negli occhi scuri
di un beduino che mi ha attesa
come ha atteso la sua sposa
tra i colori della tenda.
Ma poi…
ma poi vorrei tornare
e per sempre rimanere
specchiata nel blu del mare
che in te ho intravisto
fino a quando
un’altra tempesta mi travolgerà
ammaliandomi e facedomi sua
portandomi via con forza.

Ma tornerò…

4 febbraio 2013

Come nube © Paula Becattini


Piccoli fragili poeti

Piccoli fragili poeti
mimetizzati tra la gente
confusi nei sorrisi
mentre gli occhi
parlano d’altro
e della propria pelle
farne foglio bianco
su cui scrivere
ancora una volta
come la prima volta
le emozioni che li sfiorano
li lancinano, li schiaffeggiano.

Piccoli fragili poeti
saldi su quella roccia
sferzata dal mare che è la vita
mentre un giorno sono tornado
un altro arcobaleno
senza capirne il perché
fino in fondo
nella loro diversità
tormentati amati e odiati
unici e irraggiungibili
perdita e specchio
di una realtà.

Piccolo fragile poeta…
nel sussurro delle tue parole
muori, rinasci
e nessuno lo sa.

30 dicembre 2012

Piccoli fragili poeti © Paula Becattini


Volo

Aquilone in volo (Tunisia)

Si aprisse il cielo
sopra di me
oltre il cemento
oltre il tormento
che mi opprime
il petto.
Così mi accontento
di uno spicchio
azzurro ghiaccio
dalla finestra
mentre passa
il tempo.
E basta questo
a innalzarlo
leggero il volo
come d’aquilone
con un fil di vento
sopra il mare.
Quanti occhi di bimbi
ho visto luccicare
rivolti al sole.
Quanti occhi di bimbi
mi sono rimasti dentro…

5 maggio 2012

Volo © Paula Becattini