Articoli con tag “deserto

Madre

L'occhio della terra

Terra.
Madre.
Ed io che rimango
a guardare;
calpestare l’esistenza
e il suo vagare.
Dove?
Come?
Passi lievi
senza rumore
da una camera
al capezzale.
Il battito del cuore
in corsa sale a 170:
è sempre poco
per provare lo sfinimento.
Eppure non c’è meta.
Forse un sogno
sospeso a mezz’aria…
Ma sono qui,
reale,
come non mai.
E mi manchi.

Madre…

5 ottobre 2013

Madre © Paula Becattini

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Arabesco

Egitto 2008

Avrei voluto bruciare
come macchia nel deserto
e sentire il sole
riscaldare la mia pelle.
Ascoltare il richiamo del muezzin
dall’alto dei minareti
e confondermi tra i visi ruvidi
della gente.
Pronunciare il mio nome
negli occhi profondi di bambini
rivestiti di polvere e sogni
tra la mia fame e la loro sete
di curiosità viva.
Avrei voluto costruire
una fortezza penetrabile
ricca di labirinti ove
perdermi coscientemente.
Lasciarmi andare alla semplicità
lasciarmi avvolgere dai colori
dalla luce abbagliante.
E riscrivere un amore
in gradevoli arabeschi sensuali
lungo i miei fianchi bianchi.
E il mio ventre
sarebbe stato la sua casa.

23 febbraio 2013

Arabesco © Paula Becattini

Egitto 2008

Egitto 2008

Egitto 2008

Egitto 2008


Come nube

Alle porte del Sahara

Vorrei andarmene via
lontano fluire via
senza guardare indietro
come foglia portata dal vento
come nube in cielo
baciata e tinta dal primo sole
e poi carica di emozione
piangere il mio dolore
sui deserti che ho attraversato
sparire, dissolvermi
dai fiori appena sbocciati
e negli occhi scuri
di un beduino che mi ha attesa
come ha atteso la sua sposa
tra i colori della tenda.
Ma poi…
ma poi vorrei tornare
e per sempre rimanere
specchiata nel blu del mare
che in te ho intravisto
fino a quando
un’altra tempesta mi travolgerà
ammaliandomi e facedomi sua
portandomi via con forza.

Ma tornerò…

4 febbraio 2013

Come nube © Paula Becattini


Non ancora

Non c’è ancora un equilibrio
– non ora –
che un mattino mi alzo
piena del sole alto e accecante
mentre l’altro è vuoto e silenzioso
del cielo più terso.

Non vi è equilibrio.
Le emozioni forti
mi attanagliano inebriando,
sperando di trovare poi pace,
ma pace non v’è
se il desiderio è vivere adesso.

Non ieri, non domani
– vivere adesso –
l’attimo rubato, quello mancato,
l’attimo negato.
Anche un solo sorriso
apre il cuore e la speranza.

Ma un equilibrio non c’è
– non ancora –
ché ho ripreso a sognare
errante nei miei spazi interiori.
E d’amore voglio morire
come assetata in deserto di miraggi…

12 gennaio 2013

Non ancora © Paula Becattini


Rapsodi

Travi in legno di un soffitto ksar, Tunisia

Siamo travi contorte
a sostenere soffitti
in quale ksar del deserto.
Contenitori solitari
traboccanti sentimenti
in attesa del saccheggio.
E sporchi di fango rosso,
nudi e bruciati dal sole
ci facciamo toccare
i nodi del dolore…

21 maggio 2012

Rapsodi © Paula Becattini


Vita

Chiocciola tunisina

Si attacca
su marmo sgretolato
venato come boreale.
Si attacca
su pietra secolare
solcata come l’eternità
da mille passi
da mille respiri
da mille occhi
che l’hanno accarezzata
al gelo dell’inverno
e all’inferno del deserto.
Ed io
piccola disperata
per un attimo
ho pensato di snobbarla
come se non meritasse
un istante di più.

Ora l’amo infinitamente.

8 maggio 2012

Vita © Paula Becattini


Alle porte di Nefta

Porta con tre maniglie a Nefta

*

Lungo le strade un tintinnio
tra la polvere e il calore.
Come miraggio un silenzio fasullo
che accompagna fin dal deserto.
Voci sommesse nascoste tra le palme
e poi fuggevoli sguardi
tra il divertito e pensieri sconci
che rubano i miei occhi
e le membra e i fianchi
celati dal folle desiderio
di arrivare per poi rimanere.

Seduta sul calesse mi accontento
sorridendo al cocchiere:
grida parole magiche
di cui ricordo solo il vibrare.

(Nefta – Tunisia, 12 agosto 2010)

5 dicembre 2010

*

Alle porte di Nefta © Paula Becattini

*

 

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Ritmicamente

E se le mie parole non verranno lette
faranno comunque il giro nell’aere
andando e venendo ritmicamente
a te un giorno inaspettate tornando.
Sarà piacevole sorpresa d’inverno
o sotto il sole cocente di un deserto,
a ricordare che bastano poche gocce
per scuotere profumi sepolti,
terre bagnate dall’erbaceo sentore
e speziature maturate nel legno.
Andando e venendo ritmicamente
non potrai ignorarne il senso.
E quando accadrà sarò presente
ma troppo lontana per toccarmi
se non con un tenero sorriso
che accenderà di luce il tuo viso
misto a un lieve retrogusto amaro,
andando e venendo ritmicamente.

Scritta in circostanza di strani eventi
sul giro di basso di (Don’t) give hat a chance

15 aprile 2011

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Ritmicamente © Paula Becattini

*