Io sono donna, albero della vita
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“State molto attenti a far piangere una donna,
che poi Dio conta le sue lacrime!”
La donna è uscita dalla costola dell’uomo,
non dai piedi perché dovesse essere pestata,
non dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere uguale….
un po’ più in basso del braccio per essere protetta,
e dal lato del cuore per essere Amata….
dal Talmud
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Illustrazione a matita
Senza data (1986?)
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Io sono donna, albero della vita © Paula Becattini
Quanto male
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Quanto male ci facciamo,
quanto ad amare nel vuoto
e il vuoto che portiamo
nelle tasche di un abito dismesso
riposto in qualche baule.
È il ricordo del dolore di come eravamo
e vorremmo ancora essere,
per amore di noi stessi
e per l’altra gioia apparsa
nel buio di una esistenza grama.
Quanto male ci facciamo?
Nella confusione dei rapporti,
nella certezza delle emozioni
devastanti come tsunami.
Non sono io eppure vivo,
eppure vorrei essere libero,
eppure grido in silenzio e muoio.
Amo e non è una richiesta d’aiuto
ma nessuno potrà lanciarsi dall’alto
se non io…
E vorrei tenerti per mano.
6 dicembre 2012
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Quanto male © Paula Becattini
La vita è una fregatura
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«La vita è una fregatura…»
Questa la confessione che mi ha fatto ieri una signora ultrasessantenne.
Come dargli torto in un periodo difficile come questo?
Dove arrabattarsi è all’ordine del giorno, nel cercare di sopravvivere dignitosamente per la maggior parte di noi.
E ancora il peggio deve arrivare…
Ci sto riflettendo da ieri.
E se la vita fosse solo un sogno?
Allora vorrei che fosse un bel sogno.
Così la sera, prima di addormentarmi, provo a dirmi: «Stanotte niente incubi, solo sogni piacevoli, profumati: domani sarà un bel giorno».
Come mi ha insegnato la mia mamma.
Almeno riposo.
5 dicembre 2012
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La vita è una fregatura © Paula Becattini
Musica
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Se una musica c’è
in me alberga nascosta
muta di graffianti archi il suono
ora che non vi son più note stonate
a incidere grandiose arie.
E lei, tenacemente celata
riempirebbe ancora il cuore
pur di non dimenticare
pur di non disperdere
una sola sensazione procurata.
Ma il dolore ha corpo di donna
che rifiorisce tra forti braccia
e si lascia portar via
con i canti delle viole
e la dolcezza dell’amore.
Lacera le corde
sospesa nell’aria e prolungata
l’anima mia sgomenta.
Ti ha domata
per rinascere a nuova sinfonia.
Ti ha domata
per sperare ancora.
1 dicembre 2012
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Musica © Paula Becattini
Ed è già domani
Occhi per ascoltare
bocca per toccare
i miei sensi sono pieni
delle tue emozioni
e guardarti ridere
è come acqua cristallina
che scorre nelle vene.
Ne morirò lentamente
all’attesa di questa bellezza
che solo io ti creo
che solo io ti rubo
fin quando un velo
ricopre d’incertezza
persino il cielo.
E mi risveglio sola.
Era un ieri ora già domani.
Troppo presto per svanire via
nell’avanzare di un tempo tiranno
di un tempo non nostro
che lascia vivide sensazioni
abbracciate alla speranza
di riviverle ancora.
30 novembre 2012
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Ed è già domani © Paula Becattini
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Silenzi
I tuoi silenzi sono i miei
in tutti gli attimi che
non appartengono a noi,
sebbene una sola parola
basterebbe ad innalzare
il cielo ed ogni sua stella.
E i miei silenzi sono i tuoi
nella monotonia dei giorni
che avanzano duri e lenti,
chiedendosi se mai sarà
un perpetuare questa attesa
oppure un malizioso sogno.
Manchi al mio sale quotidiano,
nella penombra dell’incoscienza
di un amore nato senza ali.
Ed io non ho più notti complici,
vuote della tua veemenza,
piene di aspirazione a te.
27 novembre 2012
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Silenzi © Paula Becattini
Neve virtuale
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Giacerai,
esalando un breve respiro d’amore
in questo avvento senza focolare,
e neve virtuale cadrà
ricoprendoti di tiepido candore.
Incomberai stanco sotto i miei seni
che breve parrà questo inverno
seppur il tempo pieno di rughe
ha il passo lento della nostra storia.
Non c’è gloria
e insieme osserveremo
i vortiginosi fiocchi sollevati
dalle improvvise folate di dolore.
È neve virtuale…
non come sale sulle ferite
non come mancate aspettative,
un Natale senza luci
che in lontananza appare.
Cuor mio,
batti flebile, riposa:
ti cullerò in petto
e mai ti sentirai solo…
24 novembre 2012
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Neve virtuale © Paula Becattini
Oltre gli occhi
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– Cosa stai facendo?
Silenzio.
– Perché non rispondi?
– Sto studiando le cicatrici.
– Non ci sono cicatrici…
– Ci sono. Questa per esempio? Cosa è?
– È un graffio. Scomparirà…
– Non sono più carina come un tempo.
– Non è vero, sei sempre bella.
– Sarà… Sai, a volte ho paura. Paura di dimenticare come ero. Quando mi penso, ho il viso giovane dei miei vent’anni e il corpo rigoglioso di una trentenne; ma se mi accarezzo, sento i solchi delle cicatrici e mi viene la nausea. Forse non dovrei.
– Non hai cicatrici. È un’impressione.
– In realtà una cicatrice c’è, ed ha inciso il cuore. Perché non una mano? Un braccio? Avrei usato l’altro. Perché non un piede o una gamba? Ci sono arti artificiali che fanno miracoli!
– Oppure l’udito?!? La parola?!? Stai vaneggiando… SEI VIVA. Hai capito? Sei viva.
– Sì.
– Ringrazia qualcuno: Dio, i medici, chi ti pare. Sei viva e questo mi basta.
– Sì.
– Incominciamo?
Silenzio.
– Se non ti va possiamo rimandare. Oppure preferisci usare l’assistente vocale?
– No, non lo sopporto. Quando studiavo pianoforte mi allenavo spesso bendata: “sentire i tasti”, sapere esattamente dove e come fossero, mi dava la possibilità di lasciarmi andare nell’esecuzione di certi brani, di lasciarmi trasportare dalla musica e dal pathos, ad occhi chiusi.
– Perché non riprendi a suonare? Provaci…
– Forse, più in là. Adesso vorrei riprendere a scrivere, comporre poesie, da sola, senza assistente vocale. E tu mi aiuterai, vero?
Silenzio.
– Mi aiuterai?
– Amore mio, certo. Incomincia: ti guiderò e correggerò. Immagina la tastiera del computer come quella del pianoforte. La disposizione delle lettere le hai già memorizzate tutte, ora devi solo guidare magistralmente con il pensiero le tue dita, facendole scivolare delicatamente sui tasti. E vedrai, l’assistente vocale ti servirà solo per la rilettura e le correzioni. E, comunque, come correttore bozze io sono sempre disponibile!
– Baciami. Fammi sentire la morbida forma delle tue labbra. Gli occhi li immaginerò limpidi e brillanti immersi nei miei spenti.
Con il timore di essere scoperto, fece in tempo ad asciugarsi le lacrime poco prima che lei gli prendesse tra le mani il viso.
– Sai di sale, come sempre – disse abbozzando un sorriso –, ma questa volta con un retrogusto al pianto… mon seigneur.
17 novembre 2012
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Oltre gli occhi © Paula Becattini
D’aria e note, l’eterna giovinezza di Allevi
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Sembra un ragazzino, vestito così in maglietta nera, jeans e sneakers.
Nonostante abbia superato gli “anta” da qualche anno, forse lo è veramente; e forse è proprio quella strega, con la sua danza, punzecchiandolo continuamente dall’interno della sua testa, a mantenerlo tale nel fisico e nello spirito.
“Stiamo tornando nel Rinascimento italiano,
dove l’artista deve essere un po’ filosofo,
un po’ inventore, un po’ folle, deve uscire
dalla torre d’avorio e avvicinarsi al sentire comune.” G.A.
Ricordo di Lubiana
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Il cielo era plumbeo; e lui vi si stagliava con una bellezza ineguagliabile, come sapesse che quella materia – d’aria, acqua e venti – mai l’avrebbe sottomesso.
Infatti ancora fa bella mostra di sè e il suo richiamo riecheggia nei tempi…
1 gennaio 2007
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Ricordo di Lubiana © Paula Becattini
Taci!
Oh, taci!
e di baci saziami
che mai parole più belle
usciranno dalla tua bocca
se non per dirmi: Taci!
mentre ancora mi baci
nel silenzio della nostra brama.
14 novembre 2012
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Taci! © Paula Becattini










