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Musica

Se una musica c’è
in me alberga nascosta
muta di graffianti archi il suono
ora che non vi son più note stonate
a incidere grandiose arie.

E lei, tenacemente celata
riempirebbe ancora il cuore
pur di non dimenticare
pur di non disperdere
una sola sensazione procurata.

Ma il dolore ha corpo di donna
che rifiorisce tra forti braccia
e si lascia portar via
con i canti delle viole
e la dolcezza dell’amore.

Lacera le corde
sospesa nell’aria e prolungata
l’anima mia sgomenta.
Ti ha domata
per rinascere a nuova sinfonia.
Ti ha domata
per sperare ancora.

1 dicembre 2012

Musica © Paula Becattini


Soledad

·

Rivestita di un’idea
lievitata come pasta
al tiepido risposta
e di nuovo amalgamata
continuamente senza sosta
poi un dito sopra ci poso
e il tutto si sgonfia.
Ah, mio amore!
Mio dolore…
Sono solitudine
in tutte le ore
e durante il giorno.
La notte dormo
se sogno non sono io
che di sogni non più mi cibo
inseguendo note
che di te hanno il profumo
e di grave la pienezza.
Mio amore…

26 ottobre 2012

·

Soledad © Paula Becattini


Quanti anni hai?

Non è poi così male
la solitudine
quando pare una musica
che cullandoti bagna
di quiete confusione
adolescenziale.
Non è poi così male.
In fondo placa il corpo
lasciandoti lì, inerme
con le tue domande sospese
a pensarti ancora giovane
viva di sentimenti inespressi
nel silenzio di un piano
che rimanda ai ricordi.

Non è poi così male
se non penserà a me
preso da urgenze impellenti
di un quotidiano
sempre più scontato.
La vita corre ed io mi fermo
nella solitudine dei miei perché.
Allo specchio non mi guardo.
«Quanti anni hai?»
Oggi quindici.

Non è poi così male…

25 febbraio 2012

Quanti anni hai? © Paula Becattini


D’amore e note

Pianoforte*

Sergej Rachmaninov sosteneva che la musica è “Sorella della poesia e figlia della tristezza”

*

Vorrei ancora una volta
rincorrer le mie note
su scale di bianchi e neri
a ricordar di come
le dita danzavano leggere.
Pizzicate, staccate,
legate tra loro,
arpeggi che salgono
e discendono lievemente.
Vorrei ancora una volta
trovare il coraggio,
scoprire che
non ho dimenticato
come si legge uno spartito.
E in questa strana sera
sedermi di fronte a te,
ascoltare il mio cuore,
attendere il divenire:
quel qualcosa che spinge
a cercare il piacere
di lasciarsi andare
a una toccata e fuga
ma solo per amore.
Non ho mai smesso di amarti,
né lo farò ora.
Devo solo ritrovarmi,
anche se il tempo ha indurito
queste mie dita
che desiderano essere
sempre e solo la tua musica…

31 dicembre 2008
2° premio sez. Tema libero – Premio di Poesia 2009 “Raffaello Cioni” VII ed.

*

D’amore e note © Paula Becattini

*

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