Démodé
In fondo sono un po’ démodé
come certe canzoni francesi
che poetano amori struggenti
lungo Senna in autunni infiniti;
e il vento se le porta via
queste foglie dorate dal tempo.
Démodé come i miei vestiti
e le spesse calze indossate
sotto le pieghe di una gioventù
che salda si aggrappa a me.
Così attendo tristemente
alla fermata della tramvia.
Sferraglia in lontananza
il numero 3…
2 novembre 2012
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Démodé © Paula Becattini
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Il mio dolore
Il dolore che mi porto dentro
ha il nome di un bimbo mai nato
e un ti amo sussurrato piano
mentre nessuno ascolta.
Ha radici profonde
che ho provato a sdraricare
ma sempre è rinato come roseto
nell’inverno di un vagito congelato.
Il dolore che porto dentro
mi sopporta quando vivo
e cerca d’impaurirmi quando rido,
quando lo ignoro volutamente.
Mi fa ammalare di solitudine
per poi lacerarmi con la sua compagnia
– che altro non ho in certi momenti –
ed io lo abbraccio perché in fondo
è figlio mio.
29 ottobre 2012
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Il mio dolore © Paula Becattini
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Soledad
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Rivestita di un’idea
lievitata come pasta
al tiepido risposta
e di nuovo amalgamata
continuamente senza sosta
poi un dito sopra ci poso
e il tutto si sgonfia.
Ah, mio amore!
Mio dolore…
Sono solitudine
in tutte le ore
e durante il giorno.
La notte dormo
se sogno non sono io
che di sogni non più mi cibo
inseguendo note
che di te hanno il profumo
e di grave la pienezza.
Mio amore…
26 ottobre 2012
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Soledad © Paula Becattini
Al vento
Di gocce m’inebrio
– amaro fiele d’essenze –
che lasciano labbra e seni
arsi dal desiderio.
E mi basta.
Fin quando non avanza
la coscienza di esser donna
nella forma e nella sostanza.
Io ero
il sogno della mia vita.
Adesso sono come foglie
di salice argentee al vento
e rumoreggio al passare
del tuo sguardo.
E rumoreggio scossa
da un brivido di esistenza.
4 ottobre 2012
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Al vento © Paula Becattini
Come sonagli al vento
Nel mio stare senza chiedere
si nasconde la speranza
di ritrovare quel cielo
e quella stanza
dove appendere i desideri
come sonagli al vento.
Intanto le mie braccia
dondolano al pensiero
e accolgono dolci aliti
e due occhi
dove rintanarsi
per trovare sollievo.
Lo specchio di me
rimanda un’immagine
che del dare ha la tenerezza:
non ho età, né innocenza.
Mi attendo,
mentre la vita mi prende
e con amore
mi lascio prendere.
Mille erano i sonagli
e ancora
il loro eco risuona intorno.
Al mondo.
18 settembre 2012
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Come sonagli al vento © Paula Becattini
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Prospettive
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Svegliarsi una mattina,
guardare il soffitto dal letto
e scoprire che non c’è.
Allora
disegnare limiti invalicabili
lasciando un varco in alto
una finestra aperta,
che non è tempo di volare
lontano dalla realtà.
Il sogno,
il meraviglioso incanto
che m’accompagna
– quando riposano le membra –
ha profumo d’agrumi
e fini catene che salgono
effervescenti.
E così abbraccio il mio corpo,
mi coccolo ancora un po’
prima di alzarmi.
Un nuovo giorno è iniziato:
l’altra prospettiva della mia essenza.
17 agosto 2012
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Prospettive © Paula Becattini
Sigillo d’Amore
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Lampi di luce a occhi socchiusi
squartano il cielo questa sera.
Rubami la pace,
rubami i tramonti e il sonno.
Che non ci siano notti solitarie
a riempire la vita
e in lontananza orizzonti
di linee monotone ma elevazioni.
E la nostra casa sarà
ovunque noi saremo,
anche quando non ci sarà
più tempo per l’ammirazione.
Già adesso se chiudo gli occhi
ti ho impresso come sigillo,
Amore.
16 agosto 2012
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Sigillo © Paula Becattini
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Vida
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Me duele.
No hay dolor más grande
de un amor que deja el pecho.
La agonía final lo mata
y una voz grita:
“Puede renacer a una nueva vida”.
13 agosto 2012
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Vida © Paula Becattini
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Ciao, Maria Angiola.
Solo poco fa ho saputo della tua partenza, avvenuta sabato scorso.
Un ultimo saluto, alla stazione, a treno ormai partito su binari adesso non più percorribili.
Stamattina sul presto – e prima di sapere – avevo buttato giù
questi pochi versi in una lingua a me inusuale.
Ora so il perché: ricorderò per sempre con amore la nostra intenzione
a iscriverci a un corso di spagnolo.
Poi la vita ci ha sparso altrove…
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Polline gioioso
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Malizia tra le labbra
– dolcezza e risa misti a sospiri –
di tutte la mia si distingue
ancor quando non la credo vera.
Eppur si dona
e con l’ardore e l’amore accende il fuoco.
Poco importa se sarà per una stagione:
rubo nettare da un fiore
e di questo appagamento
il riflesso lo puoi leggere nei miei occhi
e così t’impregno.
Di polline gioioso ti cibo.
9 agosto 2012
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Polline gioioso © Paula Becattini
Di spezie e sale
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C’era un qualcosa
che sapeva di casa
senza nome né sostanza
non vicina né lontana
la percezione di un profumo
di un colore e il calore
ispirato improvvisamente
anche quando sola
sapevo mi sarei ritrovata.
Non so cosa altro è andato perduto
in questo tratto
in questo momento della mia vita
se non la tua presenza.
Così ti cerco
anche tra le ante di una cucina
tra i ricordi di spezie
e tutto ciò mi hai tramandato
dosando gioie e dolori
con l’abilità di un amore
racchiuso tra le mani
e nel cuore.
Ma sa di sale.
E a volte le lacrime
si confondono con il vapore.
Alla mia mamma
6 agosto 2012
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Di spezie e sale © Paula Becattini










