Ultima

Insomnia

Sguardo

Piega inutilmente
il sonno la mente,
tenendo aperti
due occhi
sull’anima e sul dolore.
E si allungano le ore
resistendogli
come una battaglia
tra titani muti e sordi
che non sentono ragione.
Si raccoglie il corpo
tra le proprie ossa
che bucano la pelle
i muscoli, i tendini:
non ci sono grida.
Solo l’alba
e un nuovo giorno
affrontato ad occhi aperti
con il coraggio
di una misera guerriera.

28 gennaio 2013

Insomnia © Paula Becattini

Cara mamma,
oggi te ne sei andata per l’ennesima volta come quattro anni fa e mi manchi.
Non mi farò abbattere: resisterò, perché – lo so – tu mi sei sempre accanto.
E ti ringrazio per avermi forgiata così come sono…

Amor nascenti… dolorum cruciatus

Il Duomo di Milano

Amor nascenti
dolorum cruciatus…
S’innalzano le guglie
del tormento
come cattedrale
verso l’immenso
flagellando l’anima
e le membra
col sacrificio dell’uno
valso la resurrezione
di molti.

Amor nascenti
dolorum cruciatus…
Se non fosse
per quella forza donata
sarei pietra
in mezzo a tante
di fango macchiata
ma tu mi hai riconosciuta
ed ora sono fondamenta
di un progetto
eletto all’elevazione.

Amor
Amor crucifixus,
accoglimi
tra le tue amorevoli braccia
come sposa…

27 gennaio 2013

Amor nascenti… dolorum cruciatus © Paula Becattini

Silenzio

Silenzio,
lungo la strada
d’asfalto bruciante come rabbia
e passione consumata
nel silenzio di una pausa
nel silenzio di un pianto
nello sguardo rubato
al tuo amato…
Rimango in silenzio
anche se con dolore
nel susseguirsi del mio tempo.
Sarà ben altro a restituirti alla vita
a ridarti il sorriso
e – foss’anche per un attimo –
nell’onda ricorderai il silenzio
che regalai per darti pace
e mai nessun’altra
lo potrà via portare.

Ora è giunto il momento
del tuo silenzio, Amor mio…

26 gennaio 2013

Silenzio © Paula Becattini

Basta volerlo

Cade in silenzio
mentre fuori piove
pioggia acida
e corrode, corrode
scava solchi profondi
lentamente
giorno dopo giorno.

Semini speranza
a larghe gettate
nutrendo terra e cielo
e improvvisamente
la grandine
a piegare i germogli
appena nati.

Non stare a guardare
le tue mani
di sporco fango imbrattate
del male che ti sei fatto
di tutto il bene
fortemente desiderato.

Per un nuovo raccolto
avrai tempo
e la forza è in quei solchi
che come cicatrici
faranno male
ma ti grideranno:
Sei vivo!

Basta volerlo.

23 gennaio 2013

Basta volerlo © Paula Becattini

Tumore

Il tarlo di avere un male dentro
e la paura di non godere abbastanza
dell’aria, dei visi, delle vibrazioni.
In questo secolo d’informazione
mi sgomentano quegli occhi
che più non rivedrò
– se non nella mia mente –
e l’impotenza
di non poterli riportare indietro.
Vorrei vivere spensieratamente
fin quando mi è concesso,
fin quando anche tu un giorno
dirai a me
«Abbiamo sbagliato tutto»
che ripercorrerci non sarà possibile
e come un tumore
proveremo a debellarci.
Ma anche questo sa di sconfitta.
Ti vorrei adesso – qui – accanto a me…

17 gennaio 2013

Tumore © Paula Becattini

Notturno

Muta la luna nel cielo
nel susseguirsi delle notti;
con lei nuvole d’argento
corrono veloci, chissà dove…

In ogni scandire del tempo
come le prime gocce della pioggia
che con rumore sordo
si sfrangiono nella terra;

come il respiro lieve di chi dorme
e sogna, sogna dolcemente l’amata;

in ogni suo trascorrere – a tratti –
mi fermo e ascolto
e solo così comprendo l’attimo
ancor quando si è fatto tardi
per catturarlo.

Fugge,
fugge lontano da me.

Tenevi la mia mano tra le tue calde
e il tepore non si è dissolto
in questo notturno che t’implora
di tornare e rimanere per sempre.

Ma sei l’attimo.

Il più bello che abbia vissuto
e congelato in eterno dentro me.

15 gennaio 2013

Notturno © Paula Becattini

Non ancora

Non c’è ancora un equilibrio
– non ora –
che un mattino mi alzo
piena del sole alto e accecante
mentre l’altro è vuoto e silenzioso
del cielo più terso.

Non vi è equilibrio.
Le emozioni forti
mi attanagliano inebriando,
sperando di trovare poi pace,
ma pace non v’è
se il desiderio è vivere adesso.

Non ieri, non domani
– vivere adesso –
l’attimo rubato, quello mancato,
l’attimo negato.
Anche un solo sorriso
apre il cuore e la speranza.

Ma un equilibrio non c’è
– non ancora –
ché ho ripreso a sognare
errante nei miei spazi interiori.
E d’amore voglio morire
come assetata in deserto di miraggi…

12 gennaio 2013

Non ancora © Paula Becattini

Profumo

Fiore con i suoi pistilli

Molecola nell’aria
eterea.
Sei il profumo
della mia esistenza
e sostanza.

Non ti lascio svanire.
Ti racchiudo
in ampolla d’amore
e sogni
gelosamente custodito.

Profumo.

Di te e me
infinitamente.

11 gennaio 2013

Profumo © Paula Becattini

Perché io sono l’amore

Periodo di pace
periodo di stasi
e poi tempesta
nei gesti
nelle nostre frasi.
Mille i baci immaginati
e poi bagnati
che di te e me
hanno visto il crescendo
giorno dopo giorno
nei silenzi
nelle assenze
negli amplessi infuocati
anche solo sognati.
Abbiamo toccato attimi ricercati
gelosamente trattenuti
in me, in te
lontano dai nostri occhi
dai nostri voli
dal mio trattenerti
e lasciarti andare.
Ma dovrai andare
ed io ti amerò come prima
come adesso
come quando la mia risata
ti risuona dentro.
Perché io sono l’amore
e l’amore non muore.

6 gennaio 2013

Perché io sono l’amore © Paula Becattini

2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com mi hanno preparato un rapporto annuale 2012.

Ecco un estratto:

4,329 films were submitted to the 2012 Cannes Film Festival. This blog had 14.000 views in 2012. If each view were a film, this blog would power 3 Film Festivals

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

La rinascita

Bambino gigante di Marc Quinn

Lasciare
Andare,
Rifiutare
Il dolore,
Nuovamente
Amare
Sentimenti
Custoditi
Internamente
Tornando
A vivere.

1 gennaio 2013

La rinascita © Paula Becattini

Una curiosità
Marc Quinn – artista la cui opera è generalmente una riflessione sul genere umano, sulla vita e la morte – mi ha colpito positivamente nonostante sia inquientante, causa certe sue “crudezze”.
Questa opera gigante era esposta nel settembre scorso di fronte al Musée océanographique di Monaco.

Agonismo (sano)

Tennistavolo: battuta

Nella mano
piccola, rotonda
quasi perfetta
e in lei tutta
l’imperfezione tua.
In aria come sogno
sfiorandola lieve
e al di là di un campo
che è solo un limite…
un limite tuo.

Ma farla viva,
piena di energia,
carica di forza,
della tua forza.
Per un attimo
tu sei lei
e nel vantaggio ottenuto
volti la schiena
e gridi “sì”
al nemico,
che altri non sei tu.

Poi gli tendi la mano.
Comunque,
svuotato e in pace
con te stesso.

Comunque sia andata.

1 gennaio 2013

Agonismo (sano) © Paula Becattini