Poesie

Haiku (della passione)

Bieco, diretto
è il mio sguardo che avanza.
E ti mangia, adesso.

5 luglio 2012

Haiku © Paula Becattini


Cinque i cipressi

Cinque i cipressi.
In fila stanno
scendendo dalla collina
lungo strada polverosa.
E il sole li bacia
distendendo le ombre
su letto di grano.
Dolce come un bacio
in palmo di mano
– e silenziosa intorno
l’aria ferma e calda –,
l’amore bramato
sa di tramonto infuocato,
mentre i cipressi
richiamano il pensiero
a un tempo vissuto.
T’amo, t’amo
in ogni cosa che vedo.
D’arancio si bagna così
il mio animo solitario.
E attendo il ritorno
e un nuovo tramonto.

3 luglio 2012

Cinque i cipressi © Paula Becattini


Vicino, lontano

Veduta in Val d'Orcia

Vicino, lontano.
Mille i pensieri
che cambian colore
che cambiano forma,
ché tanto lo so
nessuno li ferma.
E vicino, lontano
come l’amore
che hai dato e darai:
un’onda ritorna
di spuma bianca
a consumare la spiaggia
della tua esistenza.
Vicino, lontano.
Azzurro il cielo,
vorrei toccarlo con un dito
e di prati verdi in lontananza
disegnarti le labbra
sulla tela della mia bocca.
Calda.

29 giugno 2012

Vicino, lontano © Paula Becattini


Non porre fine

Abbadia San Salvatore: via.

Ci sono luoghi che ci riconoscono
rapaci complici del tempo
e folli di ebrezza
immobilizzata nell’attimo.
Ci attendono quieti e sposano
i nostri passi, le attese,
le dolci carezze, i saluti frettolosi
agli angoli di strade combaciate.
Li dimentichiamo
e li ritroviamo sempre diversi
ma uguali nell’impulso,
nell’animo rapito.
Sono luoghi che ci agognano
ovunque la vita ci porti,
per riempirsi e godere
dei sospiri di noi amanti.
E non porre fine…

28 giugno 2012

Non porre fine © Paul Becattini


Rifrullo sul lungarno

Veduta dal lungarno della Chiesa di San Frediano in Cestello

Frulla che ti rifrulla
in una domenica d’estate
l’idea fissa
tra la calura e le pietre
brucianti come lava
e il ricordo luccicante
tra le sponde del fiume
silenzioso andarsene,
con il susseguirsi dei suoi ponti
nella mente ove hai lasciato
dormiente la giovinezza.
E frulla dalla testa
scendendo al petto,
e t’accarezza sempre più in basso,
sempre più giù,
fino al pube bruciante:
non t’abbandona l’aria calda.
E la gonna leggermente sollevata
scherza col vento
mentre qualcuno ti prende
per poggiarti sulla spalletta
e rubarti un bacio
dalle labbra umide e sorridenti.
Frulla nell’idea
di essere lì come a vent’anni,
di te che non sei con me
e dell’amor che non abbandona
certe sensazioni,
sul lungarno di una Firenze
che ci ritroverà prima o poi
abbracciati al tramonto
a far rifrullo
in una domenica d’estate.

24 giugno 2012

Rifrullo sul lungarno © Paula Becattini


Insieme ma distanti

Una mattina ti svegli e guardi nel buio il soffitto allargarsi intorno alla stanza.
E pensi: «Sto per morire…»
Mentre intravedi accanto a te due mani diverse; due occhi sotto le palpebre, che leggermente si muovono in fase rem.
E pensi: «Vorrei morire…» – ma di una morte scivolosa, che ti porti altrove.
Intrappolato, le membra rigide, i pugni serrati, non ricordi nemmeno più quanti anni hai e il suo respiro giunge alle orecchie quasi pesante e invadente.
Pesante e invadente è invece quel che ti porti nel cuore: un moto interiore che silenzioso lacrima e scalcia.
Osservi ancora. Quelle mani non le riconosci.
Sono rugose, sono le mani di una vecchia, sembrano quelle di tua madre poco prima di morire.
Vorresti fuggire, vorresti andartene pur non sapendo come e dove.
È un’illusione.
Forse è solo un sogno, forse un incubo.
Così aspetti di svegliarti, ma nel frattempo il tempo scorre.
E quelle mani diventano sempre più rugose.
Insieme alle tue…

Le mie parole
non hanno suono
mentre ti parlo,
mentre i gesti
disegnano il vuoto.

Non sento
e non vediamo
l’anelito di questo tempo
che necessita
azzerare ogni cosa.

E così avanza l’indolenza
e noi insieme
ma distanti,
troppo per amarsi
troppo per essere felici.

Non prova più dolore
questo corpo
questo cuore
svuotato di tutte
le ragioni.

Mentre tu
lasci a me il compito.
Fare il passo.
Risvegliarci
per tornare a vivere…

23 giugno 2012

Insieme ma distanti © Paula Becattini


Unico

Pistilli

Per sempre tu sarai
e unico
nell’amore che mi dai.
Anche quando
il nostro tempo finirà;
anche quando
un altro amore
impetuoso ci travolgerà.
Di te avrà il profumo
e la bellezza della vita.
Di te avrà la profondità
indelebile
dell’ardire di un tempo
che ci appartiene
ora e mai
per sempre.

19 giugno 2012

Unico © Paula Becattini


Quel bacio

Quel bacio,
quel nostro bacio
– come il primo bacio –
vibrava dentro noi.

Ed è rinato,
trascinando con sè
tutto quel sentimento
da tempo soffocato,
umiliato,
ignorato,
disprezzato,
schiacciato,
occultato.
Ma sempre e comunque
custodito,
desiderato,
alimentato.
Vivo.
Vivo!

Quel bacio,
quel nostro bacio,
ha ridato dignità
– e una ragione –
al nostro Amare.

3 aprile 2002

Quel bacio © Paula Becattini


Di blu inchiostro macchiata

Di te e me al mondo
tutto e niente.
Mille le storie d’amore
e della passione il fuoco
bruciare all’inferno;
mille i tormenti
sussurrati dai poeti
tra i graffi dei loro versi.

E di te e me nel tempo
tutto e niente.
Corre la vita,
il senso dell’immortalità
si perde con essa.
Di noi rimane il dramma
di un amore travolto
che vorrebbe innalzarsi.
Ancora.

Una parte di me
ti ha rapito l’anima.

L’altra – silenziosa –
te la restituisce
di blu inchiostro macchiata.

19 giugno 2012

Di blu inchiostro macchiata © Paula Becattini


Equili-brio

Cavi di acciaio sul cielo

Al di qua e al di là
con le braccie aperte
i piedi su filo tagliente
passo dopo passo
tra gioia e tristezza
sensi di colpa ed euforia.

Vorresti abbassare lo sguardo,
raccogliere il plauso della folla
che freme con te
e ti ruba il respiro
ti ruba l’anima, l’amore
senza saperlo.

Ma al di qua e al di là
ti guardi le mani
in equilibrio dinamico
giocoliere della tua vita
tra passato e presente
circense ferito.

Ben sai qual è la follia
di freddo acciaio tesa
e ci cammini sopra.

Un po’ dà i brividi.
Di paura e immenso piacere…

13 giugno 2012

Equili-brio © Paula Becattini


Attimo

Petali sull'asfalto

Attimo…
ti ho amato e t’amo
perché bramato.
Niente ti ruberà a me.
La tua pienezza
sa di morbidezza
e due labbra rosee accarezzate
da sospiri intrecciati.
Ed io,
tuo attimo eterno,
ti inebrierò al solo pensiero.
Ovunque sarai,
ovunque saremo.

9 giugno 2012

Attimo © Paula Becattini


Tra pagliuzze e gemme d’ambra

Occhio

Battito di ciglia lento.
Riaprire lo sguardo
e scoprire che mi osservi
come non hai mai fatto:
dimenticato nel tempo
quel gesto
tra il poggiare le iridi altrove
su oggetti inutili e futili
su tutto ciò che risucchia
le nostre pupille.
Fatichiamo
e coriacei non perdiamo lacrima
non perdiamo amore
appartenendoci a metà
vaghiamo.
Ma tra pagliuzze
e gemme d’ambra
può nascondersi la felicità.
E in un battito di ciglia
la pienezza.

8 giugno 2012

Tra pagliuzze e gemme d’ambra © Paula Becattini