Articoli con tag “tempo

Fresca come menta

Tè alla menta tunisino

Fresca,
fresca nell’idea
che non t’abbandona.

Immagina l’avanzare
di umida bocca
e il morso del labbro
inferiore.
Come menta pungente
non ha età
il risveglio di un senso,
del tango
il sensuale passo strisciato
e l’anca elevata.
Ed è femmina.
Bella,
di una bellezza insospettabile.
Oppure
è solo desiderio,
lasciato troppo tempo sopito,
dimenticato,
ora percepito come profumo.
E ti sorprendi vivo.

Fresca,
fresca come menta
sarò nel tuo pensiero.

25 aprile 2012

Fresca come menta © Paula Becattini


Profluvio

Profluvia amori e umori
questo tempo grigio
carico di umidità inespressa
e fantasie insospettabili.

Fin quando carico esplode
il cielo improvvisamente
e il ritmo della pioggia
incita il corpo a ripararsi.

Ma ormai è troppo tardi.

Non ami l’acqua
se non quella del mare
e del torrente impetuoso
di un orgasmo trasportato.

Ho pensato alle tue mani
come roccia solida
cui aggrapparmi in caduta.

Ancora fuori piove.

20 aprile 2012

Profluvio © Paula Becattini


E luce fu

Madonna con bambino (Abbazia di Orval)

Buio.
Non proprio: a volte profondo, a volte macchiato di colori indefinibili. Scrutato inconsapevolmente e mai compreso.
Un buio dove regnerebbe il silenzio se non fosse per quel “fluire” costante e ovattato accompagnato da un ritmico scandire in controtempo: tum tam, tum tam, tum tam… In compagnia. In lontananza.
Buio.
Tutto è così lieve. Eppure si espande.
Costante cresce una forza fin quando stringe in una morsa.
E spinge. Spinge ancora.
I colori si trasformano: brulicano in vortici impazziti, si striano improvvisamente, si lacerano violentemente, velocemente aggrediscono.
Uno schiaffo improvviso, devastante.
Un’esplosione di energia.
E luce fu…
Per un lasso di tempo concesso, senza ben comprenderne il perché.
Sono nata senza ricordi. Sono cresciuta accumulandoli e custodendoli gelosamente con le esperienze. Ho contribuito al mistero.
Ma ora, stanca, mi addormenterò in un meritato riposo. Nel buio.
Non proprio: a volte profondo, a volte macchiato di colori indefinibili. Scrutato inconsapevolmente e mai compreso.
Un buio dove regnerebbe il silenzio se non fosse per quello schiaffo improvviso, devastante.
E luce fu… per un altro lasso di tempo concesso.

30 marzo 2012

E luce fu © Paula Becattini

Samsung GX-20
15/08/2011 – 15:39

Velocità otturatore: 1/250 sec
Numero di apertura: f/11
Apertura: f/11
Iso: 100
Lunghezza focale: 210 mm
Lente: Tamron AF 80-210mm F4-5.6
Metodo misurazione: pattern
Pixel: 3104 x 4672
Scatto in formato: DNG (RAW)


Fino al mattino

Non lasciar che sia la sera
a disperdere i pensieri
e i desideri spengersi
con le luci di un’ora
blu evanescente.
È ancora il tempo
di fotogrammi impressi.

Basta restar fermi
non scappare all’evidenza
guardare l’orizzonte macchiarsi
ed esser certi che domani
un’altra alba bagnerà il cielo.
E la mia mano nella tua
a sussurrare amore.

Fino al mattino e ancora
senza riposo avvinghiati i fianchi
perdersi negli occhi.

Il tempo scorre veloce.

Almeno quest’attimo
rubiamolo al Creatore.

17 marzo 2012

Fino al mattino © Paula Becattini


Infinitamente

Particolare del monumento Atomium a Bruxelles

Cento anni ancora,
mille e forse più.
Di un bacio l’aurora
di un abbraccio il fuoco.
E poi quella sensazione,
come di esserci ritrovati
alla fine del mondo,
mai abbastanza presto
giammai troppo tardi
per capire quanto ci amiamo
ovunque nel tempo.
Ché io ci credo
al nostro eterno cercarsi.
Chiunque un domani saremo…

13 febbraio 2012

Infinitamente © Paula Becattini


Il ritorno

San Valentino - Greeting card

Oggi
ho visto venirmi incontro
il mio amato.
Giù per la scogliera.
E la brughiera
con i suoi colori
e la selvaggia natura,
libera,
al vento,
come donna fiera.
Ho visto il mio amato.
Ed era lui.
L’ho aspettato.
Il tempo, dilatato,
lento è trascorso.
Giorni, mesi, anni.
Il tempo
è stato solo una parentesi.
Oggi è tornato.
Il mio amato…
Il vento, il mare ed io
l’abbiamo abbracciato.

13 luglio 2008

Il ritorno © Paula Becattini


Fili d’erba

Prato*

Fili d’erba e il cielo sopra.
Immagino tra me e me
il colore di un respiro.

E il vento li fiora.
Socchiudo gli occhi,
s’immerge tutto nella nebbia.

In questa bruma di solitudine
non servono parole
d’impalpabile amore.

Come sarà morire?
Come sarà lasciare la vita?

E ondeggiano senza tempo.

Fili d’erba tra le dita.
Immagino tra me e me
il profumo di un bacio.

Non v’è pace nel cuore.
Non v’è risposta alle domande.
Il bordo taglia la pelle.

Le ferite riempiono l’esistenza.
L’esistenza cicatrizza
scorrendo lenta.

Come sarà lasciare la vita?
Dove sfumerà il pensiero?
E ondeggiano senza tempo.

I miei fili d’erba.

15 dicembre 2011

*

Fili d’erba © Paula Becattini


Il mio tempo è limitato

Stasera ruberò qualche frase di un grande: un po’ per rendergli omaggio, un po’ perché sono stanca. La mia stanchezza ha origini che ormai si perdono nel tempo e nel cuore, tanto da non riuscire più a descriverla con frasi sensate.

«Stay Hungry. Stay Foolish.»
Siate affamati, siate folli: bellissimo concetto che mi ha accompagnato per decenni, fino a quando lentamente ho incominciato a svuotarmi, dimenticando la fame e la poca follia creativa che mi ha sempre accompagnata.
Sono mesi che penso spesso alla morte, sia interiore che fisica.
Non ho mai avuto una netta paura della morte come in quest’ultimo periodo. E niente mi conforta…

«Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, un giorno avrai sicuramente ragione.»
Forse sono già morta. Ma oggi ci ho riflettuto rileggendo il discorso che fece Steve Jobs il 12 giugno nel 2005 ai neolaureati dell’Università di Stanford.

Il vostro tempo è limitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere con i risultati dei pensieri degli altri. E non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario.

Il mio tempo è limitato.
Non sono più giovane, ma nemmeno vecchia per poter affermare che ormai ho trascorso una vita.
E se proprio devo essere infelice, meglio esserlo come sono, ovvero affamata e folle, libera di essere me stessa, con le mie intuizioni, con i miei mille difetti e qualche pregio che qualcuno pur arriverà ad apprezzare.
Fosse anche solo il saper accarezzare dolcemente un viso.

Ciao, Steve.

6 ottobre 2011

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Il mio tempo è limitato © Paula Becattini


Fosse stato

Nuvole nel cielo d'Olanda*

Fosse stato un respiro rubato
a far sollevare il petto
e con il battito fermo
fosse mancato anche il sorriso,
il tremore delle mani dallo stupore
avrebbe accarezzato il tuo viso
e il profumo sollevato
con lieve movimento.

Fosse stato un bacio e niente più
per godere dell’infinito,
avrei annientato il tempo,
invece d’imprigionarlo
e imprigionarmi ancora una volta
tra le spire di un cuore
che pulsa forte alle tempie.

Ma non ho parole se non scritte
per un silenzio consolatorio
e d’amore amato ancora.

18 luglio 2011

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Fosse stato © Paula Becattini

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Un motivo senza fine

Logo Foglie Natura*

Certe notti sono bianche
come latte caldo fumante
che ti scende bruciante
e due lacrime ti prendono
trattenute tra le ciglia
senza che tu lo voglia.
Altre sono lievemente rosa
tra quegli abbracci e baci
tra le parole che a lui taci
senza comprendere ancora
se l’infinito vi appertiene
nonostante le varie pene.
E ti mancano quelle focose
ché il tempo è tiranno
e guardi il tuo inganno
riflesso in uno specchio
che muto grida il passare
di una vita tutta d’amare.
Stasera è notte solitaria
e ancora non so ma
niente va per un verso.
Del resto io sono qua
tra me e me e le mie rime
in un motivo senza fine.

25 maggio 2011

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Un motivo senza fine © Paula Becattini

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Logo vettoriale
02/03/2010

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El Rìo

Valencia: particolare struttura*

L’attraversi
e ti stupisce l’assenza di corrente,
come donna denudata del suo canto,
di un fluire d’anima dalla stagione incerta,
deviato lontano dalla propria essenza.

Ma tra le sponde,
che han visto luccicare i tuoi occhi,
risuonano ora infinite grida,
riempiendo nuovamente
lo scorrere inesorabile del tempo.

La nuova stirpe di València.

4 settembre 2008

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El Rìo © Paula Becattini

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Il bacio infinito

Amore e Psiche

*

Il tempo vide
schiudersi la rosa
e l’aroma di una fessura
tendersi con lentezza.
Vide due mani raccoglierla
avvicinandola al viso,
quei petali vellutati
inebrianti il riso.
E il tempo, fermandosi,
imprigionò il lambire,
eccitato e invidioso
regalando
un bacio infinito.

18 luglio 2008

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Il bacio infinito © Paula Becattini

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