Articoli con tag “tempo

Fino a quando (Love Story)

E se tu mi abbandonassi
– anche solo per un attimo –
ti verrei a cercare
ancor quando il mio respiro
sa di te in questa stanza.
Ma poi mi precedi
buttando gli occhi dentro i miei
con fare scanzonato,
gettando maglie di dolci inganni
come bimbo scherzoso
che ingenuamente prende tutto.

Lo so
– fosse anche per un attimo –
tu pensi solo a me
ed io a te.
E così sarà,
fino a quando qualcosa cambierà,
fino a quando quel talamo
di noi in amore non gioirà.

Sarà tempo di ricordarsi,
pensare a quel rincorrersi,
assaporare la vita
come facciamo da innamorati.
E se mai ti abbandonerò,
cercami nel respiro
di un altro universo
che un po’ avrà nostalgia
di me e te.
Che un po’ ci parlerà
di noi.

5 agosto 2012

Fino a quando (Love Story) © Paula Becattini


Cinque i cipressi

Cinque i cipressi.
In fila stanno
scendendo dalla collina
lungo strada polverosa.
E il sole li bacia
distendendo le ombre
su letto di grano.
Dolce come un bacio
in palmo di mano
– e silenziosa intorno
l’aria ferma e calda –,
l’amore bramato
sa di tramonto infuocato,
mentre i cipressi
richiamano il pensiero
a un tempo vissuto.
T’amo, t’amo
in ogni cosa che vedo.
D’arancio si bagna così
il mio animo solitario.
E attendo il ritorno
e un nuovo tramonto.

3 luglio 2012

Cinque i cipressi © Paula Becattini


Non porre fine

Abbadia San Salvatore: via.

Ci sono luoghi che ci riconoscono
rapaci complici del tempo
e folli di ebrezza
immobilizzata nell’attimo.
Ci attendono quieti e sposano
i nostri passi, le attese,
le dolci carezze, i saluti frettolosi
agli angoli di strade combaciate.
Li dimentichiamo
e li ritroviamo sempre diversi
ma uguali nell’impulso,
nell’animo rapito.
Sono luoghi che ci agognano
ovunque la vita ci porti,
per riempirsi e godere
dei sospiri di noi amanti.
E non porre fine…

28 giugno 2012

Non porre fine © Paul Becattini


Insieme ma distanti

Una mattina ti svegli e guardi nel buio il soffitto allargarsi intorno alla stanza.
E pensi: «Sto per morire…»
Mentre intravedi accanto a te due mani diverse; due occhi sotto le palpebre, che leggermente si muovono in fase rem.
E pensi: «Vorrei morire…» – ma di una morte scivolosa, che ti porti altrove.
Intrappolato, le membra rigide, i pugni serrati, non ricordi nemmeno più quanti anni hai e il suo respiro giunge alle orecchie quasi pesante e invadente.
Pesante e invadente è invece quel che ti porti nel cuore: un moto interiore che silenzioso lacrima e scalcia.
Osservi ancora. Quelle mani non le riconosci.
Sono rugose, sono le mani di una vecchia, sembrano quelle di tua madre poco prima di morire.
Vorresti fuggire, vorresti andartene pur non sapendo come e dove.
È un’illusione.
Forse è solo un sogno, forse un incubo.
Così aspetti di svegliarti, ma nel frattempo il tempo scorre.
E quelle mani diventano sempre più rugose.
Insieme alle tue…

Le mie parole
non hanno suono
mentre ti parlo,
mentre i gesti
disegnano il vuoto.

Non sento
e non vediamo
l’anelito di questo tempo
che necessita
azzerare ogni cosa.

E così avanza l’indolenza
e noi insieme
ma distanti,
troppo per amarsi
troppo per essere felici.

Non prova più dolore
questo corpo
questo cuore
svuotato di tutte
le ragioni.

Mentre tu
lasci a me il compito.
Fare il passo.
Risvegliarci
per tornare a vivere…

23 giugno 2012

Insieme ma distanti © Paula Becattini


Unico

Pistilli

Per sempre tu sarai
e unico
nell’amore che mi dai.
Anche quando
il nostro tempo finirà;
anche quando
un altro amore
impetuoso ci travolgerà.
Di te avrà il profumo
e la bellezza della vita.
Di te avrà la profondità
indelebile
dell’ardire di un tempo
che ci appartiene
ora e mai
per sempre.

19 giugno 2012

Unico © Paula Becattini


Quel bacio

Quel bacio,
quel nostro bacio
– come il primo bacio –
vibrava dentro noi.

Ed è rinato,
trascinando con sè
tutto quel sentimento
da tempo soffocato,
umiliato,
ignorato,
disprezzato,
schiacciato,
occultato.
Ma sempre e comunque
custodito,
desiderato,
alimentato.
Vivo.
Vivo!

Quel bacio,
quel nostro bacio,
ha ridato dignità
– e una ragione –
al nostro Amare.

3 aprile 2002

Quel bacio © Paula Becattini


Di blu inchiostro macchiata

Di te e me al mondo
tutto e niente.
Mille le storie d’amore
e della passione il fuoco
bruciare all’inferno;
mille i tormenti
sussurrati dai poeti
tra i graffi dei loro versi.

E di te e me nel tempo
tutto e niente.
Corre la vita,
il senso dell’immortalità
si perde con essa.
Di noi rimane il dramma
di un amore travolto
che vorrebbe innalzarsi.
Ancora.

Una parte di me
ti ha rapito l’anima.

L’altra – silenziosa –
te la restituisce
di blu inchiostro macchiata.

19 giugno 2012

Di blu inchiostro macchiata © Paula Becattini


Tra pagliuzze e gemme d’ambra

Occhio

Battito di ciglia lento.
Riaprire lo sguardo
e scoprire che mi osservi
come non hai mai fatto:
dimenticato nel tempo
quel gesto
tra il poggiare le iridi altrove
su oggetti inutili e futili
su tutto ciò che risucchia
le nostre pupille.
Fatichiamo
e coriacei non perdiamo lacrima
non perdiamo amore
appartenendoci a metà
vaghiamo.
Ma tra pagliuzze
e gemme d’ambra
può nascondersi la felicità.
E in un battito di ciglia
la pienezza.

8 giugno 2012

Tra pagliuzze e gemme d’ambra © Paula Becattini


Petali di seta

Petali di seta

Se fossero come petali
avrebbero vita breve,
per questo i miei sentimenti
sono come seta
che fresca avvolge
e il fruscio risveglia.
Come petali di seta
i polpastrelli
e la mia pelle
quando un pensiero accompagna
e mille ancora nel tempo
il loro vibrare.
Se fossi sogno ti ruberei la notte.
Mi accontento di averti rubato il cuore.

1 giugno 2012

Petali di seta © Paula Becattini


Felicità perduta

Vivo nel mondo delle fate
e non sempre racconto la verità.
Se guardi nel mio profondo
scoprirai una fragilità
che ha del vero il vivere
sospeso tra sogno e realtà.

Non amarmi se proprio devi.
Non guardarmi con occhi chiari
ove leggo l’impetuosità di sentimenti
abbandonati come puledri
a rincorrere l’aria fresca
e la gioia di vivere ricevuta.

Vivo nel mondo delle fate
e non sempre le magie funzionano.
Se vuoi facciamoci compagnia
fin quando il giorno tramuta in sera
che ancora molto ho da donare
senza che tu lo possa immaginare.

Una singolare natura la mia
e nessuno la potrà cambiare:
tra un po’ devo andare per non tornare,
se non nel ricordo
di un tempo meraviglioso trascorso insieme
apparso breve.

Che io – perduta – non lascio pienezza,
solo rimpianti…

17 maggio 2012

Felicità perduta © Paula Becattini


Volo

Aquilone in volo (Tunisia)

Si aprisse il cielo
sopra di me
oltre il cemento
oltre il tormento
che mi opprime
il petto.
Così mi accontento
di uno spicchio
azzurro ghiaccio
dalla finestra
mentre passa
il tempo.
E basta questo
a innalzarlo
leggero il volo
come d’aquilone
con un fil di vento
sopra il mare.
Quanti occhi di bimbi
ho visto luccicare
rivolti al sole.
Quanti occhi di bimbi
mi sono rimasti dentro…

5 maggio 2012

Volo © Paula Becattini


Tredici

13

Mi son data un tempo
che non è il tuo,
lontana da tutto e tutti
in contemplazione
di me e delle mie passioni.
Un tempo che cancella se stesso
e le mie rughe
lasciandomi nuda,
vulnerabile come neonata
e tremendamente affamata.
Chissà se mi nutrirò ancora
dei tuoi baci.
La vita è bastarda:
non ci regala mai abbastanza
gioie.

1 maggio 2012

Tredici © Paula Becattini

Una curiosità
13, oltre ad essere un numero felice e fortunato, è anche il nome dato a un asteroide – 13 Egeria –,  battezzato così in onore della dea Egeria protettrice delle nascite e delle sorgenti.