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La felicità di Martina – La genesi

Tra linee e piani paralleli (Napoli, 2008)

Tanto tempo fa, nel lontano novembre 2008, iniziai a scrivere un racconto lungo e accadde quel che di solito accade quando mi approccio a una forma letteraria di ben più strutturata della poesia: lo abbandonai poco tempo dopo.
È rimasto lì, potrei dire chiuso dentro un cassetto per anni, in realtà in un misero e freddo file: una manciata di bit silenziosi e insignificanti.
Poche cartelle, che però ancora mi stuzzicano, ogni tanto fanno capolino tra i ricordi, solleticando il mio desiderio di rimettermi a scrivere.
Così ho deciso.
I numeri mi sembrano buoni: sono passati 5 anni e si avvicina il 25 dicembre.
Mi sto autocostringendo a delle ferie forzate causa problemini di salute vari. Niente di che, per carità: pezzi di me hanno deciso di abbandonarmi ed è arrivato il momento che accetti il fatto che anch’io invecchio e che necessito di qualcosa di più di una revisione ogni quattro anni, una ristrutturazione completa.
Poi è arrivato il momento di esorcizzare alcune esperienze mie di vita passata, con un pizzico di ironia. Non so se ci riuscirò, ci provo.
Quindi comprendetemi: lo stile di questa “opera” non sarà eccelso, probabilmente a tratti noioso, se non banale e patetico, in alcuni punti caotico, in altri forse ridicolo; la trama scontata, anche se la vita e le esperienze di ognuno di noi non lo sono mai.
Qualsiasi riferimento a fatti o persone reali sarà puramente casuale; alcuni luoghi o ambienti citati frutto di pura fantasia.
Sono però consapevole del fatto che ogni singola parola di questo racconto potrà essere usata contro di me. Ma sapete cosa vi dico? KSNF.
Cercherò, nel limite del possibile e festività permettendo, di pubblicare un breve capitolo ogni due giorni: se non lo faccio infamatemi pure!
Se non vi piace, non siete costretti a leggerlo.
Sono sicura che scriverlo mi sarà di aiuto perché ho tante cose in sospeso, e iniziare da questa, portandola a termine, mi darà ancor più fiducia a sistemare tutte le altre.
Si dice che una persona forte sa come mantenere in ordine la sua vita.

I primi capitoli furono pubblicati a suo tempo su Altramusa, piccolo salotto letterario virtuale oramai chiuso e il database cancellato.
Insomma… La felicità di Martina: l’ennesima Araba fenice!

13 dicembre 2013

La felicità di Martina – La genesi © Paula Becattini

Soltanto io

E il silenzio non farà più male
anche quando urlerà di dolore.

Non farà più male il pianto
ma sarà semplice liberazione.

Perché questa consapevolezza
di essere serenamente sola
lascia spazio all’immaginazione
e a tanti panni da stirare
nell’altra metà del letto
che ormai hanno preso il posto
di un qualcosa mai condiviso.

Adesso ci sono soltanto io…
tutto il resto non ha più grandezza.

30 novembre 2013

Soltanto io © Paula Becattini

Ma l’universo è in continua espansione.

Gioia vissuta

L'Aquila 2013

E quando la strada ti pare vuota
solitaria lungo la sua linea
all’infinito tra l’orizzonte
e il cielo grigio

non ti pare vera
una voce, una carezza
o la speranza
che tutto all’improvviso sia diverso.

Diverso…
Forse sarai “diverso”
ed io sempre uguale.
Ecco la mia vera paura:
non essere speciale.

Ma che importa.
La strada pare vuota
e comunque risuona di risate e grida
di una gioia veramente vissuta.

25 novembre 2013

Gioia vissuta © Paula Becattini

L’amore non si merita

Angels in disguise

Quando un uomo, mentre ti sta lasciando, ti dice che meriti di meglio, non gli credere.
In quel momento hai bisogno solo di Amore e lui, semplicemente, non ti ama.
L’amore non si merita…

23 novembre 2013

L’amore non si merita © Paula Becattini

Se mai

Se mai
qualcosa di meglio sarò
non voglio saperlo adesso
ma gioirne poi
nell’intenso.

* * *

E se mai migliore non sarò
di quel che adesso sono
forse dovrei gioirne ora
che il tempo non perdona.
Manca un sorriso
nell’immenso di una solitudine
che attende solo l’avvicinarsi
di un contatto fatto amore.

* * *

Se mai migliore sarò
il suo tesoro avrà
in quell’abbraccio
chiamato comunemente
casa.

19 novembre 2013

Se mai © Paula Becattini

Quel che decisamente non ti aspetti

Stupore.
Commozione.
Gioia.

Una mia poesia – Di spezie e sale – è stata recitata domenica 15 settembre scorso durante la V edizione 2013 de “La domenica ai Concordi. Musica e Poesia”, una iniziativa promossa e realizzata dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo, il Conservatorio F. Venezze e l’Accademia dei Concordi.
Non ero a conoscenza della cosa, l’ho scoperto per puro caso pochi minuti fa.
Ringrazio davvero di cuore coloro che mi hanno scelta e menzionata: un vero onore… Grazie!

Ecco il link del catalogo dell’evento.

18 novembre 2013

Quel che decisamente non ti aspetti © Paula Becattini

Fuori dal coro

Fuori dal coro

Oggi? Una giornata un po’ così…
Eppure nel pomeriggio la mente è stata piena di parole, frasi, concetti, di quelli che premono forte per uscire fuori.
Niente: sono rimasta in uno stato di stitichezza espressiva fino a questo momento, giusto per dire poco o niente; perché poi, alla fin fine, non ho nessuno con cui parlare a parte mia figlia. Ma oggi è sabato e, da brava adolescente, se ne è stata rintanata in camera sua. Se lo merita.
Adesso attendo che la crosta della torta salata s’indori in forno per poi finalmente cenare, soddisfatta del mio piatto unico a basso costo (5 euro in totale), certa che sarà servito anche domani sera come “antipasto”.
Non è semplice: stamani ho fatto la spesa e con 35 euro di cibarie dovrò andare avanti per almeno 5 giorni.
Una cosa mi rode, però: il fatto che alla radio ho sentito decantare l’ultimo romanzo di Stefania Bertola – Ragazze mancine –, il quale racconta di Adele, una ragazza di trentadue anni che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, ma una mattina si sveglia e scopre che il suo mondo non esiste più.
Così le tocca fare i lavori più disperati per sovravvivere, vestire sua figlia con abiti usati e comprare cibi di pessima qualità ai discount per risparmiare.
Beh, io non sono molto diversa da lei: a parte il fatto che mi sono sempre guadagnata da vivere, facendomi un mazzo così ma con soddisfazione; che mai ho desiderato farmi mantenere; e che nessun uomo mi ha lasciata in mutande con una figlia piccola da accudire – semmai sono io che ho fatto scelte sbagliate, e prima o poi qualcuno ti presenta il conto… salato –.
Però un giorno mi sono svegliata e il mio mondo non c’era più.
Niente più sicurezze, niente più spensieratezza; e la gioventù che non torna, insieme alla possibilità di avere un altro figlio; via la possibilità di costruire un futuro sereno dove ritrovarsi in vecchiaia.
Che ne sa Stefania Bertola di come vivo?
Il suo romanzo… anche se divertente, coinvolgente, intelligente, non lo leggerò. Per lo meno non in questo momento storico.
Mi basta e avanza “viverlo”.
Poi il suo finale sarà sicuramente eclatante.
Il mio? Ci sto lavorando sodo.
E per il momento me ne resto fuori dal coro.

P.S. La torta salata era ottima (sì, perché nel frattempo abbiamo anche cenato): pasta sfoglia, erbette miste saltate prima in padella con il burro, prosciutto crudo dolce tagliato a dadini, panna, uova, parmigiano reggiano grattugiato, sale e un pizzico di noce moscata. Tutto rigorosamente acquistato al discount (tranne il fondo di crudo).

9 novembre 2013

Fuori dal coro © Paula Becattini

Confessione #3

Due confessioni rilasciate in un lasso di tempo breve sono una rarità.
Lo confesso…

9 novembre 2013

Confessione #3 © Paula Becattini

Confessione #2

Abilità

Riesco ancora a sopportare l’idea di mettermi in gioco con un uomo.
Ma non permetto assolutamente che mi consideri un gioco.

8 novembre 2013

Confessione #2 © Paula Becattini

Confessione #1

Il mare di Pescara

Essere una donna tenace, estrosa e accattivante
in realtà ti pone nella condizione di essere
terribilmente e semplicemente sola.

3 novembre 2013

Confessione #1 © Paula Becattini

Immagina

Giovane, senza età
nelle parole in fila come perle nere
adagiate sulla mia bianca schiena.
Una voce melodiosa
dalla morbidezza silenziosa
che ruba sogni alla bocca,
alle mani, alle linee di fuga.

Vorrei baciarlo questo cuore straziato:
che si squarci il petto! macchiando il foglio.
Devasterà i sensi come questi versi
a tornar dalla mente verso lo stomaco.
Eppure è qui l’immenso
che mi culla bimba
e donna allo stesso tempo.

Se non vedi gli occhi
prova a immaginarli:
trattengono fremiti lucenti.
E senza tempo tocco l’eterno.
Tocco l’eterno.

Immagina…

26 ottobre 2013

“La poesia è senza tempo
nel donarci un’altra dimensione
dove è piacevole ritrovarsi”

Immagina © Paula Becattini

Madre

L'occhio della terra

Terra.
Madre.
Ed io che rimango
a guardare;
calpestare l’esistenza
e il suo vagare.
Dove?
Come?
Passi lievi
senza rumore
da una camera
al capezzale.
Il battito del cuore
in corsa sale a 170:
è sempre poco
per provare lo sfinimento.
Eppure non c’è meta.
Forse un sogno
sospeso a mezz’aria…
Ma sono qui,
reale,
come non mai.
E mi manchi.

Madre…

5 ottobre 2013

Madre © Paula Becattini