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Invito alla lettura con solidarietà #2

Locandina presentazione del libro "Tre son le vele" - Reggello (Fi)

Con il patrocinio del Comune di Reggello

Biblioteca Comunale
Via E. Berlinguer, 2 – 50066 Cascia – Reggello (Fi)
29 settembre 2012 – ore 16,30

Presentazione del libro
TRE SON LE VELE
di Paula Becattini

Presenta Giovanni Gentile
Premessa di Beatrice Bausi Busi
Intervento dell’Assessore alla Cultura David Davitti

Durante l’evento, il 50% del venduto andrà in donazione alla
FEDERAZIONE CURE PALLIATIVE ONLUS

16 settembre 2012

Invito alla lettura con solidarietà #2 © Paula Becattini


Prospettive

Milano, Galleria Vittorio Emanuele II

Svegliarsi una mattina,
guardare il soffitto dal letto
e scoprire che non c’è.
Allora
disegnare limiti invalicabili
lasciando un varco in alto
una finestra aperta,
che non è tempo di volare
lontano dalla realtà.
Il sogno,
il meraviglioso incanto
che m’accompagna
– quando riposano le membra –
ha profumo d’agrumi
e fini catene che salgono
effervescenti.
E così abbraccio il mio corpo,
mi coccolo ancora un po’
prima di alzarmi.
Un nuovo giorno è iniziato:
l’altra prospettiva della mia essenza.

17 agosto 2012

Prospettive © Paula Becattini


Sigillo d’Amore

Tramonto a Pietrapiana, Reggello (Fi)

Lampi di luce a occhi socchiusi
squartano il cielo questa sera.
Rubami la pace,
rubami i tramonti e il sonno.
Che non ci siano notti solitarie
a riempire la vita
e in lontananza orizzonti
di linee monotone ma elevazioni.
E la nostra casa sarà
ovunque noi saremo,
anche quando non ci sarà
più tempo per l’ammirazione.
Già adesso se chiudo gli occhi
ti ho impresso come sigillo,
Amore.

16 agosto 2012

Sigillo © Paula Becattini


Vida

Ballerino di flamenco

Me duele.
No hay dolor más grande
de un amor que deja el pecho.
La agonía final lo mata
y una voz grita:
“Puede renacer a una nueva vida”.

13 agosto 2012

Vida © Paula Becattini

Ciao, Maria Angiola.
Solo poco fa ho saputo della tua partenza, avvenuta sabato scorso.
Un ultimo saluto, alla stazione, a treno ormai partito su binari adesso non più percorribili.
Stamattina sul presto – e prima di sapere – avevo buttato giù
questi pochi versi in una lingua a me inusuale.

Ora so il perché: ricorderò per sempre con amore la nostra intenzione
a iscriverci a un corso di spagnolo.

Poi la vita ci ha sparso altrove…

Ballerino di flamenco


Profumo di fata

Nel respiro addormentato
nel sogno tuo e mio intrecciato
l’ora più fresca apre il mattino
accarezzando le membra e il viso.
Briciole, briciole sparse
che sanno di baci e sguardi
e il silenzio rotto dall’esplosione
di un cinguettio prepotente.
Non dà pace, non dà pace
alla mente e al corpo
che vorrebbero liberarsi
e librarsi con leggerezza.
È un profumo, di fata,
quel che percepisco.
È profumo di donna
la mia pelle…

12 agosto 2012

Profumo di fata © Paula Becattini


Polline gioioso

Confetti di Sulmona

Malizia tra le labbra
– dolcezza e risa misti a sospiri –
di tutte la mia si distingue
ancor quando non la credo vera.
Eppur si dona
e con l’ardore e l’amore accende il fuoco.
Poco importa se sarà per una stagione:
rubo nettare da un fiore
e di questo appagamento
il riflesso lo puoi leggere nei miei occhi
e così t’impregno.
Di polline gioioso ti cibo.

9 agosto 2012

Polline gioioso © Paula Becattini


Di spezie e sale

Spezzatino alla birra

C’era un qualcosa
che sapeva di casa
senza nome né sostanza
non vicina né lontana
la percezione di un profumo
di un colore e il calore
ispirato improvvisamente
anche quando sola
sapevo mi sarei ritrovata.
Non so cosa altro è andato perduto
in questo tratto
in questo momento della mia vita
se non la tua presenza.
Così ti cerco
anche tra le ante di una cucina
tra i ricordi di spezie
e tutto ciò mi hai tramandato
dosando gioie e dolori
con l’abilità di un amore
racchiuso tra le mani
e nel cuore.
Ma sa di sale.
E a volte le lacrime
si confondono con il vapore.

Alla mia mamma

6 agosto 2012

Di spezie e sale © Paula Becattini


Fino a quando (Love Story)

E se tu mi abbandonassi
– anche solo per un attimo –
ti verrei a cercare
ancor quando il mio respiro
sa di te in questa stanza.
Ma poi mi precedi
buttando gli occhi dentro i miei
con fare scanzonato,
gettando maglie di dolci inganni
come bimbo scherzoso
che ingenuamente prende tutto.

Lo so
– fosse anche per un attimo –
tu pensi solo a me
ed io a te.
E così sarà,
fino a quando qualcosa cambierà,
fino a quando quel talamo
di noi in amore non gioirà.

Sarà tempo di ricordarsi,
pensare a quel rincorrersi,
assaporare la vita
come facciamo da innamorati.
E se mai ti abbandonerò,
cercami nel respiro
di un altro universo
che un po’ avrà nostalgia
di me e te.
Che un po’ ci parlerà
di noi.

5 agosto 2012

Fino a quando (Love Story) © Paula Becattini


Sogno infranto

Chissà!

Fosse vero quel che ci si racconta…
come un recriminare i propri alibi.
E sull’onda dell’impulsività
cercare indulgenza,
comprensione.
Ma nessuno spiega il perché,
il perché tutto crolla
sotto i nostri piedi.

Chissà…

Avessi avuto l’erba fresca
a solleticare l’adolescenza
nascosta nell’animo,
ti avrei vissuto inconsciamente
negli anni a venire e forse oltre.
Ma forse pure io
ho sbagliato senza volere
nel tenermi i sandali ai piedi.

E adesso un sogno infranto
lascia spazio alla realtà.
Ed è solo vuoto e solitudine.

Chissà…

27 luglio 2012

Sogno infranto © Paula Becattini


Il rocciatore

Rocca Calascio, Abruzzo

Mia roccia…

A getto nel vuoto
dondolano paura e incoscienza.
Ruvida, tagliente
graffi le mani
e il profumo di cruore dolciastro
risveglia l’animo mio
che in alto protende.
Non v’è fine
se non il precipizio
sotto
e sopra di me
la cima
che qualcuno assicura
essere una vittoria.
Che assicuro
sarà il mio trionfo,
fosse l’ultimo verso la bellezza,
verso l’immaginario,
la speranza.
Un castello in aria
dalle mille stanze in cerca di te
che mi amasti
e d’amore vero ammantasti
queste umili membra
che adesso pretendono,
che a loro mi affido.

23 luglio 2012

Il rocciatore © Paula Becattini


Il canto delle cicale

C’è un sogno perso in un ciglio
raccolto tra palpebra e guancia,
rosso come questa estate
che sa di libertà e pianto
in una pineta vibrante
dal canto delle cicale.
E rimanda al mare,
ai nostri occhi giovani e innocenti,
a un desiderio che morde l’anima.

Sfinita, svuotata è la vita
fin quando non si riappropria di quel ciglio
che si lascia cadere,
di quell’alito che non guarda età,
non vede errori, negatività
oltre le cose e le abitudini futili.
È perso il cuore
nell’ardire di un fuoco miracoloso,
dal nome franco e pronunciato.

Quante volte sono caduta,
quante volte mi sono rialzata.
Ai rimorsi non voglio pensare:
non ce ne sono e se ce ne sono stati
si confondono ora con le cicale.
Una pineta silenziosa m’inquieta.

Sono il mio destino…

21 luglio 2012

Il canto delle cicale © Paula Becattini


Tanka (della passione)

Palpito incerto
delle mie labbra furtive
in sospensione

Si protende il respiro
violento alla tua bocca.

12 luglio 2012

Tanka © Paula Becattini