Se l’amore
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E se l’amore
avesse sempre gli stessi colori
i respiri regolari, i tocchi gelidi
E se avesse
poche parole per raccontarsi
come le pagine di un diario strappato
Se l’amore
non ce la facesse a cullarsi
nelle notti serene di una camera da letto
E se fuggisse impaurito e ferito
segnato di lacrime silenziose
reclamando dolcezza
Se l’amore fosse tutto questo
non sarei più io
Se l’amore fosse tutto questo
non lo lascerei morire
nel lento disgregarsi di un qualcosa
che non merita l’esser dimenticato
chè pur ha donato felicità.
E poesia.
Lo librerei…
10 luglio 2012
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Se l’amore © Paula Becattini
Sospesa
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Sospesa
a un trapezio nell’aria.
Distante.
Di me tutto possedevi,
che in alto volgevo lo sguardo
a bucare lo spazio
e più in su
fin quando un solo punto
riempisse la visuale.
Dei volteggi ignorasti la grazia
e così mi lasciai cadere
senza rete.
Come angelo senza ali
ripresi possesso della mia essenza.
E mille petali ricoprirono l’arena,
ultimo colpo di scena.
Sospesa
a mezz’aria la favola:
di me tutto raccontava.
Schhh! Silenzio, ora.
Lo spettacolo sta per rincominciare…
9 luglio 2012
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Sospesa © Paula Becattini
Fattore umano
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Avvilito,
quando ti prende il nodo
e il petto stringe
fino a soffocare
senza poter trattenere
quel che scatena,
non sembra vero.
Neppure il silenzio
la mancanza di parole,
a parte l’errore,
l’impotenza
che nuda ti ritrovi
tra le mani.
Non c’è amore
che lo possa vincere
e di questo me ne dispiace.
Sono anch’io
un fattore umano…
7 luglio 2012
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Paula Becattini © Paula Becattini
Haiku (della passione)
Bieco, diretto
è il mio sguardo che avanza.
E ti mangia, adesso.
5 luglio 2012
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Haiku © Paula Becattini
Orval – parte terza
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Se capitasse che qualcuno un giorno mi confidasse: «La preferisco di colore rosato con riflessi aranciati e dai profumi intensi di frutta matura», beh… gli risponderei: «C’est moi! Le rouge préfér!» (il mio francese lascia a desiderare: son ben accette correzioni).
E invece no!
Trattasi di una birra trappista, originale e dallo stile unico, caratterizzata da un deposito ricco di vitamine B creato da una rifermentazione in bottiglia, la terza per l’esattezza.
Credetemi, mi sono annusata e bevuta pure la fondata!
La curiosità non ha limiti…
E purtroppo devo anche aggiungere che una bella Orval fresca – invecchiata – bevuta a fianco dell’abbazia, con un bel tramezzino di pane e formaggio alla birra – trappisti pure quelli –, non è la stessa cosa che bersi una Orval acquistata all’Iper.
A buon intenditor…
Vale comunque la pena provarla anche tra le mura della propria casa o altrove.
Consiglio di “rollare” delicamente la bottiglia qualche minuto prima di aprirla.
4 luglio 2012
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Orval – parte terza © Paula Becattini
Vicino, lontano
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Vicino, lontano.
Mille i pensieri
che cambian colore
che cambiano forma,
ché tanto lo so
nessuno li ferma.
E vicino, lontano
come l’amore
che hai dato e darai:
un’onda ritorna
di spuma bianca
a consumare la spiaggia
della tua esistenza.
Vicino, lontano.
Azzurro il cielo,
vorrei toccarlo con un dito
e di prati verdi in lontananza
disegnarti le labbra
sulla tela della mia bocca.
Calda.
29 giugno 2012
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Vicino, lontano © Paula Becattini
Non porre fine
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Ci sono luoghi che ci riconoscono
rapaci complici del tempo
e folli di ebrezza
immobilizzata nell’attimo.
Ci attendono quieti e sposano
i nostri passi, le attese,
le dolci carezze, i saluti frettolosi
agli angoli di strade combaciate.
Li dimentichiamo
e li ritroviamo sempre diversi
ma uguali nell’impulso,
nell’animo rapito.
Sono luoghi che ci agognano
ovunque la vita ci porti,
per riempirsi e godere
dei sospiri di noi amanti.
E non porre fine…
28 giugno 2012
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Non porre fine © Paul Becattini
Rifrullo sul lungarno
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Frulla che ti rifrulla
in una domenica d’estate
l’idea fissa
tra la calura e le pietre
brucianti come lava
e il ricordo luccicante
tra le sponde del fiume
silenzioso andarsene,
con il susseguirsi dei suoi ponti
nella mente ove hai lasciato
dormiente la giovinezza.
E frulla dalla testa
scendendo al petto,
e t’accarezza sempre più in basso,
sempre più giù,
fino al pube bruciante:
non t’abbandona l’aria calda.
E la gonna leggermente sollevata
scherza col vento
mentre qualcuno ti prende
per poggiarti sulla spalletta
e rubarti un bacio
dalle labbra umide e sorridenti.
Frulla nell’idea
di essere lì come a vent’anni,
di te che non sei con me
e dell’amor che non abbandona
certe sensazioni,
sul lungarno di una Firenze
che ci ritroverà prima o poi
abbracciati al tramonto
a far rifrullo
in una domenica d’estate.
24 giugno 2012
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Rifrullo sul lungarno © Paula Becattini
Insieme ma distanti
Una mattina ti svegli e guardi nel buio il soffitto allargarsi intorno alla stanza.
E pensi: «Sto per morire…»
Mentre intravedi accanto a te due mani diverse; due occhi sotto le palpebre, che leggermente si muovono in fase rem.
E pensi: «Vorrei morire…» – ma di una morte scivolosa, che ti porti altrove.
Intrappolato, le membra rigide, i pugni serrati, non ricordi nemmeno più quanti anni hai e il suo respiro giunge alle orecchie quasi pesante e invadente.
Pesante e invadente è invece quel che ti porti nel cuore: un moto interiore che silenzioso lacrima e scalcia.
Osservi ancora. Quelle mani non le riconosci.
Sono rugose, sono le mani di una vecchia, sembrano quelle di tua madre poco prima di morire.
Vorresti fuggire, vorresti andartene pur non sapendo come e dove.
È un’illusione.
Forse è solo un sogno, forse un incubo.
Così aspetti di svegliarti, ma nel frattempo il tempo scorre.
E quelle mani diventano sempre più rugose.
Insieme alle tue…
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Le mie parole
non hanno suono
mentre ti parlo,
mentre i gesti
disegnano il vuoto.
Non sento
e non vediamo
l’anelito di questo tempo
che necessita
azzerare ogni cosa.
E così avanza l’indolenza
e noi insieme
ma distanti,
troppo per amarsi
troppo per essere felici.
Non prova più dolore
questo corpo
questo cuore
svuotato di tutte
le ragioni.
Mentre tu
lasci a me il compito.
Fare il passo.
Risvegliarci
per tornare a vivere…
23 giugno 2012
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Insieme ma distanti © Paula Becattini
Unico
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Per sempre tu sarai
e unico
nell’amore che mi dai.
Anche quando
il nostro tempo finirà;
anche quando
un altro amore
impetuoso ci travolgerà.
Di te avrà il profumo
e la bellezza della vita.
Di te avrà la profondità
indelebile
dell’ardire di un tempo
che ci appartiene
ora e mai
per sempre.
19 giugno 2012
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Unico © Paula Becattini
Quel bacio
Quel bacio,
quel nostro bacio
– come il primo bacio –
vibrava dentro noi.
Ed è rinato,
trascinando con sè
tutto quel sentimento
da tempo soffocato,
umiliato,
ignorato,
disprezzato,
schiacciato,
occultato.
Ma sempre e comunque
custodito,
desiderato,
alimentato.
Vivo.
Vivo!
Quel bacio,
quel nostro bacio,
ha ridato dignità
– e una ragione –
al nostro Amare.
3 aprile 2002
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Quel bacio © Paula Becattini
Di blu inchiostro macchiata
Di te e me al mondo
tutto e niente.
Mille le storie d’amore
e della passione il fuoco
bruciare all’inferno;
mille i tormenti
sussurrati dai poeti
tra i graffi dei loro versi.
E di te e me nel tempo
tutto e niente.
Corre la vita,
il senso dell’immortalità
si perde con essa.
Di noi rimane il dramma
di un amore travolto
che vorrebbe innalzarsi.
Ancora.
Una parte di me
ti ha rapito l’anima.
L’altra – silenziosa –
te la restituisce
di blu inchiostro macchiata.
19 giugno 2012
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Di blu inchiostro macchiata © Paula Becattini










