Vida
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Me duele.
No hay dolor más grande
de un amor que deja el pecho.
La agonía final lo mata
y una voz grita:
“Puede renacer a una nueva vida”.
13 agosto 2012
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Vida © Paula Becattini
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Ciao, Maria Angiola.
Solo poco fa ho saputo della tua partenza, avvenuta sabato scorso.
Un ultimo saluto, alla stazione, a treno ormai partito su binari adesso non più percorribili.
Stamattina sul presto – e prima di sapere – avevo buttato giù
questi pochi versi in una lingua a me inusuale.
Ora so il perché: ricorderò per sempre con amore la nostra intenzione
a iscriverci a un corso di spagnolo.
Poi la vita ci ha sparso altrove…
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Profumo di fata
Nel respiro addormentato
nel sogno tuo e mio intrecciato
l’ora più fresca apre il mattino
accarezzando le membra e il viso.
Briciole, briciole sparse
che sanno di baci e sguardi
e il silenzio rotto dall’esplosione
di un cinguettio prepotente.
Non dà pace, non dà pace
alla mente e al corpo
che vorrebbero liberarsi
e librarsi con leggerezza.
È un profumo, di fata,
quel che percepisco.
È profumo di donna
la mia pelle…
12 agosto 2012
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Profumo di fata © Paula Becattini
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Polline gioioso
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Malizia tra le labbra
– dolcezza e risa misti a sospiri –
di tutte la mia si distingue
ancor quando non la credo vera.
Eppur si dona
e con l’ardore e l’amore accende il fuoco.
Poco importa se sarà per una stagione:
rubo nettare da un fiore
e di questo appagamento
il riflesso lo puoi leggere nei miei occhi
e così t’impregno.
Di polline gioioso ti cibo.
9 agosto 2012
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Polline gioioso © Paula Becattini
Di spezie e sale
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C’era un qualcosa
che sapeva di casa
senza nome né sostanza
non vicina né lontana
la percezione di un profumo
di un colore e il calore
ispirato improvvisamente
anche quando sola
sapevo mi sarei ritrovata.
Non so cosa altro è andato perduto
in questo tratto
in questo momento della mia vita
se non la tua presenza.
Così ti cerco
anche tra le ante di una cucina
tra i ricordi di spezie
e tutto ciò mi hai tramandato
dosando gioie e dolori
con l’abilità di un amore
racchiuso tra le mani
e nel cuore.
Ma sa di sale.
E a volte le lacrime
si confondono con il vapore.
Alla mia mamma
6 agosto 2012
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Di spezie e sale © Paula Becattini
Fino a quando (Love Story)
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E se tu mi abbandonassi
– anche solo per un attimo –
ti verrei a cercare
ancor quando il mio respiro
sa di te in questa stanza.
Ma poi mi precedi
buttando gli occhi dentro i miei
con fare scanzonato,
gettando maglie di dolci inganni
come bimbo scherzoso
che ingenuamente prende tutto.
Lo so
– fosse anche per un attimo –
tu pensi solo a me
ed io a te.
E così sarà,
fino a quando qualcosa cambierà,
fino a quando quel talamo
di noi in amore non gioirà.
Sarà tempo di ricordarsi,
pensare a quel rincorrersi,
assaporare la vita
come facciamo da innamorati.
E se mai ti abbandonerò,
cercami nel respiro
di un altro universo
che un po’ avrà nostalgia
di me e te.
Che un po’ ci parlerà
di noi.
5 agosto 2012
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Fino a quando (Love Story) © Paula Becattini
Sogno infranto
Chissà!
Fosse vero quel che ci si racconta…
come un recriminare i propri alibi.
E sull’onda dell’impulsività
cercare indulgenza,
comprensione.
Ma nessuno spiega il perché,
il perché tutto crolla
sotto i nostri piedi.
Chissà…
Avessi avuto l’erba fresca
a solleticare l’adolescenza
nascosta nell’animo,
ti avrei vissuto inconsciamente
negli anni a venire e forse oltre.
Ma forse pure io
ho sbagliato senza volere
nel tenermi i sandali ai piedi.
E adesso un sogno infranto
lascia spazio alla realtà.
Ed è solo vuoto e solitudine.
Chissà…
27 luglio 2012
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Sogno infranto © Paula Becattini
Il rocciatore
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Mia roccia…
A getto nel vuoto
dondolano paura e incoscienza.
Ruvida, tagliente
graffi le mani
e il profumo di cruore dolciastro
risveglia l’animo mio
che in alto protende.
Non v’è fine
se non il precipizio
sotto
e sopra di me
la cima
che qualcuno assicura
essere una vittoria.
Che assicuro
sarà il mio trionfo,
fosse l’ultimo verso la bellezza,
verso l’immaginario,
la speranza.
Un castello in aria
dalle mille stanze in cerca di te
che mi amasti
e d’amore vero ammantasti
queste umili membra
che adesso pretendono,
che a loro mi affido.
23 luglio 2012
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Il rocciatore © Paula Becattini
Il canto delle cicale
C’è un sogno perso in un ciglio
raccolto tra palpebra e guancia,
rosso come questa estate
che sa di libertà e pianto
in una pineta vibrante
dal canto delle cicale.
E rimanda al mare,
ai nostri occhi giovani e innocenti,
a un desiderio che morde l’anima.
Sfinita, svuotata è la vita
fin quando non si riappropria di quel ciglio
che si lascia cadere,
di quell’alito che non guarda età,
non vede errori, negatività
oltre le cose e le abitudini futili.
È perso il cuore
nell’ardire di un fuoco miracoloso,
dal nome franco e pronunciato.
Quante volte sono caduta,
quante volte mi sono rialzata.
Ai rimorsi non voglio pensare:
non ce ne sono e se ce ne sono stati
si confondono ora con le cicale.
Una pineta silenziosa m’inquieta.
Sono il mio destino…
21 luglio 2012
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Il canto delle cicale © Paula Becattini
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Tanka (della passione)
Palpito incerto
delle mie labbra furtive
in sospensione
Si protende il respiro
violento alla tua bocca.
12 luglio 2012
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Tanka © Paula Becattini
Se l’amore
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E se l’amore
avesse sempre gli stessi colori
i respiri regolari, i tocchi gelidi
E se avesse
poche parole per raccontarsi
come le pagine di un diario strappato
Se l’amore
non ce la facesse a cullarsi
nelle notti serene di una camera da letto
E se fuggisse impaurito e ferito
segnato di lacrime silenziose
reclamando dolcezza
Se l’amore fosse tutto questo
non sarei più io
Se l’amore fosse tutto questo
non lo lascerei morire
nel lento disgregarsi di un qualcosa
che non merita l’esser dimenticato
chè pur ha donato felicità.
E poesia.
Lo librerei…
10 luglio 2012
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Se l’amore © Paula Becattini
Sospesa
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Sospesa
a un trapezio nell’aria.
Distante.
Di me tutto possedevi,
che in alto volgevo lo sguardo
a bucare lo spazio
e più in su
fin quando un solo punto
riempisse la visuale.
Dei volteggi ignorasti la grazia
e così mi lasciai cadere
senza rete.
Come angelo senza ali
ripresi possesso della mia essenza.
E mille petali ricoprirono l’arena,
ultimo colpo di scena.
Sospesa
a mezz’aria la favola:
di me tutto raccontava.
Schhh! Silenzio, ora.
Lo spettacolo sta per rincominciare…
9 luglio 2012
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Sospesa © Paula Becattini
Fattore umano
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Avvilito,
quando ti prende il nodo
e il petto stringe
fino a soffocare
senza poter trattenere
quel che scatena,
non sembra vero.
Neppure il silenzio
la mancanza di parole,
a parte l’errore,
l’impotenza
che nuda ti ritrovi
tra le mani.
Non c’è amore
che lo possa vincere
e di questo me ne dispiace.
Sono anch’io
un fattore umano…
7 luglio 2012
•
Paula Becattini © Paula Becattini










