Articoli con tag “mani

Fattore umano

Avvilito,
quando ti prende il nodo
e il petto stringe
fino a soffocare
senza poter trattenere
quel che scatena,
non sembra vero.
Neppure il silenzio
la mancanza di parole,
a parte l’errore,
l’impotenza
che nuda ti ritrovi
tra le mani.
Non c’è amore
che lo possa vincere
e di questo me ne dispiace.
Sono anch’io
un fattore umano…

7 luglio 2012

Paula Becattini © Paula Becattini


Insieme ma distanti

Una mattina ti svegli e guardi nel buio il soffitto allargarsi intorno alla stanza.
E pensi: «Sto per morire…»
Mentre intravedi accanto a te due mani diverse; due occhi sotto le palpebre, che leggermente si muovono in fase rem.
E pensi: «Vorrei morire…» – ma di una morte scivolosa, che ti porti altrove.
Intrappolato, le membra rigide, i pugni serrati, non ricordi nemmeno più quanti anni hai e il suo respiro giunge alle orecchie quasi pesante e invadente.
Pesante e invadente è invece quel che ti porti nel cuore: un moto interiore che silenzioso lacrima e scalcia.
Osservi ancora. Quelle mani non le riconosci.
Sono rugose, sono le mani di una vecchia, sembrano quelle di tua madre poco prima di morire.
Vorresti fuggire, vorresti andartene pur non sapendo come e dove.
È un’illusione.
Forse è solo un sogno, forse un incubo.
Così aspetti di svegliarti, ma nel frattempo il tempo scorre.
E quelle mani diventano sempre più rugose.
Insieme alle tue…

Le mie parole
non hanno suono
mentre ti parlo,
mentre i gesti
disegnano il vuoto.

Non sento
e non vediamo
l’anelito di questo tempo
che necessita
azzerare ogni cosa.

E così avanza l’indolenza
e noi insieme
ma distanti,
troppo per amarsi
troppo per essere felici.

Non prova più dolore
questo corpo
questo cuore
svuotato di tutte
le ragioni.

Mentre tu
lasci a me il compito.
Fare il passo.
Risvegliarci
per tornare a vivere…

23 giugno 2012

Insieme ma distanti © Paula Becattini


Equili-brio

Cavi di acciaio sul cielo

Al di qua e al di là
con le braccie aperte
i piedi su filo tagliente
passo dopo passo
tra gioia e tristezza
sensi di colpa ed euforia.

Vorresti abbassare lo sguardo,
raccogliere il plauso della folla
che freme con te
e ti ruba il respiro
ti ruba l’anima, l’amore
senza saperlo.

Ma al di qua e al di là
ti guardi le mani
in equilibrio dinamico
giocoliere della tua vita
tra passato e presente
circense ferito.

Ben sai qual è la follia
di freddo acciaio tesa
e ci cammini sopra.

Un po’ dà i brividi.
Di paura e immenso piacere…

13 giugno 2012

Equili-brio © Paula Becattini


Dispersi

E quando sfiori timidamente
questi due fianchi
con palmo di mani frementi,
nell’aria circostante
si spiega la sensualità repressa
scivolando via prontamente
come seta.
Che di noi ci manca tutto
e ci accontentiamo delle briciole,
della pelle impaziente,
di attimi rubati al presente
perché non sappiamo più
cosa è giusto
e come fare l’amore.
Così – dispersi – attendiamo
di ritrovarci ancora casualmente
tra le difficoltà
che la vita ci riserva.
Quando sfiorerai timidamente
questi due fianchi
aggrappati forte e non lasciarli…

22 maggio 2012

Dispersi © Paula Becattini


Blu

Stamani si è tinta di blu l’aria
fin dalle prime ore
– da un anonimo terrazzo –
fondendo la sua freschezza
al calore delle lacrime.

Lentamente avanzava
l’orizzonte con la luce e
– pungendo viso e mani –
il freddo ricordava che
l’estate ha ancora da venire.

Così attendo,
riempiendo il tempo di gesti ricorrenti,
accoccolandomi ogni sera
nella solitudine
di un sogno evanescente.

Stamani l’aria si è tinta di blu.
Ed io avida
dovrò pur riprendermi la gioia,
solcarla ancora come ieri,
che lontana e flebile appare ora.

15 maggio 2012

Blu © Paula Becattini


Profluvio

Profluvia amori e umori
questo tempo grigio
carico di umidità inespressa
e fantasie insospettabili.

Fin quando carico esplode
il cielo improvvisamente
e il ritmo della pioggia
incita il corpo a ripararsi.

Ma ormai è troppo tardi.

Non ami l’acqua
se non quella del mare
e del torrente impetuoso
di un orgasmo trasportato.

Ho pensato alle tue mani
come roccia solida
cui aggrapparmi in caduta.

Ancora fuori piove.

20 aprile 2012

Profluvio © Paula Becattini


Né bianca, né nera

Particolare di una fontana di Arezzo

Né bianca, né nera
la mia coscienza
mentre ancora s’infiamma
all’idea di me, nuda
percorsa dal desiderio
sfiorandomi la pelle
e tintinnando a te
i miei gioelli.

Né bianca, né nera…
che già sento l’onda arrivare
e le tue mani premere i seni
quasi a volermi trattenere.

19 febbraio 2009

Né bianca, né nera © Paula Becattini


Canto alla lampara

Particolare

*

Getta le reti…
getta le reti
su questo letto vuoto
intecciato negli anni
d’amor perduto.

Getta le reti…
che più non vedo
il viso tuo
bruciato dal sole
e i solchi di scie
d’acque silenziose
ricche di melanconici
pensieri.

Getta le reti
su questo corpo
di sirena solitaria,
al tuo tornare
senza parole
né mani ruvide
ad accarezzare colei che
inghiottirebbe la barca
nella tempesta
ma,
nell’attesa,
resta qui col fiato sospeso,
felice di rivedere almeno
due occhi di ghiaccio
avanzare nel chiarore
della stanza.

Getta le reti…
mio pescatore.

5 novembre 2009

*

Canto alla lampara © Paula Becattini


Il bacio infinito

Amore e Psiche

*

Il tempo vide
schiudersi la rosa
e l’aroma di una fessura
tendersi con lentezza.
Vide due mani raccoglierla
avvicinandola al viso,
quei petali vellutati
inebrianti il riso.
E il tempo, fermandosi,
imprigionò il lambire,
eccitato e invidioso
regalando
un bacio infinito.

18 luglio 2008

*

Il bacio infinito © Paula Becattini

*

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