Non m’appartiene
E se ancora ti dicessi
che questi tramonti sono nostri
– soltanto nostri –
e questi baci l’intimità più stretta
tra due folli amanti,
direi solo una bugia a me stessa.
Ché di tramonti e baci
donati a occhi di varie forme
e rubati per puro piacere
non ti sono mai mancati,
adesso che tutto questo
in realtà più non m’appartiene…
20 febbraio 2015
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Non m’appartiene © Paula Becattini
Il bisogno di un amore
Il bisogno di un amore
– quando s’insinua nei sogni –
lascia deboli e indifesi
e una mano sul cuore
come a cercar di placarne
il dolore.
19 febbraio 2015
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Il bisogno di un amore © Paula Becattini
La fedele amante
Il tempo che passa e comunque torna
– ricordando quel che fu come fosse ieri –
ha lo stesso fascino morboso della fedele amante
che sempre è al tuo fianco e comunque t’abbandona
– alle tue gioie, ai tuoi dolori
alle tue vittorie, ai tuoi errori –
osservandoti in lontananza
con quel un sorriso un po’ beffardo
di colei che viene amata e odiata
– un po’ come la vecchiaia
con la sua saggezza e la sua decadenza –
ma certa di averti per sempre…
25 gennaio 2015
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La fedele amante © Paula Becattini
Trafigge la realtà
Trafigge la realtà
— come mille spine in un colpo —
tra l’impotenza e l’affanno.
Ed io una sola certezza:
che niente mi appartiene.
Nemmeno l’amore.
Forse non è questo
il mio e il nostro tempo.
M’incontrerai altrove.
Nessuno se lo aspetterà,
nessuno saprà, ed io attendo.
L’eternità…
30 novembre 2014
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Trafigge la realtà © Paula Becattini
Evocatio
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S’inebria il pomeriggio
di luce soffusa e calore
tra le persiane di una stanza.
Si ammanta di raggi dorati
nel gioco di una danza segreta
fatta di polvìscolo sospeso.
Come il respiro dopo un bacio
e gli occhi chiusi ad ascoltare
quel che vorremmo durasse.
Tutto tace
quando improvvisamente
le risa risuonano nella mente.
Rompono il silenzio
senza far rumore
accarezzano il cuore.
Ti sono dentro…
e così mi ricorderai
nel tempo.
2 novembre 2014
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Evocatio © Paula Becattini
Chaos
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Dieci le dita, dieci i tocchi sulla pelle
i pensieri, le parole che si lanciano
a dare un senso, a ricordare
quanto è difficile dosare le proprie forze
e l’amore, le convinzioni
in questo moto perpetuo trascinante.
Vorrei semplicità, naturalezza
rimettere ordine nell’anima
ché del caos primordiale ho la scintilla
e la furia degli elementi,
uno scontro tra titani,
padri delle angosce e delle mie reazioni.
Ma poi,
se mi guardo dentro,
un universo…
e così comprendo.
5 ottobre 2014
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Chaos © Paula Becattini
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«Dunque, per primo fu il Chaos, e poi
Gaia dall’ampio petto, sede sicura per sempre di tutti
gli immortali che tengono le vette dell’Olimpo nevoso,
e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade,
e poi Eros, il più bello fra gli dèi immortali,
che rompe le membra, e di tutti gli dèi e di tutti gli uomini
doma nel petto il cuore e il saggio consiglio.
Da Chaos nacquero Erebo e nera Nyx.
Da Nyx provennero Etere e Hemere
che lei partorì concepiti con Erebo unita in amore.»(Esiodo, Teogonia, 116-125)
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Nel tempo che indietro torna
Nel tempo che indietro torna
con la mente, nei ricordi
tu eri mille volti ed io nessuno.
Sequenza di fermi immagine
una bella donna austera
e dolce e fragile alla stessa maniera
come la natura.
Ma tu…
tu alla fine dei tuoi giorni
oltre l’impronta data
e quella negata
nell’amore e nel dolore
mi sei rimasta dentro.
E così ti ritroverò sempre!
Nel silenzio più assoluto,
tra il fragore delle risate,
in un bacio all’amato,
quando griderò vittoria,
quando piangerò per una perdita
che mai sarà più grande della tua,
ma pur sempre importante.
Ed io ne traggo forza.
Tu mi sei accanto ancora…
Mi sento amata.
Grazie, mamma.
28 settembre 2014
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Nel tempo che indietro torna © Paula Becattini
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Al principio
Quando fu
che le mie labbra
desiderarono le tue?
E quando l’innocenza
non mi parve più tale,
tanto da rinnegarla
al pensiero di te
sopra i miei turgidi seni?
Non un tempo, indefinito…
In fondo siamo felicità perdute
e mai ritrovate.
Tenersi stretti e non lasciarsi…
Questo fu al principio delle cose.
E poi tormento.
25 settembre 2014
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Al principio © Paula Becattini
Con la valigia in mano
Del mio amore, con la valigia in mano,
ne farò un lungo viaggio
nonostante le partenze e i ritorni
gli addii e gli abbracci e le lunghe distanze.
Del mio amore, con il tempo che scorre,
ne farò il centro di quel crocevia
dove avremo appuntamento
da dove ripartiremo per poi ritrovarci.
E non ti chiedere in qual luogo
porteranno i miei occhi e le mie mani
e se dovremo sacrificare pezzi di noi
lungo questo cammino impervio
che io viaggerò come rondine
in quel sole offuscato e poi riapparso
in quella terra che ti ha visto crescere
e sopra ogni altra cosa per imboccarti di baci
fosse per una stagione, fosse per sempre
nomade in terra, fedele in amore
nella malinconia dell’assenza
nella pienezza dell’essenza.
Perché è gioia sapere che ti sono nel cuore
nel bisogno di condivisione
nonostante le mie partenze e i miei ritorni
con la valigia in mano… Amore.
7 settembre 2014
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Con la valigia in mano © Paula Becattini
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Luce e cielo terso tra i tetti
Luce e cielo terso tra i tetti
è un dono quel sorriso
strappato alla quotidianità
che ti si allarga al petto
e avanza un po’ di felicità
fin nelle profonde pupille.
Non c’è ragione né ricordo
forse solo il calore, l’aria
il passo veloce sulla strada
a portarti chissà dove
come il destino tra le sue mani
quando ancora ti amava.
Quando ancora ti baciava
il corpo aveva il fuoco
l’ardire di osare e mostrare
quel che adesso si nasconde
e teme di esser deriso
che non c’è più giovinezza.
Ma è un dono quel sorriso
riesploso improvviso
mentre respiri e vivi
mentre passeggi per le vie
di una città svuotata
pare solo per il tuo piacere.
E tutto il resto cessa di essere
e non fa più male.
7 agosto 2014
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Luce e cielo terso tra i tetti © Paula Becattini
Torna
Avevo bocca rosea e dolci pensieri
a interrompere i sogni
nelle prime ore del mattino;
e il frusciar di lenzuola
su membra calde
che timide cercavano
l’intreccio di un abbraccio
la sospensione di due sospiri.
Avevo un angolo di paradiso
nel profondo della penombra
e spazio per l’immaginare;
la realtà di una stretta forte
la sensazione d’infinito
nel peso di due corpi sfiniti
dalle fatiche e dal piacere.
Avevo bocca rosea e seni pieni
a riprendere i sogni
nelle prime ore del mattino;
e un caldo respiro catturato
tra i capelli profumati
lungo il collo e la schiena
come un brivido di freschezza.
La meraviglia di addomentarsi
con il sorriso tra le labbra
e la certezza di essere due vite.
Anche se poi non è stato per sempre
ma per sempre sarò quella bocca rosea
nel vuoto e nella speranza.
Torna…
2 agosto 2014
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Torna © Paula Becattini
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