Articoli con tag “amore

Orizzonte curvo

Montalcino sulla linea d'orizzonte*

Arrivare a te
è come imboccare
nuove strade
docili al passo
nelle camminate serali
inebrianti in curva
nei pomeriggi chiassosi.
Ed ogni volta
l’orizzonte appare curvo
l’infinito oltre
se chiazzato
di nuvole bianche
oppure pressante
se carico di lacrime.
Arrivare a te
è vivere un amore
dolcemente plastico
e per questo meraviglioso.
Arrivare a te
è come abbracciare
il proprio destino.

16 giugno 2011

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Orizzonte curvo © Paula Becattini

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Odisseyamour

Salvataggio*

Naufragé par un sentiment de vide
Je quitte les incertaines rives.
Le voile de mes yeux faibles
ne m’a pas empêcher de regarder ailleurs.
Il y aura une légère brise
qui remplit encore mes voiles …

Traduzione dall’italiano al francese di “Odisseamore”

1 ottobre 2010

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ODISSEAMORE

Naufrago
da un senso di vuoto
lascio sponde incerte.
La velatura
dei miei deboli occhi
non m’impedirà
di cercare altrove.
Ci sarà
una leggera brezza
che riempia ancora
le mie vele…

15 marzo 2002

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Odisseyamour/Odisseamore © Paula Becattini

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Per questo

Nido con rondini*

Stamani mi sono svegliata alle 5 con il rumore di un televisore acceso nella testa.
Eccoci, di nuovo… il vicino adora spesso dormire con questo brusio di sottofondo (che poi brusio lo è per me: lui, a quanto pare, il volume lo tiene elevato).
E sono circa quattro ore che penso a come chiedergli: «Per favore, potresti tenerlo più basso? Non dico spengerlo, ma un tantinello abbassarlo?»
Già, perché inoltre è un vicino “difficile”, al quale, per esempio, chiedere scusa nel caso di una tua “mancanza” o involontaria “invasione” non serve.
Inizio a dubitare che ce l’abbia con me…
Ma poi il mio pensiero fisso è stato per un attimo rubato dal solito tran tran.
Ed ecco che arriva in mio salvataggio un post di Costanza Miriano, Il mazzo di carte di Dio, anche se argomenta di altro.
Mi ha fatto ricordare che non posso, non devo prendermela… eh, no!
Perché, mano a mano che i minuti passavano e le due ore di sonno perdute si facevano sentire, iniziavo a montare come una panna.
Nel commentare il suo post mi sono resa conto che comunque non posso, non devo prendermela!
Per svariati motivi e non perché credo in Dio.
Ora, sono più pensieri a cascata questi e un certo desiderio di condivisione.
Come questa mia poesia e la foto abbinata, che ha un che di “mistero” per me.
Ma stamani prendetemi così!

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Per questo

Cos’è questo bisogno d’amore
che aleggia nell’aere?
Cos’è questo incrociar di sguardi
che serpeggia tra la folla?
E muove l’universo con noi,
bisognosi d’affetto,
che della solitudine
facciamo un vanto?
È scritto anche sui muri
crollati dal terremoto
e dalle bombe di una guerra.
Scolpito nella pietra e sulla sabbia,
ovunque l’uomo possa arrivare
con i suoi piedi o grazie all’ingegno.
In ogni spazio, in ogni tempo.
È scritto fin dalla nascita
e nell’avvicendarsi degli eventi,
piccoli o grandi, delle persone,
degli stati, dei continenti.
È scritto nel credere in un dio in cielo
o in qualcosa di più terreno.
Ho bisogno d’amore.
Per questo ti vengo a cercare…

18 settembre 2009

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Per questo © Paula Becattini

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Innesto amoroso

Vite-ad-alberello*

Come radici affondasti le dita nel mio ventre.
T’aggrappasti dondolando incerto
lasciando la tua linfa unirsi alla mia fibra.

Quale stagione potrà mai denudarci di sì tale piacere?
Ai tuoi piedi sono cresciuta lasciando sciogliere la neve.

E ho sfiorito e rifiorito caparbiamente
conquistando ogni giorno un pezzetto di cielo,
elargendo frutti, apprezzando in pieno le stagioni.

Quel susseguirsi di gioie e dolori, di ostacoli e umori…
Ed io sono ancora qui, con le mie braccia aperte,
con lo sguardo ridente sul tuo libero andare.

Ché ora so il mio Amore essere per la vita
e per la bellezza e la dolcezza che sento avere.

1 febbraio 2007

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Innesto amoroso © Paula Becattini

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Sorvola silenziosamente la valle

Alcuni simboli di femminilità*

Allora come ora – come ogni giorno, ma in questo intensamente – ricordo con dolcezza la mia mamma e tutto quel che mi ha trasmesso.
L’amore per la vita e per le belle cose; il piacere di leggere e scrivere poesia; il sensuale ritule di prender cura del proprio corpo; l’importanza del portamento e dell’eleganza; la necessità della bontà e della forza d’animo.
Grazie mamma. Ti voglio bene…

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Sorvola silenziosamente la valle
e scivolami a fior di pelle:
sono fragile come crisalide
ma la tua presenza ancora permane.

Tra un po’ cambierò pensieri,
riempirò le ore meccanicamente.
Attraverserò sola il paese sorridendo
in una domenica finalmente calda.

Una voce in lontananza mi chiamerà
scuotendo brividi lungo la schiena
e lungo la scia di umida bocca
una sciocca domanda alla risposta
tornerà indietro come un’infinita eco
perdendo tintinnanti perle di saggezza
e lacrime zuccherose di amore riposto.

“E tu, come stai?”
“Mi manchi, mamma…”
Sorvola silenziosamente la valle
che il sole mi ricorda il tuo sorriso…

8 maggio 2009

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Sorvola silenziosamente la valle © Paula Becattini

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Una questione di fisica

Più e più volte sono morta
con la coscienza sporca
di chi spregia la vita.
Un defluire lentamente
sparpagliandosi nell’etere
come vapore evanescente.

Invece il mio respiro
appanna ancora il vetro
ed osservo il pulsare
il magico condensare
lo svanire di un alone
doloroso e trasparente.

Voglio respirare amore.
Alitare su tutti gli specchi.
Lasciare un segno chiaro
come bimbo curioso
che scopre il mondo
attraverso magico gioco.

Non morirò più…
Solidificata dall’impotenza
non bramerò più la fine
perché ho disciolto
al giusto punto di fusione
la gioia di guardare oltre.

Una questione di fisica.
Un processo reversibile
che non sapevo di avere
che terrò dentro me
fin quando renderò infinito
il mio amore per te.

Non siamo altro
che lo specchio
delle proprie paure.

Ed io vi alito ancora
col sorriso di chi
ha ingannato il “morire”…

23 settembre 2008

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Una questione di fisica © Paula Becattini

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D’amore e note

Pianoforte*

Sergej Rachmaninov sosteneva che la musica è “Sorella della poesia e figlia della tristezza”

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Vorrei ancora una volta
rincorrer le mie note
su scale di bianchi e neri
a ricordar di come
le dita danzavano leggere.
Pizzicate, staccate,
legate tra loro,
arpeggi che salgono
e discendono lievemente.
Vorrei ancora una volta
trovare il coraggio,
scoprire che
non ho dimenticato
come si legge uno spartito.
E in questa strana sera
sedermi di fronte a te,
ascoltare il mio cuore,
attendere il divenire:
quel qualcosa che spinge
a cercare il piacere
di lasciarsi andare
a una toccata e fuga
ma solo per amore.
Non ho mai smesso di amarti,
né lo farò ora.
Devo solo ritrovarmi,
anche se il tempo ha indurito
queste mie dita
che desiderano essere
sempre e solo la tua musica…

31 dicembre 2008
2° premio sez. Tema libero – Premio di Poesia 2009 “Raffaello Cioni” VII ed.

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D’amore e note © Paula Becattini

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Passione 2011

Collina delle Croci (Lituania)

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L’attesa ha sua bellezza anche nel dolore
fin quando speranza bagna e avvolge
morbidamente come sudario.

E dal calvario solo amore.

25 aprile 2011

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Passione 2011 © Paula Becattini

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La tua prigione

Dimentica che t’amo.
Dimentica i miei giorni
uguali e vuoti senza te.
Dimentica che t’amo
e vivi finalmente libero.
Il vibrare del fianco
sarà solo fremito silenzioso
che ti accarezzerà in sogno
e ricordo di un tocco
che mai più tornerà vero.
Ma dimentica che t’amo
e lontano il tramonto
non piangerà fuoco,
straziante bagno di versi
e catene invisibili.
Non più riflesso iride con iride
nella penombra di un letto
ma solo tiepida assenza
mentre abbracci il cuscino.
Dimentica che t’amo.
E vivi libero come desideri.
Ma dimentica che t’amo
anche quando con amore
ricorderai che mi ami,
altrimenti sarò sempre
e comunque la tua prigione.

18 aprile 2011

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La tua prigione © Paula Becattini

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Ut amor poësis

Il dolore che ho lungo la schiena
in verità mi fa sentire viva.
A stento tengo tra le dita la matita
e il collo sulle spalle.
Forse sto per morire…
Il pieno, il vuoto, la luce, il buio,
si susseguono danzando
una nenia velenosa
– che soffro non te ne accorgi –
Vorrei staccarmi il braccio.
Ma poi, lo so,
t’impadroniresti dell’altro.

Come lui con il mio cuore…

22 febbario 2011

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Ut amor poësis © Paula Becattini

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Muto abisso

Ho taciuto troppe volte
il desiderio di come
avrei voluto dirti addio,
con il riavvolgersi di ciò
che è stato meraviglia
intorno ai nostri fianchi
e i talloni sollevati
a calpestar le sofferenze
sopravvissute a tutto.
Ho taciuto e so perché.
Perché non t’avrei
lasciato andar via.
E non ti ho detto “amore”
se non muto tra i respiri
e le poche volte che
sfioravo i tuoi giorni
sfacciatamente vuoti
di me e delle nostre risa
arrampicandomi
sulla certezza che fosse
solo una stagione.
Ho cancellato di te
l’ultimo sguardo rapito sul mio,
troppo distante dal cuore
e troppo vicino al mio dolore
per dirti un’ultima volta
“amore mio”.
Nell’abisso.

13 aprile 2011

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Muto abisso © Paula Becattini

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Amanti

Gemme di baci rubati
al chiaro di luna,
la rugiada invidiosa
le sue stille mai
incontreranno bocca,
se non scie di lacrime
d’amor perduto
e petali profumati
che lo evocheranno…

10 aprile 2011

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Amanti © Paula Becattini

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