Oggi sono particolarmente romantica: Greeting Card #05
Illustrazione vettoriale
28/08/2011
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Greeting Card #05 © Paula Becattini
Sola
Della solitudine
mi bastano i silenzi
raccolti nella sera
tra pensieri e parole
Solitudine interiore
che schiaccia e spreme
succo vitale
Ma l’esser sola
lascia il frigo vuoto
e troppo tempo libero
per amarsi
Di quale amore
io mi cibi
è poi tutt’altra cosa…
28 agosto 2011
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Sola © Paula Becattini
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Una curiosità
Non avevo mai visto all’opera un fotografo con un palloncino.
E mai avrei immaginato in Belgio!
Ma ciò ha stuzzicato la mia curiosità.
Questo franchising in particolare (individuato sul web al primo colpo qui!) – che dice di raggruppare i migliori fotografi in materia – cerca partner sul territorio italiano…
Che ne dite? Ci faccio un pensierino?
Sondaggio: il tuo parere è importante
Un logo – come accade per un quadro, una poesia o un brano musicale – “dovrebbe” trasmettere qualcosa all’osservatore.
Prima di tutto piacevolezza, altrimenti chi lo guarda più?
Ma non è detto.
A volte anche un logo non proprio bello bensì curioso può essere memorizzato e riconosciuto meglio di molti altri.
Per un grafico il parere degli altri è importante, e non tanto per convincersi di aver creato un’opera d’arte, bensì per capire se ha raggiunto lo scopo prefissatosi: ovvero l’intento di comunicare un determinato concetto.
Ed eccomi qua: il tuo parere mi è d’aiuto!
Le domande poste sono solo tre.
Osserva questi loghi: differiscono poco tra loro.
1) Letteralmente cosa ci leggi?
2) Quale preferisci?
3) Quale sensazioni ti trasmette il logo scelto?
Semplice no?
Volutamente non aggiungo altre informazioni: vorrei che le impressioni fossero le più spontanee possibili.
E ringrazio anticipatamente coloro che mi daranno un parere. Accetto anche critiche negative se costruttive!
27 agosto 2011
Al chiaro di luna
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Op. 27 n. 2 o, più semplicemente, la sonata Al chiaro di luna di L. Van Beethoven.
L’Adagio sostenuto (Primo movimento) è adatto nel contemplare la foto… ma se siete in una “fase creativa”, vi consiglio di ascoltare il Presto agitato (Terzo movimento). E il tempo la dice lunga!
23 agosto 2011
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Sguardo
Languido,
liquido,
che travasa
dal tuo
al mio.
Ed io
mi faccio
diga…
12 maggio 2008
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Sguardo © Paula Becattini
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Dentro di me…
Tu non sai quanta pena mi dai
chiusa in quel bozzolo di carne
bramar viaggi lontani
e mille vite tracciate sulla carta
Mischiar la pioggia con le lacrime
al ritmo di un battito crescente
Riempire strade e vuoti interiori
Tu non lo sai
Non sai il dolore che provochi
come schianta in petto e corre
in fuga verso mete irreali
Lontano, lontano,
tra gente che non sei tu
comunque riflessa nei loro occhi
cercando un’immagine diversa.
Quanto dolore provochi
Tu non sai eppure sai
ché trasformi l’essere in essenza
per poco o per sempre, non importa
Tu sei me e non sai quanta pena
saperti sola con i tuoi pensieri
povera cagna ferita
tornare zoppicante ma libera
mostrare la tua nuova cicatrice
E aspettare che torni la pace
dentro di me…
20 luglio 2011
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Dentro di me… © Paula Becattini
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Haiku #13 (…e non solo)
Foss’anche eterno è
tramonto senza sole
– eco d’inganni –
18 luglio 2011
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Haiku #13 © Paula Becattini
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La dedica (racconto)
Mi chiamo Haiku e di giapponese ho solo la madre, gli occhi a mandorla e il buffo nome di un tipo di componimento poetico, datomi da mio padre il giorno stesso in cui sono nata, ispirato dalla recente scoperta.
Ne era affascinato e così mi ritrovo un nome che sembra uno scherzo; scherzo che in fondo poi non è, avendomi trasmesso anche il piacere della scrittura.
Mia madre si vergogna solo a pronunciarlo, ma dentro ho il fuoco, la passione, l’energia e l’ispirazione che l’hanno fatta innamorare di lui e così, dopo aver acconsentito a suo tempo, continua a chiudere un occhio e a sospirare di nascosto.
Papà è stato fortunato a incontrarla. Lei sa come trattarlo senza “costringerlo” e lo completa donandogli quel che gli manca: il giusto equilibrio.
Lui non lo sa, ma è così.
Invece io, per certi versi, sono ancora un po’ “bastarda” o incompleta, se preferite; oppure semplicemente testarda, ficcandomi sempre in situazioni dove, per un motivo o l’altro, “ardo” con violenza emotivamente: a scuola, al lavoro, in amicizia, in amore…
Soprattutto in amore.
Ormai non sono più una ragazzina: dall’alto dei miei quarant’anni me ne faccio una ragione. Forse.
E colpevolizzarsi non è mai abbastanza. Mi dicono che non sia giusto, ma non so cosa va in me, non so dove sbaglio. Soffro per amore e a guadagnarne qualcosa sembra sia solo la mia ispirazione.
Forse sbaglio nel pretendere la lealtà in un rapporto. Pura utopia: chi non ha un segreto?
Già… ma purtroppo le bugie le fiuto a distanza.
E non sopporto chi nega l’evidenza.
Ieri sera mi sono ritrovata tra le mani l’ultimo romanzo della Mazzantini, Nessuno si salva da solo. Ho iniziato a leggerlo.
La mia dedica sul frontespizio è molto recente, appena tre mesi – avevo già in qualche modo rimosso –.
Nel procedere con la lettura mi son detta: «Cavolo! Questo libro vomita disagio e dolore da ogni carattere stampato!»
Ecco perché non è riuscito a finirlo.
È invece per me l’ideale; per me che stasera soffro e provo dentro tanto inspiegabile disagio che il sapere qualcuno sta peggio mi rincuora.
Non so come andrà a finire la storia e, a dire il vero, non m’interessa.
I due protagonisti sembrano talmente “fuori” e sbagliati insieme che ti vien voglia di urlargli: «Ma fatela finita! E basta!»
Se si lasciano è la cosa più giusta.
Ma se poi si rimettono insieme? Un miracolo… l’ennesimo miracolo.
Il mio, il nostro, quello di molti altri – ma sempre meno –, dove l’amore trionfa. Nonostante tutto.
La realtà di chi sta diventando una minoranza.
Un giorno ci perseguiteranno come i primi cristiani, ci stermineranno come gli ebrei; ci sentiremo talmente soli e fuori dal tempo da sfociare nella pazzia.
Mi sento una minoranza.
Semplicemente perché credo ancora nell’amore e gli sono fedele nel senso più ampio del termine?
Solo perché non faccio della trasgressione le fondamenta della mia vita?
Ma quante volte ancora dovrò morire per risorgere dalle ceneri?
Nessuno si salva da solo…
«A noi due.
Che non resistiamo
alla tentazione di
“un’ultima volta”
e facciamo sì che
tutto ricominci come fosse
“la prima volta”.
Ti amo.»
La dedica sul frontespizio.
19 luglio 2011
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La dedica © Paula Becattini
Il primo non si scorda mai
Come il primo bacio…
Anche se questo in digitale mai! A differenza del primo scatto.
A quei tempi non avevo un’attrezzatura fotografica vera e propria e mi arrangiavo come potevo.
Ma da sempre ho spirito d’iniziativa. Così, essendomi capitata tra le mani una Canon PowerShot G2, mi diedi subito da fare proponendomi a vari clienti!
Non avevo assolutamente idea che già dagli anni Ottanta fossero entrate in produzione le prime fotocamere digitali: per me era come esplorare un nuovo universo.
E così applicai le mie conoscenze in materia di fotoritocco a quelle di fotografa inesperta.
Il risultato raggiunto in quel lontano settembre 2004 tutt’oggi mi gratifica.
Fu utilizzato per la copertina di un catalogo di una nota azienda di Campi Bisenzio che importa prodotti biologici da tutto il mondo.
Il tutto diventò poi in un bel minestrone; a parte le pannocchie di mais, che fino a due anni fa (insospettabilmente) hanno fatto mostra di sé sulla libreria di casa.
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Canon PowerShot G2
04/09/2004
Velocità otturatore: 1/10 sec
Numero di apertura: f/2
Apertura: f/2
Lunghezza focale: 7 mm
Metodo misurazione: pattern
Pixel: 3386 x 2370
Scatto in formato: Jpg
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Cesto di verdure varie © Paula Becattini
È triste aver bisogno di te
Amore indifeso
Se sono venuta
a bussare alla tua porta
l’ho fatto un po’ per bisogno
un po’ per sbaglio,
ché non si comprendono certe azioni.
Come lo schioccare improvviso
di un bacio sulla guancia.
E il perpetuare di un amore
indifeso come bimbo
smarrito tra la folla.
18 marzo 2010
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Amore indifeso © Paula Becattini
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«È triste aver bisogno di te…»
Ormai non riusciva più a togliersi dalla testa questa frase.
Non poteva essere così, no.
Forse tanto tempo fa, forse in una vita precedente, ma non ora.
Eppure lei aveva avuto il coraggio – se così si può definirlo –, aveva avuto il coraggio di dirglielo in faccia.
E ora?
Niente. Si guardava allo specchio, cercando di scorgere qualche segno sul viso a riprova della sua negativà.
(altro…)
Un incontro molto naturale tra le vigne di Vallocaia di Bindella
Sabato piovoso quello di sabato scorso a Chianciano Terme, che però ha saputo regalare, il giorno dopo, un cielo cristallino e una temperatura non troppo calda, ideali per una passeggiata.
E così c’incamminiamo verso la località Tre Berte, ovviamente non a caso:
l’appuntamento, questa volta, è con un altro Vin Santo DOC, quello di Montepulciano e nello specifico della Società Agricola Bindella.
Continua l’avventura intrapresa circa due mesi fa…
Abbiamo preferito non percorrere la Strada Statale, in modo da godere un po’ della campagna circostante, tra Chianciano e Montepulciano, e della zona di Argiano.
Una volta arrivati, ci è venuto incontro salutandoci calorosamente il dott. Giovanni Capuano, enologo e direttore della produzione dell’azienda, il quale gentilmente ci ha accolto senza riserve e poi accompagnato per quasi tre ore, spiegandoci la filosofia aziendale e trasmettendoci la propria passione e grande competenza.
Vallocaia nasce nel 1984 per desiderio di Rudi Bindella, affermato imprenditore svizzero. E da quel momento in poi il contatto con la natura viene assecondato in ogni sua manifestazione e viene coltivata la terra in modo naturale, senza forzature, con grande attaccamento, attenzione e gioia di vivere.
Non è un caso il motto terra vite vita, che molto probabilmente si riallaccia a quello latino Ex vite, vita (dalla vite, la vita).
(altro…)
L’incanto
In alto propende
nonostante l’infinite volte
intrappolato:
cinque le dita
tra gli occhi e l’impeto altrui.
Non mi resta
che abbandonare i sensi
e lasciarmi cadere
nella meraviglia di chi
il suo pensiero
ha saputo renderlo
materia viva…
24 giugno 2011
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L’incanto © Paula Becattini
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La Cittadella di Roses
Appena superato il confine francese, nella comunità autonoma della Catalogna, in Spagna, si affaccia nel golfo omonino Roses, ridente porto di pesca e turismo e bella località balneare.
Dista circa 60 km da Girona e 160 da Barcellona.
Mi ha stupito il notarvi come venga snobbata da noi italiani (a differenza di francesi, tedeschi e, ovviamente, gli stessi spagnoli).
Eppure a Roses non manca niente: sole, mare, ristoranti per tutti i gusti, divertimenti, tranquillità, cultura… e, soprattutto, la possibilità di avere tutto ciò a dei prezzi ancora accettabili accompagnati da una calorosa accoglienza e ottimi servizi, da noi ormai dimenticati.
Già, perché – mi duole dirlo – l’Italia resterebbe per me una delle mete più ambite se non fosse per il fatto che costa troppo, è carente di strutture ricettive di buona qualità e personale addetto qualificato.
E così mi accontento. Si fa per dire…
Una curiosità
La Ciutadella è un recinto di stile rinascimentale che racchiude tutti i resti archeologici della città.
Vi si entra per la monumentale Porta de Olaz: all’interno i resti dell’antica città greca di Rhoda fondata non prima del V secolo a.C., i resti della città romana dei secoli II-VI e, infine, il Monastero di Santa Maria in stile romanico-lombardo dell’XI secolo.
16 giugno 2011
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