Articoli con tag “Paula Becattini

8 marzo

Ordinarmi di smettere di amare
e – sotto una doccia calda –
lasciare che l’acqua ripulisca i miei pensieri
tra i vapori di una domenica riflessiva

La violenza più benevole
che possa fare a me stessa
invece di schiaffeggiarmi ogni giorno
per essere così romanticamente ingenua

A inseguire un qualcosa che non c’è
si è sempre in tempo, almeno credo
ma lei, quella donna che appare allo specchio
non sono io

Perché lei è la donna più passionale
che abbia mai conosciuta
quella che sussurra le frasi più belle
quando s’innamora follemente

Mentre la mia sola follia è lasciarla lì
– rinchiusa con freddezza – a darmi pace

E a ricordare amaramente quel che fui…

8 marzo 2015

8 marzo © Paula Becattini


Ombra sospesa

Anemone di mare

Tra fili di luce un’ombra sospesa
sottolinea questa mia straziante mancanza
che dovrei bastarmi, ma niente è mai abbastanza
se non ami nemmeno te stessa

E se baciassi un sogno, il mio sogno, lo so
mi porterebbe via chissà dove e per quanto
in piccole effimere felicità rubate
nell’attimo in cui diventiamo un desiderio posseduto

Ma io vorrei possedere la certezza
che per te sono la cosa più bella che ti sia capitata
e che non ci saranno abbracci vuoti
in ogni momento delle nostre giornate.

7 marzo 2015

Ombra sospesa © Paula Becattini


Vado…

Il caffè prima della partenza
sorseggiato in silenzio
insieme alle mille domande
che vorremmo lasciare a casa
e alle paure che invece
ci portiamo comunque ovunque
ha per me lo stesso aroma
di un bell’amore infranto.

24 febbraio 2015

Vado… © Paula Becattini


Ogni nostro difetto

Campagna intorno a Sarteano (Si)

E ci teniamo stretto ogni nostro difetto
come una certezza,
come la parte migliore di noi.

E l’ostinazione, la veemenza,
la possessività, la diffidenza,
l’illusione, la malinconia…

Non sono sicura di voler invecchiare
in solitudine con loro.

21 febbraio 2015

Ogni nostro difetto © Paula Becattini


Non m’appartiene

E se ancora ti dicessi
che questi tramonti sono nostri
– soltanto nostri –
e questi baci l’intimità più stretta
tra due folli amanti,
direi solo una bugia a me stessa.
Ché di tramonti e baci
donati a occhi di varie forme
e rubati per puro piacere
non ti sono mai mancati,
adesso che tutto questo
in realtà più non m’appartiene…

20 febbraio 2015

Non m’appartiene © Paula Becattini


Trafigge la realtà

Trafigge la realtà
— come mille spine in un colpo —
tra l’impotenza e l’affanno.
Ed io una sola certezza:
che niente mi appartiene.

Nemmeno l’amore.

Forse non è questo
il mio e il nostro tempo.
M’incontrerai altrove.
Nessuno se lo aspetterà,
nessuno saprà, ed io attendo.

L’eternità…

30 novembre 2014

Trafigge la realtà © Paula Becattini


Come uno scorfano

Scorfano

Immobile sul fondo, con lo sguardo perduto.

30 novembre 2014

Come uno scorfano © Paula Becattini


Chaos

Cavalli rossi, Nuovo Teatro dell'Opera di Firenze

Dieci le dita, dieci i tocchi sulla pelle
i pensieri, le parole che si lanciano
a dare un senso, a ricordare
quanto è difficile dosare le proprie forze
e l’amore, le convinzioni
in questo moto perpetuo trascinante.

Vorrei semplicità, naturalezza
rimettere ordine nell’anima
ché del caos primordiale ho la scintilla
e la furia degli elementi,
uno scontro tra titani,
padri delle angosce e delle mie reazioni.

Ma poi,
se mi guardo dentro,
un universo…
e così comprendo.

5 ottobre 2014

Chaos © Paula Becattini

 •

«Dunque, per primo fu il Chaos, e poi
Gaia dall’ampio petto, sede sicura per sempre di tutti
gli immortali che tengono le vette dell’Olimpo nevoso,
e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade,
e poi Eros, il più bello fra gli dèi immortali,
che rompe le membra, e di tutti gli dèi e di tutti gli uomini
doma nel petto il cuore e il saggio consiglio.
Da Chaos nacquero Erebo e nera Nyx.
Da Nyx provennero Etere e Hemere
che lei partorì concepiti con Erebo unita in amore.»

(Esiodo, Teogonia, 116-125)


Nel tempo che indietro torna

Nel tempo che indietro torna
con la mente, nei ricordi
tu eri mille volti ed io nessuno.
Sequenza di fermi immagine
una bella donna austera
e dolce e fragile alla stessa maniera
come la natura.

Ma tu…
tu alla fine dei tuoi giorni
oltre l’impronta data
e quella negata
nell’amore e nel dolore
mi sei rimasta dentro.

E così ti ritroverò sempre!

Nel silenzio più assoluto,
tra il fragore delle risate,
in un bacio all’amato,
quando griderò vittoria,
quando piangerò per una perdita
che mai sarà più grande della tua,
ma pur sempre importante.

Ed io ne traggo forza.

Tu mi sei accanto ancora…
Mi sento amata.

Grazie, mamma.

28 settembre 2014

Nel tempo che indietro torna © Paula Becattini


Al principio

Quando fu
che le mie labbra
desiderarono le tue?
E quando l’innocenza
non mi parve più tale,
tanto da rinnegarla
al pensiero di te
sopra i miei turgidi seni?

Non un tempo, indefinito…
In fondo siamo felicità perdute
e mai ritrovate.
Tenersi stretti e non lasciarsi…

Questo fu al principio delle cose.

E poi tormento.

25 settembre 2014

Al principio © Paula Becattini


Con la valigia in mano

Del mio amore, con la valigia in mano,
ne farò un lungo viaggio
nonostante le partenze e i ritorni
gli addii e gli abbracci e le lunghe distanze.

Del mio amore, con il tempo che scorre,
ne farò il centro di quel crocevia
dove avremo appuntamento
da dove ripartiremo per poi ritrovarci.

E non ti chiedere in qual luogo
porteranno i miei occhi e le mie mani
e se dovremo sacrificare pezzi di noi
lungo questo cammino impervio

che io viaggerò come rondine
in quel sole offuscato e poi riapparso
in quella terra che ti ha visto crescere
e sopra ogni altra cosa per imboccarti di baci

fosse per una stagione, fosse per sempre
nomade in terra, fedele in amore
nella malinconia dell’assenza
nella pienezza dell’essenza.

Perché è gioia sapere che ti sono nel cuore
nel bisogno di condivisione
nonostante le mie partenze e i miei ritorni
con la valigia in mano… Amore.

7 settembre 2014

Con la valigia in mano © Paula Becattini


Luce e cielo terso tra i tetti

Luce e cielo terso tra i tetti
è un dono quel sorriso
strappato alla quotidianità
che ti si allarga al petto
e avanza un po’ di felicità
fin nelle profonde pupille.
Non c’è ragione né ricordo
forse solo il calore, l’aria
il passo veloce sulla strada
a portarti chissà dove
come il destino tra le sue mani
quando ancora ti amava.
Quando ancora ti baciava
il corpo aveva il fuoco
l’ardire di osare e mostrare
quel che adesso si nasconde
e teme di esser deriso
che non c’è più giovinezza.
Ma è un dono quel sorriso
riesploso improvviso
mentre respiri e vivi
mentre passeggi per le vie
di una città svuotata
pare solo per il tuo piacere.
E tutto il resto cessa di essere
e non fa più male.

7 agosto 2014

Luce e cielo terso tra i tetti © Paula Becattini