Ultima

I dettagli delle Aquile (Moto Guzzi)

VIII Giorno delle Dinamo.
VII Weekend delle Moto Guzzi.
Tempo meraviglioso e… tante moto, tanta bella gente.
Ormai sono passate due settimane: già il pensiero corre su due ruote verso altre mete.
Ma i dettagli… i dettagli sono una vera passione.
Così le varie V7 e discendenti, in quei due giorni tirate a lucido, sono state una tentazione.
Dettagli che a volte ti fanno “imbelvire”.
Della serie: “Maledetto pelo! Ma proprio lì dovevi stare?!? E tutta questa polvere? Perché non l’ho vista prima?!?”
Dettagli che, a (ri)vederli, ti fanno (ri)sentire la roboante anima di un mito.

Il giorno delle Dinamo – VIII edizione
Castrocaro Terme (FC)
16- 17 luglio 2011

Cilindri Italiani – Sito ufficiale del Moto Guzzi V7 Club Italia

*

Testata V7 - Moto Guzzi Leggi il resto di questa pagina »

Dentro di me…

I giardini del Castello di Chambord (Loira, Francia)*

Tu non sai quanta pena mi dai
chiusa in quel bozzolo di carne
bramar viaggi lontani
e mille vite tracciate sulla carta
Mischiar la pioggia con le lacrime
al ritmo di un battito crescente
Riempire strade e vuoti interiori
Tu non lo sai
Non sai il dolore che provochi
come schianta in petto e corre
in fuga verso mete irreali
Lontano, lontano,
tra gente che non sei tu
comunque riflessa nei loro occhi
cercando un’immagine diversa.
Quanto dolore provochi
Tu non sai eppure sai
ché trasformi l’essere in essenza
per poco o per sempre, non importa
Tu sei me e non sai quanta pena
saperti sola con i tuoi pensieri
povera cagna ferita
tornare zoppicante ma libera
mostrare la tua nuova cicatrice
E aspettare che torni la pace
dentro di me…

20 luglio 2011

*

Dentro di me… © Paula Becattini

*

Leggi il resto di questa pagina »

Haiku #13 (…e non solo)

Foss’anche eterno è
tramonto senza sole
– eco d’inganni –

18 luglio 2011

*

Haiku #13 © Paula Becattini

*

La dedica (racconto)

Mi chiamo Haiku e di giapponese ho solo la madre, gli occhi a mandorla e il buffo nome di un tipo di componimento poetico, datomi da mio padre il giorno stesso in cui sono nata, ispirato dalla recente scoperta.
Ne era affascinato e così mi ritrovo un nome che sembra uno scherzo; scherzo che in fondo poi non è, avendomi trasmesso anche il piacere della scrittura.
Mia madre si vergogna solo a pronunciarlo, ma dentro ho il fuoco, la passione, l’energia e l’ispirazione che l’hanno fatta innamorare di lui e così, dopo aver acconsentito a suo tempo, continua a chiudere un occhio e a sospirare di nascosto.
Papà è stato fortunato a incontrarla. Lei sa come trattarlo senza “costringerlo” e lo completa donandogli quel che gli manca: il giusto equilibrio.
Lui non lo sa, ma è così.
Invece io, per certi versi, sono ancora un po’ “bastarda” o incompleta, se preferite; oppure semplicemente testarda, ficcandomi sempre in situazioni dove, per un motivo o l’altro, “ardo” con violenza emotivamente: a scuola, al lavoro, in amicizia, in amore…
Soprattutto in amore.
Ormai non sono più una ragazzina: dall’alto dei miei quarant’anni me ne faccio una ragione. Forse.
E colpevolizzarsi non è mai abbastanza. Mi dicono che non sia giusto, ma non so cosa va in me, non so dove sbaglio. Soffro per amore e a guadagnarne qualcosa sembra sia solo la mia ispirazione.
Forse sbaglio nel pretendere la lealtà in un rapporto. Pura utopia: chi non ha un segreto?
Già… ma purtroppo le bugie le fiuto a distanza.
E non sopporto chi nega l’evidenza.
Ieri sera mi sono ritrovata tra le mani l’ultimo romanzo della Mazzantini, Nessuno si salva da solo. Ho iniziato a leggerlo.
La mia dedica sul frontespizio è molto recente, appena tre mesi – avevo già in qualche modo rimosso –.
Nel procedere con la lettura mi son detta: «Cavolo! Questo libro vomita disagio e dolore da ogni carattere stampato!»
Ecco perché non è riuscito a finirlo.
È invece per me l’ideale; per me che stasera soffro e provo dentro tanto inspiegabile disagio che il sapere qualcuno sta peggio mi rincuora.
Non so come andrà a finire la storia e, a dire il vero, non m’interessa.
I due protagonisti sembrano talmente “fuori” e sbagliati insieme che ti vien voglia di urlargli: «Ma fatela finita! E basta!»
Se si lasciano è la cosa più giusta.
Ma se poi si rimettono insieme? Un miracolo… l’ennesimo miracolo.
Il mio, il nostro, quello di molti altri – ma sempre meno –, dove l’amore trionfa. Nonostante tutto.
La realtà di chi sta diventando una minoranza.
Un giorno ci perseguiteranno come i primi cristiani, ci stermineranno come gli ebrei; ci sentiremo talmente soli e fuori dal tempo da sfociare nella pazzia.
Mi sento una minoranza.
Semplicemente perché credo ancora nell’amore e gli sono fedele nel senso più ampio del termine?
Solo perché non faccio della trasgressione le fondamenta della mia vita?
Ma quante volte ancora dovrò morire per risorgere dalle ceneri?
Nessuno si salva da solo…

«A noi due.
Che non resistiamo
alla tentazione di
“un’ultima volta”
e facciamo sì che
tutto ricominci come fosse
la
prima volta”.
Ti amo.»

La dedica sul frontespizio.

19 luglio 2011

*

La dedica © Paula Becattini

Il primo non si scorda mai

Come il primo bacio…
Anche se questo in digitale mai! A differenza del primo scatto.
A quei tempi non avevo un’attrezzatura fotografica vera e propria e mi arrangiavo come potevo.
Ma da sempre ho spirito d’iniziativa. Così, essendomi capitata tra le mani una Canon PowerShot G2, mi diedi subito da fare proponendomi a vari clienti!
Non avevo assolutamente idea che già dagli anni Ottanta fossero entrate in produzione le prime fotocamere digitali: per me era come esplorare un nuovo universo.
E così applicai le mie conoscenze in materia di fotoritocco a quelle di fotografa inesperta.
Il risultato raggiunto in quel lontano settembre 2004 tutt’oggi mi gratifica.
Fu utilizzato per la copertina di un catalogo di una nota azienda di Campi Bisenzio che importa prodotti biologici da tutto il mondo.
Il tutto diventò poi in un bel minestrone; a parte le pannocchie di mais, che fino a due anni fa (insospettabilmente) hanno fatto mostra di sé sulla libreria di casa.

Cesto di verdure varie

*

Canon PowerShot G2
04/09/2004

Velocità otturatore: 1/10 sec
Numero di apertura: f/2
Apertura: f/2
Lunghezza focale: 7 mm
Metodo misurazione: pattern
Pixel:  3386 x 2370
Scatto in formato: Jpg

*

Cesto di verdure varie © Paula Becattini

Mi mancano le parole…

Ok… ogni tanto capita anche a me.

Paolo Schneider non lo conosco se non attraverso i brevissimi post e le foto del suo blog.
Sono una sua “fedele” lettrice (così mi ha definita!).
In effetti lo seguo assiduamente perché, a differenza di me che scrivo scrivo scrivo, Paolo mi sa che sia un tipo silenzioso.
Così lo immagino e non posso fare altrimenti.
Ma le sue immagini parlano: spesso mi fanno sorridere, altre m’inteneriscono, tutte lo descrivono benissimo.
Come quelle raccolte nel libro:

Il mio mare
albe, onde, tramonti

A Firenze si dice: icchè ci ‘a ci ‘ole!  (Quel che ci va ci vuole)
Grazie.

14 luglio 2011

*

Mi mancano le parole… © Paula Becattini

Crime in my kitchen: Intimi Racconti di Viaggio – #3

Siamo arrivati al terzo appuntamento (il secondo l’ho perduto!) di
Intimi Racconti di Viaggio: “Crime in my kitchen” proposto da Martina Uras.
Questa volta le fotografie sono di Germano Vitali.

*

“Mhmm, che bello osservare e ascoltare il lento sobbollire”.
Blob, blob…
Il rosso mi cattura, fin quando scoppia una bolla lanciando schizzi un po’ ovunque, anche sul mio candido grembiule. Sembra sangue.
Osservo meglio il contenuto nella pentola: una poltiglia indefinibile, ormai! Uhuu, un senso di nausea mi pervade. Il potere della mente! Pensi a qualcosa di rivoltante e lei si ribella.
Blob, blob…
In fondo è solo marmellata.
Sapessi almeno il perché di questa pazzia culinaria! Non amo fare le conserve, preferisco il salato al dolce, in cucina sembra sia stato commesso un crimine, insomma: si tratta di un messaggio subliminale!?!
Blob, blob…
Giuro, non lo farò mai più!
Spengo il fuoco.
Adesso ne lascio un po’ da parte per il dessert di stasera e il resto lo travaso bollente nei vasetti.
«Chiudere con le capsule, capovolgere i vasi sul piano di lavoro e girarli quando sono freddi. Attendere un paio di mesi prima di consumare» è scritto nella ricetta.
Un paio di mesi, addirittura. Come si dice? La vendetta va servita fredda? Oppure era “su di un piatto d’argento”?
Ahahah!
Sembra buona, la mia prima marmellata.
Sì, non lo farò mai più. Non ne vale la pena. Meglio trascorrere il tempo così, preparando manicaretti deliziosi, leccornie per il palato, che mente e corpo comunque ne giovano, e lasciare tutte le cattiverie fuori. Attendere il rientro del marito con pazienza e poi coccolarlo.
Non è mica una colpa essere casalinga!
Ritrovarsi senza lavoro, senza una carriera, senza colleghi che credevi amici… maledetta crisi! Vorrei ucciderti, se solo potessi!
Perdere la propria identità non è facile da sopportare, ma il momento critico è ormai passato.

*

AVVISO DI MORTE

Con il presente atto, la sottoscritta Rebecca C., nella sua qualità di medico e familiare del defunto

DICHIARA CHE

Il giorno 13 nel mese di luglio dell’anno 2011 alle ore 15,30
nella sua cucina posta in via Tal dei Tali n. 5

È DECEDUTA

Rebecca C. di anni 43.

E DICHIARA INOLTRE CHE

La salma trovasi all’indirizzo sopraindicato a disposizione del medico che sta invasando a caldo la marmellata ai frutti di bosco, da lui stesso preparata in un attimo di follia nonostante gli oltre 40° C di temperatura esterna, per festeggiare l’evento.

*

Rosso, rosso sangue, rosso fuoco, il colore della passione!
La prossima volta marmellata di carote, arance e limone: si dice che l’arancione sia il colore della concentrazione, del distacco dalle passioni terrene, legato all’energia fisica e mentale, all’attività e alla creatività.
È arrivato il momento di prendersi cura d’altro.
Pulirò il misfatto più tardi, con mooolta calma.

13 luglio 2011

*

Crime in my kitchen © Paula Becattini

È triste aver bisogno di te

Piazza Armerina (dicembre 1998)*

Amore indifeso

Se sono venuta
a bussare alla tua porta
l’ho fatto un po’ per bisogno
un po’ per sbaglio,
ché non si comprendono certe azioni.
Come lo schioccare improvviso
di un bacio sulla guancia.
E il perpetuare di un amore
indifeso come bimbo
smarrito tra la folla.

18 marzo 2010

*

Amore indifeso © Paula Becattini

*

«È triste aver bisogno di te…»
Ormai non riusciva più a togliersi dalla testa questa frase.
Non poteva essere così, no.
Forse tanto tempo fa, forse in una vita precedente, ma non ora.
Eppure lei aveva avuto il coraggio – se così si può definirlo –, aveva avuto il coraggio di dirglielo in faccia.
E ora?
Niente. Si guardava allo specchio, cercando di scorgere qualche segno sul viso a riprova della sua negativà.
Leggi il resto di questa pagina »

Un incontro molto naturale tra le vigne di Vallocaia di Bindella

Vin Santo di Montepulciano DOC Dolce Sinfonia 2006*

Sabato piovoso quello di sabato scorso a Chianciano Terme, che però ha saputo regalare, il giorno dopo, un cielo cristallino e una temperatura non troppo calda, ideali per una passeggiata.
E così c’incamminiamo verso la località Tre Berte, ovviamente non a caso:
l’appuntamento, questa volta, è con un altro Vin Santo DOC, quello di Montepulciano e nello specifico della Società Agricola Bindella.
Continua l’avventura intrapresa circa due mesi fa…
Abbiamo preferito non percorrere la Strada Statale, in modo da godere un po’ della campagna circostante, tra Chianciano e Montepulciano, e della zona di Argiano.
La Campagna di MontepulcianoUna volta arrivati, ci è venuto incontro salutandoci calorosamente il dott. Giovanni Capuano, enologo e direttore della produzione dell’azienda, il quale gentilmente ci ha accolto senza riserve e poi accompagnato per quasi tre ore, spiegandoci la filosofia aziendale e trasmettendoci la propria passione e grande competenza.
Vallocaia nasce nel 1984 per desiderio di Rudi Bindella, affermato imprenditore svizzero. E da quel momento in poi il contatto con la natura viene assecondato in ogni sua manifestazione e viene coltivata la terra in modo naturale, senza forzature, con grande attaccamento, attenzione e gioia di vivere.
Non è un caso il motto terra vite vita, che molto probabilmente si riallaccia a quello latino Ex vite, vita (dalla vite, la vita).
Leggi il resto di questa pagina »

Ciao Stensy

Stensy*

Vorrei ricordati così
all’opera tra i motori
a raccontar di come carbura un’Indiana
e con le mani sporche di grasso
macchiare i visi degli angeli
che ben sanno cosa si prova
farsi accarezzare dal vento.
Come sulla tua moto.

30 giugno 2011

*

Ciao Stensy © Paula Becattini

*

Ieri è scomparso un amico che molto ha dato – grazie alla sua passione – nel lavoro e a tutti coloro che gli affidavano le proprie motociclette.
Questo il mio saluto: certa che sarà condiviso dai molti che lo hanno conosciuto e apprezzato anche per la gioia che sapeva trasmettere, in ogni momento.
Ciao Stensy…

 

L’incanto

Sagrada Família (interno) - L'incanto del bosco*

In alto propende
nonostante l’infinite volte
intrappolato:
cinque le dita
tra gli occhi e l’impeto altrui.
Non mi resta
che abbandonare i sensi
e lasciarmi cadere
nella meraviglia di chi
il suo pensiero
ha saputo renderlo
materia viva…

24 giugno 2011

*

L’incanto © Paula Becattini

*

La Sagrada Família (interno) - particolare di una colonnaLa Sagrada Família (interno) - una colonna*

Leggi il resto di questa pagina »

La Cittadella di Roses

Veduta dall'alto delle mura della Cittadella di Roses*

Appena superato il confine francese, nella comunità autonoma della Catalogna, in Spagna, si affaccia nel golfo omonino Roses, ridente porto di pesca e turismo e bella località balneare.
Dista circa 60 km da Girona e 160 da Barcellona.
Mi ha stupito il notarvi come venga snobbata da noi italiani (a differenza di francesi, tedeschi e, ovviamente, gli stessi spagnoli).
Eppure a Roses non manca niente: sole, mare, ristoranti per tutti i gusti, divertimenti, tranquillità, cultura… e, soprattutto, la possibilità di avere tutto ciò a dei prezzi ancora accettabili accompagnati da una calorosa accoglienza e ottimi servizi, da noi ormai dimenticati.
Già, perché – mi duole dirlo – l’Italia resterebbe per me una delle mete più ambite se non fosse per il fatto che costa troppo, è carente di strutture ricettive di buona qualità e personale addetto qualificato.
E così mi accontento. Si fa per dire…

Una curiosità
La Ciutadella è un recinto di stile rinascimentale che racchiude tutti i resti archeologici della città.
Vi si entra per la monumentale Porta de Olaz: all’interno i resti dell’antica città greca di Rhoda fondata non prima del V secolo a.C., i resti della città romana dei secoli II-VI e, infine, il Monastero di Santa Maria in stile romanico-lombardo dell’XI secolo.

16 giugno 2011

*

Interno della chiesa di Santa Maria (Cittadella di Roses)

Leggi il resto di questa pagina »

Ordito di passione

Radici di Roses (complesso monumentale della Cittadella)*

Eppur
se penso a noi
come intrecci di parole
non vorrei comunque
sciogliere questi nodi
che penetrano
fin dentro la carne,
affondando
quanto radici nel terreno.

8 aprile 2009

*

Ordito di passione © Paula Becattini

*

Leggi il resto di questa pagina »