Articoli con tag “Paula

Ordito di passione

Radici di Roses (complesso monumentale della Cittadella)*

Eppur
se penso a noi
come intrecci di parole
non vorrei comunque
sciogliere questi nodi
che penetrano
fin dentro la carne,
affondando
quanto radici nel terreno.

8 aprile 2009

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Ordito di passione © Paula Becattini

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L’AIS alla Corte Pavone di Montalcino

Brunello di Montalcino DOCG 2004 Corte Pavone*

L’appuntamento per noi della Delegazione Firenze era fissato alle 8,00 all’uscita “Certosa” della A1 per poi proseguire per il raccordo autostradale Siena-Firenze.
Ma abitando a Reggello ho preferito avviarmi in solitario, percorrendo l’autostrada del Sole fino all’uscita “Valdichiana-Bettolle” e attraversare le colline della Val d’Orcia toccando Trequanda e San Giovanni d’Asso.
Inutile dire che, nonostante alla guida, mi sono riempita gli occhi e l’animo di bellezze dalle tonalità del grano, dalla morbidezza del velluto e da un cielo azzurrissimo picchiettato qua e là da qualche nuvola bianca (rompendo così la monotonia) che tipicamente segnano questo territorio a metà giugno.
Arrivata con largo anticipo e meravigliandomi della splendida posizione che gode l’azienda Loacker Corte Pavone a Montalcino, ho avuto modo di ambientarmi ed essere accolta calorosamente dalla signora Telsche Peters, preziosa figura che cura le public relation in azienda.
Il gruppo guidato da Massimo Castellani e accompagnato da Leonardo Bartolommei della Delegazione Siena arriva, la visita finalmente parte in un clima rilassato e gioioso al tempo stesso.
Quando si dice Loacker immancabilmente il pensiero corre ai wafer o frou frou (frufrù) come diciamo a Firenze, forse a causa del tipico rumore che fa quando viene morso…
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Ristorante Enoteca dell’Acqua – Locandina evento degustazione

Evento degustazione "Pizza & Vino" (locandina)*

Committente
Ristorante Enoteca dell’Acqua

Locandina
Evento “Pizza & Vino. Che passione!”
F.to A4

8 giugno 2011

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Creativo Paula Becattini


Orizzonte curvo

Montalcino sulla linea d'orizzonte*

Arrivare a te
è come imboccare
nuove strade
docili al passo
nelle camminate serali
inebrianti in curva
nei pomeriggi chiassosi.
Ed ogni volta
l’orizzonte appare curvo
l’infinito oltre
se chiazzato
di nuvole bianche
oppure pressante
se carico di lacrime.
Arrivare a te
è vivere un amore
dolcemente plastico
e per questo meraviglioso.
Arrivare a te
è come abbracciare
il proprio destino.

16 giugno 2011

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Orizzonte curvo © Paula Becattini

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Ombre

Ombra in corsa sull'asfalto*

D’ombra bagno il silenzio
se mi guardo dentro:
tonalità rubate
dal mio essere camaleonte
su pareti chiazzate di vita.
D’ombra bagno quelle giornate
che non decollano,
tracciando una linea
d’orizzonte troppo distante,
una via d’uscita troppo faticosa.
D’ombra mi cibo verso sera,
fin quando la notte non confonde
anche gli ultimi pensieri
baciati a volte dai chiarori
di una luna bastarda.

14 giugno 2011

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Ombre © Paula Becattini

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Tanka #3

È senza vento e
privo di canto questo
mio clima mite.

– Brillano al buio gemme
di emozioni crescenti –

18 aprile 2009

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Tanka #3 © Paula Becattini

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Il Tanka (letteralmente “poesia breve”) è un componimento poetico d’origine giapponese di 31 sillabe.
Nato nel V secolo d.C., non ha subito variazioni nel corso dei sedici secoli della sua storia. A partire soprattutto dal XVII secolo, i primi tre versi iniziarono ad essere usati come una poesia a sé, dando vita all’Haiku.
Privo anch’esso di titolo, è diviso in due parti e composto da cinque versi di 5 e 7 sillabe, così disposti: 5, 7, 5/7, 7.
I primi tre versi formano il kami no ku (strofa superiore); gli ultimi due lo shimo no ku (strofa inferiore). Le due parti devono produrre un effetto contrastante per quanto riguarda il contenuto.
Bisogna tener presente che nella lingua giapponese non si contano le sillabe, ma gli onji, i segni grafici della scrittura (sillabica) giapponese.
In italiano, per il conteggio delle sillabe si possono seguire due regole: quella del conteggio ortografico (numero reale delle sillabe) oppure quella del conteggio metrico (che tiene conto dei versi tronchi, dei versi sdruccioli, della crasi, dello iato…).
Personalmente il conteggio metrico è quello che preferisco e che, generalmente, utilizzo.
Il tanka qui proposto rispecchia molto il mio stato d’animo di oggi…


Tuscany

Val d'Orcia - Tornanti di Monticchiello*

Ad uno ad uno
nel contare i cipressi
dei filari tra i vellutati colli
è morbido ascoltare
il fischiare del vento
il rombo del motore
i pensieri scivolare
nei tornanti sorridenti
a mo’ di bimbi
nella prima infanzia.

28 maggio 2011

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Tuscany © Paula Becattini

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Val d'Orcia - Tornanti di Monticchiello

Val d'Orcia - Tornanti di Monticchiello

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Pensiero triste

È la sensualità che avrei voluto accarezzare
in punta di passi nutrendo il silenzio reciproco,
ascoltando ad occhi chiusi la fibra lungo il fianco.
Forse nella vita sono così, tanghera nell’anima:
piango lo spacco per allungar la gamba
e la libertà d’un ritmo portato via dal vento.
Non pianger se la tristezza mi fa bella…

27 maggio 2011

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Pensiero triste © Paula Becattini

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Odisseyamour

Salvataggio*

Naufragé par un sentiment de vide
Je quitte les incertaines rives.
Le voile de mes yeux faibles
ne m’a pas empêcher de regarder ailleurs.
Il y aura une légère brise
qui remplit encore mes voiles …

Traduzione dall’italiano al francese di “Odisseamore”

1 ottobre 2010

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ODISSEAMORE

Naufrago
da un senso di vuoto
lascio sponde incerte.
La velatura
dei miei deboli occhi
non m’impedirà
di cercare altrove.
Ci sarà
una leggera brezza
che riempia ancora
le mie vele…

15 marzo 2002

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Odisseyamour/Odisseamore © Paula Becattini

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Un motivo senza fine

Logo Foglie Natura*

Certe notti sono bianche
come latte caldo fumante
che ti scende bruciante
e due lacrime ti prendono
trattenute tra le ciglia
senza che tu lo voglia.
Altre sono lievemente rosa
tra quegli abbracci e baci
tra le parole che a lui taci
senza comprendere ancora
se l’infinito vi appertiene
nonostante le varie pene.
E ti mancano quelle focose
ché il tempo è tiranno
e guardi il tuo inganno
riflesso in uno specchio
che muto grida il passare
di una vita tutta d’amare.
Stasera è notte solitaria
e ancora non so ma
niente va per un verso.
Del resto io sono qua
tra me e me e le mie rime
in un motivo senza fine.

25 maggio 2011

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Un motivo senza fine © Paula Becattini

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Logo vettoriale
02/03/2010

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Il Barolo a Firenze – parte seconda

Il Barolo a Firenze*

Passato il ciclone “Renzi”, l’evento – già comunque animato fin dall’inizio – ha continuato il suo corso.
Quattordici i produttori del pregiatissimo Barolo di Castiglion Falletti: Az. Agr. Brovia, Cascina Bongiovanni, Tenuta Montanello, Az. Agr. Monchiero, Cav. Bartolomeo, Sobrero, Az. Agr. Monfalletto, Cavallotto F.lli, Terre del Barolo, Az. Agr. Sordo, Ceretto, Rocche Viberti, Cantina Gigi Rosso, Fontana Livia.
Verso le 17,00 la sala era piena e l’atmosfera molto viva.
In tutto oltre 60 le etichette in degustazione che comprendevano, oltre al Barolo di diverse annate dal 2001 al 2007, anche Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Langhe Nebbiolo e Langhe Arneis.
In fondo alla sala era presente anche un banco di ottimi prodotti tipici che hanno contribuito a rendere ancor più piacevole e accattivante l’evento, nonché dando un giusto sostegno alla degustazione dei vari vini.
La riuscita, grazie anche all’efficienza dei vari sommelier in servizio presenti in sala, avrà sicuramente reso felice Massimo Castellani.

Curiosità & Consigli (ma molto personali…)
Simpaticissimo il sig. Dario dell’Az. Agr. Cavalier Bartolomeo, il quale con orgoglio mi ha offerto anche un Barolo Chinato e una Grappa di Barolo estratta con un metodo antico di distallazione a bagnomaria, tipico del Piemonte.
Il Rosè dell’Az. Agr. Livia Fontana ha colpito tutti noi, invece, per il suo bellissimo rosa brillante con riflessi corallo. Nasce dal salasso di Barbera e Nebbiolo in parti uguali, ed è fresco, fruttato, ricco di sentori di lampone e fragola.
Il Barolo Rocche di Castiglione 2001 dell’Az. Agr. Sordo stupisce per il suo tannino ancora giovane. Un’annata molto particolare, mi riferisce la signora… un vino che fa prevedere una vita molto lunga! Come le sue vigne, le più antiche: circa ottanta anni. Prosit!

Due parole sul Barolo
Il Barolo, più volte definito il re dei vini, è una delle denominazioni italiane di maggior pregio. Il vitigno utilizzato è il Nebbiolo – le sottovarietà autorizzate sono Lampia, Michet e Rosè –  e la maturazione avviene tardivamente, verso la fine di ottobre.