L’AIS alla Corte Pavone di Montalcino

Brunello di Montalcino DOCG 2004 Corte Pavone*

L’appuntamento per noi della Delegazione Firenze era fissato alle 8,00 all’uscita “Certosa” della A1 per poi proseguire per il raccordo autostradale Siena-Firenze.
Ma abitando a Reggello ho preferito avviarmi in solitario, percorrendo l’autostrada del Sole fino all’uscita “Valdichiana-Bettolle” e attraversare le colline della Val d’Orcia toccando Trequanda e San Giovanni d’Asso.
Inutile dire che, nonostante alla guida, mi sono riempita gli occhi e l’animo di bellezze dalle tonalità del grano, dalla morbidezza del velluto e da un cielo azzurrissimo picchiettato qua e là da qualche nuvola bianca (rompendo così la monotonia) che tipicamente segnano questo territorio a metà giugno.
Arrivata con largo anticipo e meravigliandomi della splendida posizione che gode l’azienda Loacker Corte Pavone a Montalcino, ho avuto modo di ambientarmi ed essere accolta calorosamente dalla signora Telsche Peters, preziosa figura che cura le public relation in azienda.
Il gruppo guidato da Massimo Castellani e accompagnato da Leonardo Bartolommei della Delegazione Siena arriva, la visita finalmente parte in un clima rilassato e gioioso al tempo stesso.
Quando si dice Loacker immancabilmente il pensiero corre ai wafer o frou frou (frufrù) come diciamo a Firenze, forse a causa del tipico rumore che fa quando viene morso…
E in effetti è nel 1996 che Rainer Loacker decide di venire in Toscana. E non in un posto qualsiasi!
A Corte Pavone si producono, su una superficie di 17 ettari, Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, un cuvée di Cabernet Sauvignon e Merlot (“Levante”) e recentemente un vino da dessert (“Rosa dei venti) con uve Sangiovese e Moscato.
I vigneti sono posti a 450-500 metri di altitudine, trovandosi quindi in una delle zone più alte di Montalcino, che si rivela di grande utilità se si tiene conto dei recenti cambiamenti climatici.
La filosofia produttiva si basa su metodi biodinamici, in quanto Rainer Loaker sostiene che “Le cose buone, così come la natura, sono “libere”.
Anche la nuova cantina, cuore dell’azienda, inaugurata tre anni fa, è stata realizzata secondo i principi della bioarchitettura.
La luminosa e grande sala di degustazione invece si affaccia su un panorama meraviglioso che incornicia il centro storico di Montalcino.
La signora Telsche ci ha poi proposto il Rosso di Montalcino DOC 2009, un’interessante verticale di Brunello di Montalcino DOCG 2006, 2005, 2004, 2003 e un Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2004 e 2001  in degustazione, tutte egregiamente guidate da Massimo Castellani.
In generale sono presenti profumi di frutti di bosco, spezie (tabacco), cacao e una leggera mineralità, ma ogni annata ha comunque una sua caratteristica  segnata dall’andamento climatico e dalla sapiente mano dell’uomo che ha guidato la vendemmia e la successiva vinificazione.
A conclusione della visita un pasto leggero con la possibilità di degustare i vini delle altre due aziende Loacker – la Tenuta Vinicola Schwarhof in Alto Adige e l’Azienda Vinicola Valdifalco in Maremma – e un ricordo offerto dalle  Delegazioni di Siena e di Firenze come ringraziamento dell’accoglienza ricevuta.
Merita sicuramente una visita l’Azienda Vinicola Corte Pavone…

Due parole sul Brunello di Montalcino
Prodotto in Toscana nel territorio del comune di Montalcino in provincia di Siena, Il Brunello di Montalcino – Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) – può essere considerato, insieme al Barolo, il vino rosso italiano dotato di maggiore longevità: si va da un minimo di 10 anni a un massimo di 30, ma può essere conservato più a lungo, dipende dall’annata.
Può essere ottenuto solo da uve coltivate nella zona di produzione prevista dal disciplinare, utilizzando esclusivamente Sangiovese, localmente denominato “Brunello”, con un affinamento minimo in legno di rovere di 2 anni e in bottiglia almeno 4 mesi (6 mesi per il tipo riserva).
Viene messo in commercio dopo 5 anni dall’anno della vendemmia (6 anni per il tipo Riserva).
Un curiosità. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ogni anno classifica la nuova produzione, con il fine di comunicare le informazioni relative alla vendemmia a Montalcino ed ai vini Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscadello di Montalcino e Sant’Antimo.
La valutazione viene effettuata nel mese di gennaio di ogni anno, sottoponendo ad analisi chimico-fisiche ed organolettiche dei campioni di vino prodotti durante l’ultima vendemmia. Dal 1992 il Consorzio fa inoltre realizzare una piastrella celebrativa, da apporre sul muro del Palazzo Comunale di Montalcino. Le piastrelle, realizzate da personaggi del mondo dell’arte, dello sport, dello spettacolo, sia italiani che stranieri, sono in ceramica e riportano l’annata di riferimento ed il numero di stelle assegnate.

16 giugno 2011

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L’AIS alla Corte Pavone di Montalcino © Paula Becattini

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Uno dei bei panorami che circonda l'Azienda Vinicola Corte PavoneChallange millésime Bio 2001 - Médaille d'OrUn angolo della sala degustazioneSugli scaffali...La cantina: i tiniLa cantina: vasca di fermentazione in acciaio (particolare)BotteBotte (particolare)La barriccaiaMassimo CastellaniLeonardo Bartolommei e Massimo CastellaniA ringraziamento dell'ospitalità...Montalcino visto dalla terrazza dell'Azienda Vinicola Corte Pavone

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