Portami al mare
Con debole sguardo
sorrido al mio vagare
senza tregua notturna,
alla ricerca di brezza
nella calura di casa
pur sapendo che fuori
troverei la luna
e forse un po’ d’aria
a calmar l’agitazione.
Non è forse paura?
Ma paura di cosa?
a far sì che la chiusura
sempre più serrata,
circoscritta a una stanza,
e l’umore basso
senza desiderio alcuno
mi fa sembrare fantasma
che vaga, vaga col pensiero.
Saranno la passione, l’afa,
i temporali tropicali,
il poco lavorare,
la crisi di un’epoca strana…
Non riesco a creare
un che di sensato
in questa estate,
se non quest’eco urlato:
“Portami al mare,
portami al mare
a far l’amore”.
6 luglio 2009
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Portami al mare © Paula Becattini
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Ed io ti “fiammo” la crema!
Per me è solo una questione di… poesia, anche in cucina: non è la stessa cosa, nonostante il risultato possa essere migliore.
E così inorridisco quando al ristorante mi caramellano lo zucchero della crema catalana con il flambatore da cucina.
In realtà ci vorrebbe la planxa per cremar (in catalano), un disco di ghisa che scaldato sul fuoco per alcune decine di minuti e poi appoggiato sopra caramella lo zucchero all’istante.
Ma in mancanza di questo, perché non flambare lo zucchero grazie all’utilizzo di un liquore o un distillato e creare così un effetto scenografico a tavola che attira sempre?
Perché ne altererebbe il sapore originale?
Allora, in nome della tradizione, meglio usare il ferro per cremare, che comunque si trova in commercio.
L’utilizzo del grill del forno è rischioso, in quanto la crema fredda potrebbe impazzire (se non si mettono gli stampini e bagnomaria) e l’interno scaldare (deve invece essere freddo).
La crema catalana nella foto è stata flambata con un liquore, che poi è risultato insapore, dallo chef Alessandro Dell’Acqua.
2 settembre 2011
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Fosse stato
Fosse stato un respiro rubato
a far sollevare il petto
e con il battito fermo
fosse mancato anche il sorriso,
il tremore delle mani dallo stupore
avrebbe accarezzato il tuo viso
e il profumo sollevato
con lieve movimento.
Fosse stato un bacio e niente più
per godere dell’infinito,
avrei annientato il tempo,
invece d’imprigionarlo
e imprigionarmi ancora una volta
tra le spire di un cuore
che pulsa forte alle tempie.
Ma non ho parole se non scritte
per un silenzio consolatorio
e d’amore amato ancora.
18 luglio 2011
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Fosse stato © Paula Becattini
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Mhmm… Orval – parte prima
Matilde di Canossa l’ha definita una Valle d’oro regalandogli così il nome e l’emblema.
Ma, a quanto pare, l’Abbazia di Orval ha color oro anche il pane, la famosa birra trappista e… il formaggio.
Immersa nella valle boscosa di De Gaume e fondata nel 1070 da un gruppo di monaci benedettini provenienti dalla Calabria, Orval è una delle più importanti abbazie cistercensi del Belgio.
Il suo formaggio (di tre tipi) risale a quello prodotto per la prima volta nel 1816 dai trappisti delll’Abbazia di Port-du-Salut (Francia).
E solo ad Orval potrete degustare e acquistare il famoso formaggio trappista alla birra.
Mhmm, buono!
Specialmente con il pane ai cereali (sempre d’abbazia) imburrato.
29 agosto 2011
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Oggi sono particolarmente romantica: Greeting Card #05
Illustrazione vettoriale
28/08/2011
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Greeting Card #05 © Paula Becattini
Sola
Della solitudine
mi bastano i silenzi
raccolti nella sera
tra pensieri e parole
Solitudine interiore
che schiaccia e spreme
succo vitale
Ma l’esser sola
lascia il frigo vuoto
e troppo tempo libero
per amarsi
Di quale amore
io mi cibi
è poi tutt’altra cosa…
28 agosto 2011
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Sola © Paula Becattini
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Una curiosità
Non avevo mai visto all’opera un fotografo con un palloncino.
E mai avrei immaginato in Belgio!
Ma ciò ha stuzzicato la mia curiosità.
Questo franchising in particolare (individuato sul web al primo colpo qui!) – che dice di raggruppare i migliori fotografi in materia – cerca partner sul territorio italiano…
Che ne dite? Ci faccio un pensierino?
Sondaggio: il tuo parere è importante
Un logo – come accade per un quadro, una poesia o un brano musicale – “dovrebbe” trasmettere qualcosa all’osservatore.
Prima di tutto piacevolezza, altrimenti chi lo guarda più?
Ma non è detto.
A volte anche un logo non proprio bello bensì curioso può essere memorizzato e riconosciuto meglio di molti altri.
Per un grafico il parere degli altri è importante, e non tanto per convincersi di aver creato un’opera d’arte, bensì per capire se ha raggiunto lo scopo prefissatosi: ovvero l’intento di comunicare un determinato concetto.
Ed eccomi qua: il tuo parere mi è d’aiuto!
Le domande poste sono solo tre.
Osserva questi loghi: differiscono poco tra loro.
1) Letteralmente cosa ci leggi?
2) Quale preferisci?
3) Quale sensazioni ti trasmette il logo scelto?
Semplice no?
Volutamente non aggiungo altre informazioni: vorrei che le impressioni fossero le più spontanee possibili.
E ringrazio anticipatamente coloro che mi daranno un parere. Accetto anche critiche negative se costruttive!
27 agosto 2011
La poetica Leiden: finché m’ami…
Wikipedia ormai ti dice tutto, ma non sempre puoi consultare Wikipedia.
E così capita per caso di scoprire sui muri delle case nel centro storico di Leiden (Leida in italiano), ridente città dei Paesi Bassi nell’Olanda Meridionale, brani e poesie in lingua originale di poeti famosi, da Orazio a Eugenio Montale.
Stamani, riguardando le foto e ripensando a quanto è carina con i suoi canali, mi sono chiesta: «Quale delle mie svariate poesie mi piacerebbe fosse mai riportata in uno dei suoi muri?»
Trovo appropriata Finché m’ami, un inno all’amore e a Pablo Neruda.
24 agosto 2011
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Finché m’ami
Finché m’ami
amerò il tuo amarmi
e d’amore ti nutrirò
affinché i tuoi baci
sappiano di me
e del perpetuo
nostro scambiarci
amore e umori.
E di baci e amore
ancora saziami,
che per amore
ti porterò all’estasi,
lasciandoti mai pago
e affamato d’amarmi,
pur sapendo che
mai sarà abbastanza.
Amami…
Ch’io t’amo
come nessun’altra.
27 agosto 2008
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Finché m’ami © Paula Becattini
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Al chiaro di luna
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Op. 27 n. 2 o, più semplicemente, la sonata Al chiaro di luna di L. Van Beethoven.
L’Adagio sostenuto (Primo movimento) è adatto nel contemplare la foto… ma se siete in una “fase creativa”, vi consiglio di ascoltare il Presto agitato (Terzo movimento). E il tempo la dice lunga!
23 agosto 2011
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Sguardo
Languido,
liquido,
che travasa
dal tuo
al mio.
Ed io
mi faccio
diga…
12 maggio 2008
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Sguardo © Paula Becattini
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“Sensi, forme e colori”… chiude
Ebbene sì…
Da domani, 31 luglio, fino al 21 agosto.
Buone vacanze a tutti!
Geisha innamorata
Io sono.
Sono la perfetta incarnazione
di grazia e seduzione.
Io sono.
Sono l’arte e l’essenza
oltre l’avvenenza.
Io sono.
Sono l’intonazione dell’amore,
i gesti suadenti,
le belle parole e i dolci canti.
Sono l’incantesimo bramato,
la danza leggiadra,
i profumi eccitanti nell’aria.
Sono il candore di uno sguardo,
l’anima consacrata,
l’innata esperienza modulata.
Ma io sono solo tua.
E ti dico: portami via.
20 maggio 2008
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Geisha innamorata © Paula Becattini
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Una curiosità
Questa è una delle mie poesie preferite.
Da sempre sono affascinata da questa figura professionale, una “donna d’arte” da non considerare assolutamente una prostituta.
Le geisha, nonostante siano donne nubili, possono decidere di sposarsi solo ritirandosi dalla professione. Raramente gli impegni di una geisha possono includere intrattenimenti di tipo amoroso, in quanto non è previsto nella sua professione. Una vera geisha non viene pagata per fare sesso, ma può scegliere di avere relazioni con uomini incontrati durante il suo lavoro, e comunque mantenute al di fuori del contesto come geisha.














