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Il mio tempo è limitato

Stasera ruberò qualche frase di un grande: un po’ per rendergli omaggio, un po’ perché sono stanca. La mia stanchezza ha origini che ormai si perdono nel tempo e nel cuore, tanto da non riuscire più a descriverla con frasi sensate.

«Stay Hungry. Stay Foolish.»
Siate affamati, siate folli: bellissimo concetto che mi ha accompagnato per decenni, fino a quando lentamente ho incominciato a svuotarmi, dimenticando la fame e la poca follia creativa che mi ha sempre accompagnata.
Sono mesi che penso spesso alla morte, sia interiore che fisica.
Non ho mai avuto una netta paura della morte come in quest’ultimo periodo. E niente mi conforta…

«Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, un giorno avrai sicuramente ragione.»
Forse sono già morta. Ma oggi ci ho riflettuto rileggendo il discorso che fece Steve Jobs il 12 giugno nel 2005 ai neolaureati dell’Università di Stanford.

Il vostro tempo è limitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere con i risultati dei pensieri degli altri. E non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario.

Il mio tempo è limitato.
Non sono più giovane, ma nemmeno vecchia per poter affermare che ormai ho trascorso una vita.
E se proprio devo essere infelice, meglio esserlo come sono, ovvero affamata e folle, libera di essere me stessa, con le mie intuizioni, con i miei mille difetti e qualche pregio che qualcuno pur arriverà ad apprezzare.
Fosse anche solo il saper accarezzare dolcemente un viso.

Ciao, Steve.

6 ottobre 2011

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Il mio tempo è limitato © Paula Becattini


Vento

Si solleva
e corre lontano
lungo le strade
a smuover le foglie
nel vortice di un ottobre
quasi estivo
che non lascia occhi
incollati ai fianchi
ma solo desiderio
di portarti via.

Con me.

6 ottobre 2011

*

Vento © Paula Becattini


Percezioni ’99

«Questo locale è veramente delizioso.»
«Sì, perciò ti ho portato qui…»
Scelsi il tavolo.
Con il menù in mano, gettai un’occhiata al suo profilo. Lui si voltò e mi guardò con occhi sorridenti.
«Bevi vino?» mi chiese.
«Certo. Diamo un’occhiata alla carta.»
Sfogliandola insieme, ci soffermammo sui rossi toscani.
«Guarda quanto costa questo…!»
Lui indicò semplicemente quello precedente.
«Prendiamo questo, è buono. Ti va?»
Lo guardai meravigliata. “Ma hai visto il prezzo? 65 euro!»
«È un buon vino. Prendiamolo.»
Attendemmo un quarto d’ora e finalmente il cameriere ce lo portò decantato. Lo servì a entrambi.
Presi il bicchiere con lentezza e avvicinandolo alla bocca ne potei percepire profumi indescrivibili.
Ma quando lo sorseggiai con estrema curiosità il mio sguardo scivolò oltre la finestra e le colline scandiccesi…

Quella primavera fu piuttosto piovosa, tuttavia non mancarono calde giornate di sole. Ricordo abbondanti fioriture piene di colori e vivaci nel loro esplodere a fresche brezze che comunque preannuciavano una bellissima estate.
Lasciai correre tutto come se niente fosse, e così i mesi passarono. Agosto arrivò e se ne andò senza voltarsi indietro. La città, particolarmente vuota, si lasciò oziosamente osservare; io invece, piena di propositi che mai avrebbero preso il volo, mi sentivo pronta ad abbandonare quella parte di me arbarbicata saldamente alle origini. Feci un’accurata selezione e gettai l’eccesso inutile: pensieri, desideri, sentimenti. E così settembre mi trovò matura, come un grappolo d’uva che attende la vendemmia. Ma nessuno mi colse…
Eppure qualcosa doveva succedere.
Come quando un sommelier si appresta a degustare un vino moderno assemblato con varietà non tradizionali, assaporai l’inverno con estrema attenzione cercando di coglierne tutte le sfumature. Il profumo della libertà è veramente complesso… e il gusto del trasporto può lasciare finali persistenti che rimandano a emozioni primordiali dimenticate.
Dovevo solo affinare una mia debole caratteristica: la disponibilità impetuosa a nuove storie. Perché ti puoi innamorare di un vino, ma senza saperlo abbinare a determinati piatti non saprai mai apprezzarlo pienamente.
E fu così che decisi di “setacciare” i miei amori, passati e presenti, estraendone il buono e il cattivo, cercando di comprendere quanto di me ne avevano la struttura o il colore. La delusione non m’impedì di preparare il terreno sul quale edificarmi nuovamente.
Posso finalmente dire di aver trovato un equilibrio, forse imperfetto. Ma sarà un susseguirsi di annate dedite al miglioramento… dove io sono e sarò sempre, senza dover cambiare o adattarmi per gli altri.

Mi prese la mano.
Risvegliandomi come da un torpore improvviso, staccai lo sguardo dalla finestra.
«Hai ragione. È un ottimo vino…»

12 gennaio 2003
gustando un Tignanello ’99

26 gennaio 2003

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Percezioni ’99 © Paula Becattini


Ping pong che passione!

Pausa: pallina su tavolo

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Ebbene sì, lo ammetto!
Ho arricchito la mia collezione di interessi.
Erano anni, ma che dico, decenni che desideravo farlo! Dalla tenera adolescenza…
Da quando mio padre nel garage della casa in montagna mi costruì, con una bella e spessa tavola di compensato, il tavolo da ping pong.
Quella rozza tavola – ma abbastanza liscia per giocarci – ha resistito anche alla perfida umidità, regalandomi per svariate estati tanto divertimento insieme a mio fratello e agli amici e amiche di turno.
Ora, da un mese, frequento un vero e proprio corso presso la l’A.D.S. Tennis Tavolo Reggello e mi piace un sacco!!!
Mi diverto, faccio movimento e dicono impari alla svelta: adesso sono alle prese con lo spin.

Vi presento i miei allenatori/compagni di gioco.
Purtroppo manca il pezzo grosso, il numero uno, il campione di serie A: vi prometto di fotografarlo quanto prima!

NicolaGiuseppePaolo


Dio li fa e poi…

Ci sono persone che nel disagio e nella sofferenza preferiscono rimanere in solitudine, allontanarsi, eclissarsi.
Altre che invece ricercano la compagnia, il contatto e la comunicazione.
Necessità, entrambe, rispettabilissime!
Si trasforma in flagello quando una di queste persone è il marito e l’altra la moglie…

Oh, mon Dieu!

1 ottobre 2011

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Dio li fa e poi… © Paula Becattini


Arrivando al succo…

Cornice con tralci e grappoli d'uva bianca e nera*

Illustrazione vettoriale
29/09/2011

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Greeting Card with bunch of grapes © Paula Becattini

Tempo di vendemmia
Il tempo sta cambiando e ce ne siamo accorti tutti.
La primavera quest’anno non è stata un granché, mentre il bel tempo estivo ha portato a una vendemmia anticipata (fine agosto, primi di settembre) in Toscana rispetto all’anno scorso, con una produzione positiva sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.
La situazione è comunque differenziata da regione a regione.
E pensare che una volta il Sangiovese di raccoglieva mediamente intorno i primi di ottobre…


Aspetto un bimbo

Bimba*

È come contare poche stelle
in cielo non più primaverile.
Uno scrutare la volta celeste.
Speranze di attimi sospirati
quel desiderio germogliato ancora
per trattenerlo perla all’interno
del mio scrigno di savia donna
che goccia a goccia si svuota.

Aspetto un bimbo
tessuto di bramosia amorosa.
Lo attendo sulla soglia
come madre melanconica
dallo sguardo languido e perso
verso il sorriso ora d’uomo
che una volta cullava neonato
al battito del suo dolce seno.

Non si può tornare indietro.
E se ancora fosse troppo presto
è comunque giunto il momento
di riposare gli occhi stanchi,
perché non c’è per me astro
se non lo sfiorire imminente.
Ma io ancora aspetto un bimbo
e in me lo terrò all’infinito.

29 settembre 2009

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Aspetto un bimbo © Paula Becattini


La solitudine di Google+ & Company

Oggi sono capitata per caso in Google+ (cercavo Google Analytics).
Così mi sono ritrovata a creare l’ennesimo profilo, a cercare amici, conoscenti, ad allargare le mie cerchie altrimenti potrei soffrire di solitudine.
Eh, già… questo mi ha riferito Google+!
Ci ho perso 5 minuti e mi sono bastati! Sembra un incrocio tra FB e Twitter.
A quanto pare si soffre di solitudine sia nel virtuale che nella realtà…
Allora?!?
Questa pizza con i vecchi compagni delle elementari la organizziamo oppure no?!? :-)

Evvabbè, c’ho provato…

27 settembre 2011

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La solitudine di Google+ & Company © Paula Becattini


L’ispirazione

L’ispirazione è come quell’uomo
che ti fa credere di essere l’amore della tua vita:
arriva, ti esalta, dopo un po’ se ne va.
E tu rimani lì ad aspettare che torni…

26 settembre 2011

*

(Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale)

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L’ispirazione © Paula Becattini


Fila

Una matita spuntata
può esserlo per rabbia
o per caduta libera
da mano stanca
su bianco foglio
risucchiante
il vuoto dell’anima.

Ne scelgo una,
consumata,
da appuntare
con il mio vecchio
rottame di metallo;
ora che dovrei
cambiarne la lama,
lui mai arriverà
a renderla graffiante.

Ogni sfaldatura
del tenero legno
sembro io,
logorata,
quando mi propongo
a grigi e neri
intermittenti.

Ma stasera preferisco
catturare colori
nell’arcobaleno della vita
e riprendere a disegnare
come docile bambina,
riponendo in fila
i pensieri.

26 ottobre 2009

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Fila © Paula Becattini


Procedo

Arezzo: un pomeriggio, dopo la pioggia

*

Mi vedo sola camminare
in una piazza lastricata di pietre antiche;
e i miei passi sono silenziosi,
ma lo sguardo alto, dritto e fiero
di nobildonna che procede al patibolo.

Lo scorrere del tempo
appartiene a chi non cede alla paura
ed io sono a metà strada:
il sole picchia su quelle pietre
e ne raccolgo tutto il calore.

Ti ho amato, ti ho amato!
Parole marchiate a sangue sulla pelle.
Adesso mi concedo un giro
allargando le braccia al cielo
aprendo poi il petto e le nari all’aere.

Mi concedo un volo
sulle note di dolci violini e chitarre;
prima della fine del viaggio
t’incontrerò una volta ancora
col sorriso sulle mie umide labbra.

E non sarai lo stesso.
Ti regalerò freschi bouquet di viole;
primízie dai sapori nuovi;
meraviglia di arcobaleni chiari;
morbido velluto da abbracciar la notte.

E poi chissà…
lungo il cammino ti perderò ancora.
I miei passi sono silenziosi,
ma lo sguardo alto, dritto e fiero.
Non mi volto indietro: procedo…

31 maggio 2008

*

Procedo © Paula Becattini


Zenith (tautogramma con la Z)

Zittisciti zigana!

Zittisci zefiri
zinna zuccherosa,
zendado zifrinato,
zibellino zompante.

Zitta, zigana.

Zargagliando
zelante zillo,
zufolo,
zampillo.

Zigana…

13 novembre 2009

*

Zenith © Paula Becattini

*

Il tautogramma è un tipico gioco linguistico, un testo o un componimento poetico nel quale tutte le parole hanno la medesima lettera iniziale.
Rappresenta per certi versi l’inverso del lipogramma, in cui non può essere usata una determinata lettera.
Tautogramma famoso è «Veni, vidi, vici» (Venni, vidi, vinsi), messaggio con cui Cesare comunicò al Senato la sua vittoria su Farnace re del Ponto: esprime in modo perfetto quanto rapida e facile fu stata quell’impresa.
Altro tautogramma celeberrimo – un verso del poema epico Annales del poeta Ennio (239-169 a.C.) – è «O Tite, tute, Tate, tibi tanta, tyranne, tulisti» (O re Tito Tazio, quanti travagli hai tu dovuto sopportare): tutte le parole iniziano con la lettera T, salvo il vocativo O.
Per restare in tema poetico, ecco invece un sonetto di Luigi Groto, poeta e drammaturgo italiano (1541-1585) detto il “Cieco d’Adria”, ove le iniziali iniziano tutte con la D.
Trattasi di un tautogramma d’amore dedicato da Groto a Deidamia.

Donna da Dio discesa, don divino,
Deidamia, donde duol dolce deriva,
Debboti donna dir, debbo dir diva,
Dotta, discreta, degna di domino?

Datane da destrissimo destino,
Destatrice del dì dove dormiva,
Delle doti donateti descriva
Demostene, dipingati Delfino.

Distruggemi dolcissimo desio
Di divolgarti, disperol dapoi
Diffidato dal dur depresso dire.

Dunque dache dicevol detti Dio
Dinegami, discolpami; dipoi
Dimostra di degnarti del desire.

Luigi Groto