Cronache annunciate di una agente/promoter – #4
Ok. Questo è un lavoro basato sulla statistica.
Piú contatti, piú contratti hai la possibilità di chiudere.
Ok. Non arrendersi mai alla prima risposta negativa.
Ok, ok! C’è sempre una soluzione.
Eh, ma quando tutti i tuoi numeri — che fanno statistica — passano al di là della panca/fioriera senza mai avvicinarsi allo stand?
Come fai a non piangerti addosso?!?
13 dicembre 2011
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Cronache annunciate di una agente/promoter – #4 © Paula Becattini
883 oppure 85202?
No, non sto dando i numeri…
Mi piacevano i colori e l’ho fotografata.
I numeri della targa, ovviamente, li ho modificati.
La privacy… questa legge sconosciuta e terribilmente complicata!
Meglio non rischiare.
12 dicembre 2011
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883 oppure 85202? © Paula Becattini
Cronache annunciate di una agente/promoter – #3
Che non fosse puntuale lo sapevo.
Ma che il ritardo aumentasse esponenzialmente con il passare dei giorni proprio no, non potevo immaginarlo!
E così ho perso tre chili in tre settimane. Come?
Semplice, il collega promette di arrivare alle 14 (ora del cambio turno) mentre si fa vivo alle 15 e tu salti il pranzo!
Oggi toccheremo il fondo: ha promesso di arrivare alle 15,30…
In quest’ultima settimana ne perderò due di chili. Due.
Se mi arrabbio anche due e mezzo.
12 dicembre 2011
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Cronache annunciate di una agente/promoter – #3 © Paula Becattini
Cronache annunciate di una agente/promoter – #2
Il bambino, dalla galleria, arriva sparato verso l’espositore dei palloncini in omaggio.
Cerco di bloccarlo, ma è più veloce di me: ne afferra uno e scappa.
«Thomas, nooo… non si fa così! Devi chiedere il permesso!»
…gli grida dietro la madre.
Preso per un braccio lo costringe a chiedermi grazie.
Il bimbo voltandosi lentamente verso di me lancia un’occhiata tagliente e ne approfitta per divincolarsi.
Soddisfatto della refurtiva, correndo dimena il palloncino davanti a sè e… BUM!!! gli scoppia improvvisamente.
Io lo guardo e sogghigno diabolicamente.
«Hai visto cosa succede, Thomas, a non chiedere il permesso!»
In quel momento mi è tornato in mente Cattivissimo me: gran bel film di animazione.
4 dicembre 2011
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Cronache annunciate di una agente/promoter – #2 © Paula Becattini
Pinces à linge
A vederle sono delle semplici mollette per panni (dette anche nasini dalle mie parti).
Ma in realtà rappresentano un bel ricordo.
Nizza, agosto 2000: una gran quantità di body e bavaglini da lavare e nell’appartamento affittato mancavano le pinces à linge!
Ancor oggi sono in servizio.
Cosa non si fa per rendere più piacevoli certi “lavoretti” di casa…
4 dicembre 2011
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Pinces à linge © Paula Becattini
Cronache annunciate di una agente/promoter – #1
«Mi scusi… dove si trova la toilette?»
Ma com’è che scambiano lo stand per il punto informazione del centro commerciale?
Eppure è scritto anche in grande:
“Luce e gas. Risparmiate proprio quando consumate”.
Di certo risparmiano sul tempo chiedendo a me!
1 dicembre 2011
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Cronache annunciate di una agente/promoter – #1 © Paula Becattini
Non mi lasciare…
Animo nobile d’amor trafitto
quanto dolore, quanto dolore
lasciar piangere il cuore
e desiderare i tuoi petali carnosi
ora rapiti dal vento.
Il cielo macchiato di luce
mi accarezza e osserva
questa macchia in petto
rossa come le tue labbra.
Ma non v’è pace
in questo sonno di passione.
Non mi lasciare…
29 novembre 2011
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Non mi lasciare © Paula Becattini
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Ispirata da molteplici fattori: complice Chagall
Il mistero dei panni sporchi appallottolati
Una camicia, un pantalone e una felpa appallottolati nel cesto dei panni sporchi mi provocano sempre una sincope.
Ma poi mi riprendo: nel ripiegarli constato che il cesto è pieno a metà e quindi non devo fare l’ennesima lavatrice!
In famiglia ancora non hanno capito che sono molto sensibile…
24 novembre 2011
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Il mistero dei panni sporchi appallottolati © Paula Becattini
Come bimbo capriccioso
Cattivo.
Come bimbo capriccioso
dallo sguardo fermo
che penetra i miei occhi
silenziosamente ingegni
misuri gli spostamenti
e cattivo colpisci angelico.
Come bimbo capriccioso
mi cerchi.
Per la mano mi porti
nel tuo bisogno d’amore
e fragile io a cadere
tra le spire.
Cattivo.
Tu bimbo capriccioso
che non piange o grida
o batte i pugni a terra
mi fai vacillare
e dolcemente osservare
il tuo fare.
Cattivo.
Come bimbo capriccioso
ti porto al petto
il respiro torna
lieve e regolare
dopo folle rincorrersi
tra le stanze della passione.
E cattivo ti allontani
per tornare ad architettare…
19 novembre 2011
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Come bimbo capiriccioso © Paula Becattini
Non importa
Non importa
se mi lascerai
per poi riprendermi
come hai sempre fatto,
ché spesso mi rivedo
sull’altalena
felice andare e venire
tagliando l’aria
osservando il cielo
cercando di sfiorare
le verdi foglie
accarezzate dal vento
ciondolando i piedi
inarcando la schiena
con i capelli sciolti
sulle spalle riscaldate
da un tiepido sole.
Non importa
se mi lascerai
per poi riprendermi,
ché il dondolare
sulla mia altalena
gorgogliando risa
e imitando il volo
ascoltando
l’anima silenziosa
e le emozioni
custodite
mi rincuora
rivivendo
i sogni e i desideri
di una giovinezza
mai spenta.
Non importa
se mi lascerai,
ché io son qui
bambina sull’altalena
a solleticare la vita
con la consapevolezza
ormai adulta
che non esiste
la perfezione
e così altalenando
resto ferma
nei miei sentimenti
sorridendo
e con un po’ di paura
del salto che farò
per ritornare.
11 febbraio 2009
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Non importa © Paula Becattini
*
Il tragitto
Strada
sempre uguale,
ripetitiva
ogni mattina.
E mi ritrovo
a pensar
parole,
ad assemblare
assonanze
a ritmo
d’asfalto.
Finché
bagno d’azzurro
il mio sguardo.
«Renderò diverso
anche questo giorno.»
Al ritorno,
nel momento
in cui scorgo
il tramonto
dallo specchietto,
rubo sfumature
d’arancio
per colorare
di nuovo
l’asfalto…
Domani.
19 novembre 2008
*
Il tragitto © Paula Becattini
Canto alla lampara
*
Getta le reti…
getta le reti
su questo letto vuoto
intecciato negli anni
d’amor perduto.
Getta le reti…
che più non vedo
il viso tuo
bruciato dal sole
e i solchi di scie
d’acque silenziose
ricche di melanconici
pensieri.
Getta le reti
su questo corpo
di sirena solitaria,
al tuo tornare
senza parole
né mani ruvide
ad accarezzare colei che
inghiottirebbe la barca
nella tempesta
ma,
nell’attesa,
resta qui col fiato sospeso,
felice di rivedere almeno
due occhi di ghiaccio
avanzare nel chiarore
della stanza.
Getta le reti…
mio pescatore.
5 novembre 2009
*
Canto alla lampara © Paula Becattini










