L’ispirazione
L’ispirazione è come quell’uomo
che ti fa credere di essere l’amore della tua vita:
arriva, ti esalta, dopo un po’ se ne va.
E tu rimani lì ad aspettare che torni…
26 settembre 2011
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(Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale)
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L’ispirazione © Paula Becattini
Fila
Una matita spuntata
può esserlo per rabbia
o per caduta libera
da mano stanca
su bianco foglio
risucchiante
il vuoto dell’anima.
Ne scelgo una,
consumata,
da appuntare
con il mio vecchio
rottame di metallo;
ora che dovrei
cambiarne la lama,
lui mai arriverà
a renderla graffiante.
Ogni sfaldatura
del tenero legno
sembro io,
logorata,
quando mi propongo
a grigi e neri
intermittenti.
Ma stasera preferisco
catturare colori
nell’arcobaleno della vita
e riprendere a disegnare
come docile bambina,
riponendo in fila
i pensieri.
26 ottobre 2009
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Fila © Paula Becattini
Procedo
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Mi vedo sola camminare
in una piazza lastricata di pietre antiche;
e i miei passi sono silenziosi,
ma lo sguardo alto, dritto e fiero
di nobildonna che procede al patibolo.
Lo scorrere del tempo
appartiene a chi non cede alla paura
ed io sono a metà strada:
il sole picchia su quelle pietre
e ne raccolgo tutto il calore.
Ti ho amato, ti ho amato!
Parole marchiate a sangue sulla pelle.
Adesso mi concedo un giro
allargando le braccia al cielo
aprendo poi il petto e le nari all’aere.
Mi concedo un volo
sulle note di dolci violini e chitarre;
prima della fine del viaggio
t’incontrerò una volta ancora
col sorriso sulle mie umide labbra.
E non sarai lo stesso.
Ti regalerò freschi bouquet di viole;
primízie dai sapori nuovi;
meraviglia di arcobaleni chiari;
morbido velluto da abbracciar la notte.
E poi chissà…
lungo il cammino ti perderò ancora.
I miei passi sono silenziosi,
ma lo sguardo alto, dritto e fiero.
Non mi volto indietro: procedo…
31 maggio 2008
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Procedo © Paula Becattini
Zenith (tautogramma con la Z)
Zittisciti zigana!
Zittisci zefiri
zinna zuccherosa,
zendado zifrinato,
zibellino zompante.
Zitta, zigana.
Zargagliando
zelante zillo,
zufolo,
zampillo.
Zigana…
13 novembre 2009
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Zenith © Paula Becattini
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Il tautogramma è un tipico gioco linguistico, un testo o un componimento poetico nel quale tutte le parole hanno la medesima lettera iniziale.
Rappresenta per certi versi l’inverso del lipogramma, in cui non può essere usata una determinata lettera.
Tautogramma famoso è «Veni, vidi, vici» (Venni, vidi, vinsi), messaggio con cui Cesare comunicò al Senato la sua vittoria su Farnace re del Ponto: esprime in modo perfetto quanto rapida e facile fu stata quell’impresa.
Altro tautogramma celeberrimo – un verso del poema epico Annales del poeta Ennio (239-169 a.C.) – è «O Tite, tute, Tate, tibi tanta, tyranne, tulisti» (O re Tito Tazio, quanti travagli hai tu dovuto sopportare): tutte le parole iniziano con la lettera T, salvo il vocativo O.
Per restare in tema poetico, ecco invece un sonetto di Luigi Groto, poeta e drammaturgo italiano (1541-1585) detto il “Cieco d’Adria”, ove le iniziali iniziano tutte con la D.
Trattasi di un tautogramma d’amore dedicato da Groto a Deidamia.
Donna da Dio discesa, don divino,
Deidamia, donde duol dolce deriva,
Debboti donna dir, debbo dir diva,
Dotta, discreta, degna di domino?Datane da destrissimo destino,
Destatrice del dì dove dormiva,
Delle doti donateti descriva
Demostene, dipingati Delfino.Distruggemi dolcissimo desio
Di divolgarti, disperol dapoi
Diffidato dal dur depresso dire.Dunque dache dicevol detti Dio
Dinegami, discolpami; dipoi
Dimostra di degnarti del desire.Luigi Groto
Whisky cambia prospettiva…
Illustrazione vettoriale
18/09/2011
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The night of Halloween Card © Paula Becattini
Una curiosità
Chi non ricorda la filastrocca di Whisky ragnetto?
Beh, mi è tornata in mente proprio mentre realizzavo questa illustrazione per Halloween… ed ecco che Whisky cambia prospettiva e diventa un romanticone!
Whisky ragnetto che sale la montagna
la pioggia lo bagna
e Whisky cade giù, giù, giù!
Ma ecco esce il sole
e Whisky si è asciugato
risale la montagna e va sempre più sù, sù, sù!
Sulla montagna c’è una casetta
con una streghetta
che se lo vuol mangiar, gnam, gnam!
Ma Whisky è molto furbo
riscende la montagna
e va dalla sua mamma
e non la lascia più, più, più!
Orval – parte seconda
La vecchia abbazia si trova ancora lì, a fianco del nuovo complesso – una particolarità quasi unica al mondo –, accogliendo i visitatori in silenzio e riportandoli indietro nel passato in quel che era, ed è tutt’oggi, la vita monastica. Le sue rovine ricordano un po’ quelle dell’Abbazia di San Galgano, in Toscana, a circa 30 km ad Ovest di Siena, fra Monticiano e Chiusdino, dove possiamo trovare al centro della Rotonda di Montesiepi, conficcata in un masso roccioso che emerge dal pavimento, la famosa Spada nella roccia, per molto tempo ritenuta un falso ottocentesco. Ma recenti analisi hanno dimostrato valori nella sua composizione che rientrano nella norma per un metallo medievale e non indicano utilizzo di leghe o acciai moderni.
E, come si rispetti, anche l’Abbazia di Orval ha la sua bella leggenda che la caratterizza…
Superata l’antica casa di accoglienza e il piccolo vivaio a sinistra, costeggiando le vestigia del quartiere abbaziale, in fondo a destra troviamo una fontana.
Si racconta che la contessa Matilde di Toscana (1046-1115) aveva da poco perso il suo sposo Goffredo il Gobbo. In occasione di una partita di caccia era in visita a Orval e un dì, mentre era seduta al bordo della sorgente, le cadde l’anello nell’acqua e tutti i tentativi per ritrovarlo furono vani.
Si recò così al vicino oratorio per pregare. Dopo Matilde ritornò alla fontana ove, all’improvviso, comparve un pesce che teneva in bocca l’anello per restituirglielo. Fu così che la contessa, raggiante, esclamò: “In verità, questa è proprio una valle d’oro!” (Vraiment, c’est ici un val d’or!). E, per riconoscenza, decise di fondare un monastero in questo luogo benedetto. I primi monaci che vi si stabilirono arrivarono dal sud Italia nel 1070.
Valle d’oro, Or-Val… ecco come sono nati il nome e l’effige dell’abbazia.
Se mai vi capita di farvi una visita, non dimenticate la fontana: una fanciulla che vi getta una monetina ha molte probabilità di trovar marito entro un anno.
14 settembre 2011
C’è chi pensa già al Natale
Illustrazione vettoriale
12/09/2011
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Christmas Greeting Card © Paula Becattini
Apnea
Trattenere il respiro al limite
per poi riprender fiato
e sentire il pulsare delle vene
del cuore a fior di pelle
con un timore che sale.
Ascoltare il silenzio
di pensieri impazziti
e ancora tornare in apnea
nella speranza di calmare
l’agitazione interna.
Altro non è che desiderio
voglia di vivere immensa.
A te bimbo ormai grande
sembrano un’eternità
quella manciata di secondi
che separano la concentrazione
dal tuo calcio di rigore.
Potresti sbagliare, lo sai…
ma adesso conti soltanto tu
che sembri Inzaghi
ed alzi lento il piede
con lo sguardo in porta.
Lo scatto sicuro
nessuno se lo aspettava…
30 giugno 2009
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Apnea © Paula Becattini
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Portami al mare
Con debole sguardo
sorrido al mio vagare
senza tregua notturna,
alla ricerca di brezza
nella calura di casa
pur sapendo che fuori
troverei la luna
e forse un po’ d’aria
a calmar l’agitazione.
Non è forse paura?
Ma paura di cosa?
a far sì che la chiusura
sempre più serrata,
circoscritta a una stanza,
e l’umore basso
senza desiderio alcuno
mi fa sembrare fantasma
che vaga, vaga col pensiero.
Saranno la passione, l’afa,
i temporali tropicali,
il poco lavorare,
la crisi di un’epoca strana…
Non riesco a creare
un che di sensato
in questa estate,
se non quest’eco urlato:
“Portami al mare,
portami al mare
a far l’amore”.
6 luglio 2009
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Portami al mare © Paula Becattini
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Fosse stato
Fosse stato un respiro rubato
a far sollevare il petto
e con il battito fermo
fosse mancato anche il sorriso,
il tremore delle mani dallo stupore
avrebbe accarezzato il tuo viso
e il profumo sollevato
con lieve movimento.
Fosse stato un bacio e niente più
per godere dell’infinito,
avrei annientato il tempo,
invece d’imprigionarlo
e imprigionarmi ancora una volta
tra le spire di un cuore
che pulsa forte alle tempie.
Ma non ho parole se non scritte
per un silenzio consolatorio
e d’amore amato ancora.
18 luglio 2011
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Fosse stato © Paula Becattini
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