Orval – parte seconda

Abbazia di Orval: rosone del transetto settentrionale*

La vecchia abbazia si trova ancora lì, a fianco del nuovo complesso – una particolarità quasi unica al mondo –, accogliendo i visitatori in silenzio e riportandoli indietro nel passato in quel che era, ed è tutt’oggi, la vita monastica. Le sue rovine ricordano un po’ quelle dell’Abbazia di San Galgano, in Toscana, a circa 30 km ad Ovest di Siena, fra Monticiano e Chiusdino, dove possiamo trovare al centro della Rotonda di Montesiepi, conficcata in un masso roccioso che emerge dal pavimento, la famosa Spada nella roccia, per molto tempo ritenuta un falso ottocentesco. Ma recenti analisi hanno dimostrato valori nella sua composizione che rientrano nella norma per un metallo medievale e non indicano utilizzo di leghe o acciai moderni.
E, come si rispetti, anche l’Abbazia di Orval ha la sua bella leggenda che la caratterizza…

Abbazia di Orval: ingresso alla navata centrale

Superata l’antica casa di accoglienza e il piccolo vivaio a sinistra, costeggiando le vestigia del quartiere abbaziale, in fondo a destra troviamo una fontana.
Si racconta che la contessa Matilde di Toscana (1046-1115) aveva da poco perso il suo sposo Goffredo il Gobbo. In occasione di una partita di caccia era in visita a Orval e un dì, mentre era seduta al bordo della sorgente, le cadde l’anello nell’acqua e tutti i tentativi per ritrovarlo furono vani.
Si recò così al vicino oratorio per pregare. Dopo Matilde ritornò alla fontana ove, all’improvviso, comparve un pesce che teneva in bocca l’anello per restituirglielo. Fu così che la contessa, raggiante, esclamò: “In verità, questa è proprio una valle d’oro!” (Vraiment, c’est ici un val d’or!). E, per riconoscenza, decise di fondare un monastero in questo luogo benedetto. I primi monaci che vi si stabilirono arrivarono dal sud Italia nel 1070.
Valle d’oro, Or-Val… ecco come sono nati il nome e l’effige dell’abbazia.
Se mai vi capita di farvi una visita, non dimenticate la fontana: una fanciulla che vi getta una monetina ha molte probabilità di trovar marito entro un anno.

14 settembre 2011

Abbazia di Orval: Fontana di Matilde

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Samsung GX-20
15/08/2011 – 14:05 (prima foto in alto)

Velocità otturatore: 1/180 sec
Numero di apertura: f/9,5
Apertura: f/9
Iso: 100
Lunghezza focale: 18 mm
Metodo misurazione: pattern
Pixel:  3104 x 4672
Scatto in formato: DNG (RAW)

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4 Risposte

  1. Orval non la conosco ma confermo la bellezza mistica di San Galgano che ho visto moltissimi anni fa (era il lontano 1969): ho ancora impressa negli occhi la spada conficcata nella roccia, un’immagine che non mi ha più abbandonato….

    14 settembre 2011 alle 3:40 pm

  2. Che meraviglia *-* Spero un giorno di poter visitare queste bellezze, sono rimasta affascinata soltanto nel vedere le foto!

    16 settembre 2011 alle 12:29 am

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