Apnea

Particolare della rete di una porta da calcio*

Trattenere il respiro al limite
per poi riprender fiato
e sentire il pulsare delle vene
del cuore a fior di pelle
con un timore che sale.

Ascoltare il silenzio
di pensieri impazziti
e ancora tornare in apnea
nella speranza di calmare
l’agitazione interna.

Altro non è che desiderio
voglia di vivere immensa.

A te bimbo ormai grande
sembrano un’eternità
quella manciata di secondi
che separano la concentrazione
dal tuo calcio di rigore.

Potresti sbagliare, lo sai…
ma adesso conti soltanto tu
che sembri Inzaghi
ed alzi lento il piede
con lo sguardo in porta.

Lo scatto sicuro
nessuno se lo aspettava…

30 giugno 2009

*

Apnea © Paula Becattini

*

Samsung GX-20
24/04/2010 – 14:50

Velocità otturatore: 1/250 sec
Numero di apertura: f/8
Apertura: f/8
Iso: 140
Lunghezza focale: 40 mm
Metodo misurazione: pattern
Pixel: 3104 x 4672
Scatto in formato: DNG (RAW)

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3 Risposte

  1. come sempre sai descrivere i sentimenti, l’emozione di ciò di cui racconti…è sicuramente questo lo stato d’animo di un bambino…sotto rete!

    9 settembre 2011 alle 8:30 am

    • Grazie mille, lisboantigua.
      Tieni presente che anch’io sono stata bambina… anche se non giocavo a pallone!
      🙂
      Il protagonista della poesia, comunque, è un bambino reale al quale sono molto legata.
      Un caro saluto!

      9 settembre 2011 alle 9:05 am

  2. paoloschneider

    In effetti il momento che precede il tiro può essere eterno.

    9 settembre 2011 alle 9:23 am

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