Diario

Tre livelli

Tre livelli*

Tre livelli.
Il muro, poi io, infine la cornice dello specchio.
Della serie: sto nel mezzo.
A cosa?!?
Non so… fate voi!

Ma devo confidarvi una cosa: le mie mani mi piacciono tantissimo!!!

7 ottobre 2011

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Tre livelli © Paula Becattini


Il mio tempo è limitato

Stasera ruberò qualche frase di un grande: un po’ per rendergli omaggio, un po’ perché sono stanca. La mia stanchezza ha origini che ormai si perdono nel tempo e nel cuore, tanto da non riuscire più a descriverla con frasi sensate.

«Stay Hungry. Stay Foolish.»
Siate affamati, siate folli: bellissimo concetto che mi ha accompagnato per decenni, fino a quando lentamente ho incominciato a svuotarmi, dimenticando la fame e la poca follia creativa che mi ha sempre accompagnata.
Sono mesi che penso spesso alla morte, sia interiore che fisica.
Non ho mai avuto una netta paura della morte come in quest’ultimo periodo. E niente mi conforta…

«Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, un giorno avrai sicuramente ragione.»
Forse sono già morta. Ma oggi ci ho riflettuto rileggendo il discorso che fece Steve Jobs il 12 giugno nel 2005 ai neolaureati dell’Università di Stanford.

Il vostro tempo è limitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere con i risultati dei pensieri degli altri. E non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario.

Il mio tempo è limitato.
Non sono più giovane, ma nemmeno vecchia per poter affermare che ormai ho trascorso una vita.
E se proprio devo essere infelice, meglio esserlo come sono, ovvero affamata e folle, libera di essere me stessa, con le mie intuizioni, con i miei mille difetti e qualche pregio che qualcuno pur arriverà ad apprezzare.
Fosse anche solo il saper accarezzare dolcemente un viso.

Ciao, Steve.

6 ottobre 2011

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Il mio tempo è limitato © Paula Becattini


Ping pong che passione!

Pausa: pallina su tavolo

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Ebbene sì, lo ammetto!
Ho arricchito la mia collezione di interessi.
Erano anni, ma che dico, decenni che desideravo farlo! Dalla tenera adolescenza…
Da quando mio padre nel garage della casa in montagna mi costruì, con una bella e spessa tavola di compensato, il tavolo da ping pong.
Quella rozza tavola – ma abbastanza liscia per giocarci – ha resistito anche alla perfida umidità, regalandomi per svariate estati tanto divertimento insieme a mio fratello e agli amici e amiche di turno.
Ora, da un mese, frequento un vero e proprio corso presso la l’A.D.S. Tennis Tavolo Reggello e mi piace un sacco!!!
Mi diverto, faccio movimento e dicono impari alla svelta: adesso sono alle prese con lo spin.

Vi presento i miei allenatori/compagni di gioco.
Purtroppo manca il pezzo grosso, il numero uno, il campione di serie A: vi prometto di fotografarlo quanto prima!

NicolaGiuseppePaolo


La solitudine di Google+ & Company

Oggi sono capitata per caso in Google+ (cercavo Google Analytics).
Così mi sono ritrovata a creare l’ennesimo profilo, a cercare amici, conoscenti, ad allargare le mie cerchie altrimenti potrei soffrire di solitudine.
Eh, già… questo mi ha riferito Google+!
Ci ho perso 5 minuti e mi sono bastati! Sembra un incrocio tra FB e Twitter.
A quanto pare si soffre di solitudine sia nel virtuale che nella realtà…
Allora?!?
Questa pizza con i vecchi compagni delle elementari la organizziamo oppure no?!? :-)

Evvabbè, c’ho provato…

27 settembre 2011

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La solitudine di Google+ & Company © Paula Becattini


Precariato vs Povertà

Stamani mi sono svegliata con alcuni dubbi…
Wikipedia riporta:

“Con il termine precariato si intende l’insieme dei soggetti che vivono una condizione lavorativa che rileva, contemporaneamente, due fattori di insicurezza:
1. mancanza di continuità del rapporto di lavoro e certezza sul futuro;
2. mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura.”

E a quanto pare non risparmia nessuno, nemmeno il settore dei servizi.
Ma chi detiene una partita iva e rientra nei punti 1 e 2 può essere considerato precario?!?
E “precariato” è sinonimo di “povertà”?

“La povertà è la condizione di singole persone o collettività umane nel loro complesso, che si trovano ad avere, per ragioni di ordine economico, un limitato (o del tutto mancante nel caso della condizione di miseria) accesso a beni essenziali e primari, ovvero a beni e servizi sociali d’importanza vitale.”

Oh, my God…!

5 settembre 2011


Ed io ti “fiammo” la crema!

Crema catalana*

Per me è solo una questione di… poesia, anche in cucina: non è la stessa cosa, nonostante il risultato possa essere migliore.
E così inorridisco quando al ristorante mi caramellano lo zucchero della crema catalana con il flambatore da cucina.
In realtà ci vorrebbe la planxa per cremar (in catalano), un disco di ghisa che scaldato sul fuoco per alcune decine di minuti e poi appoggiato sopra caramella lo zucchero all’istante.
Ma in mancanza di questo, perché non flambare lo zucchero grazie all’utilizzo di un liquore o un distillato e creare così un effetto scenografico a tavola che attira sempre?
Perché ne altererebbe il sapore originale?
Allora, in nome della tradizione, meglio usare il ferro per cremare, che comunque si trova in commercio.
L’utilizzo del grill del forno è rischioso, in quanto la crema fredda potrebbe impazzire (se non si mettono gli stampini e bagnomaria) e l’interno scaldare (deve invece essere freddo).

La crema catalana nella foto è stata flambata con un liquore, che poi è risultato insapore, dallo chef Alessandro Dell’Acqua.

2 settembre 2011

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(altro…)


Sola

Palloncino frenato per fotografia aerea*

Della solitudine
mi bastano i silenzi
raccolti nella sera
tra pensieri e parole
Solitudine interiore
che schiaccia e spreme
succo vitale
Ma l’esser sola
lascia il frigo vuoto
e troppo tempo libero
per amarsi
Di quale amore
io mi cibi
è poi tutt’altra cosa…

28 agosto 2011

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Sola © Paula Becattini

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Una curiosità
Non avevo mai visto all’opera un fotografo con un palloncino.
E mai avrei immaginato in Belgio!
Ma ciò ha stuzzicato la mia curiosità.
Questo franchising in particolare (individuato sul web al primo colpo qui!) – che dice di raggruppare i migliori fotografi in materia – cerca partner sul territorio italiano…
Che ne dite? Ci faccio un pensierino?


La poetica Leiden: finché m’ami…

Leiden e le sue poesie*

Wikipedia ormai ti dice tutto, ma non sempre puoi consultare Wikipedia.
E così capita per caso di scoprire sui muri delle case nel centro storico di Leiden (Leida in italiano), ridente città dei Paesi Bassi nell’Olanda Meridionale, brani e poesie in lingua originale di poeti famosi, da Orazio a Eugenio Montale.
Stamani, riguardando le foto e ripensando a quanto è carina con i suoi canali, mi sono chiesta: «Quale delle mie svariate poesie mi piacerebbe fosse mai riportata in uno dei suoi muri?»
Trovo appropriata Finché m’ami, un inno all’amore e a Pablo Neruda.

24 agosto 2011

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Finché m’ami

Finché m’ami
amerò il tuo amarmi
e d’amore ti nutrirò
affinché i tuoi baci
sappiano di me
e del perpetuo
nostro scambiarci
amore e umori.

E di baci e amore
ancora saziami,
che per amore
ti porterò all’estasi,
lasciandoti mai pago
e affamato d’amarmi,
pur sapendo che
mai sarà abbastanza.

Amami…
Ch’io t’amo
come nessun’altra.

27 agosto 2008

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Finché m’ami © Paula Becattini

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“Sensi, forme e colori”… chiude

Ebbene sì…
Da domani, 31 luglio, fino al 21 agosto.

Buone vacanze a tutti!


I dettagli delle Aquile (Moto Guzzi)

VIII Giorno delle Dinamo.
VII Weekend delle Moto Guzzi.
Tempo meraviglioso e… tante moto, tanta bella gente.
Ormai sono passate due settimane: già il pensiero corre su due ruote verso altre mete.
Ma i dettagli… i dettagli sono una vera passione.
Così le varie V7 e discendenti, in quei due giorni tirate a lucido, sono state una tentazione.
Dettagli che a volte ti fanno “imbelvire”.
Della serie: “Maledetto pelo! Ma proprio lì dovevi stare?!? E tutta questa polvere? Perché non l’ho vista prima?!?”
Dettagli che, a (ri)vederli, ti fanno (ri)sentire la roboante anima di un mito.

Il giorno delle Dinamo – VIII edizione
Castrocaro Terme (FC)
16- 17 luglio 2011

Cilindri Italiani – Sito ufficiale del Moto Guzzi V7 Club Italia

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Testata V7 - Moto Guzzi (altro…)


Il primo non si scorda mai

Come il primo bacio…
Anche se questo in digitale mai! A differenza del primo scatto.
A quei tempi non avevo un’attrezzatura fotografica vera e propria e mi arrangiavo come potevo.
Ma da sempre ho spirito d’iniziativa. Così, essendomi capitata tra le mani una Canon PowerShot G2, mi diedi subito da fare proponendomi a vari clienti!
Non avevo assolutamente idea che già dagli anni Ottanta fossero entrate in produzione le prime fotocamere digitali: per me era come esplorare un nuovo universo.
E così applicai le mie conoscenze in materia di fotoritocco a quelle di fotografa inesperta.
Il risultato raggiunto in quel lontano settembre 2004 tutt’oggi mi gratifica.
Fu utilizzato per la copertina di un catalogo di una nota azienda di Campi Bisenzio che importa prodotti biologici da tutto il mondo.
Il tutto diventò poi in un bel minestrone; a parte le pannocchie di mais, che fino a due anni fa (insospettabilmente) hanno fatto mostra di sé sulla libreria di casa.

Cesto di verdure varie

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Canon PowerShot G2
04/09/2004

Velocità otturatore: 1/10 sec
Numero di apertura: f/2
Apertura: f/2
Lunghezza focale: 7 mm
Metodo misurazione: pattern
Pixel:  3386 x 2370
Scatto in formato: Jpg

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Cesto di verdure varie © Paula Becattini


Mi mancano le parole…

Ok… ogni tanto capita anche a me.

Paolo Schneider non lo conosco se non attraverso i brevissimi post e le foto del suo blog.
Sono una sua “fedele” lettrice (così mi ha definita!).
In effetti lo seguo assiduamente perché, a differenza di me che scrivo scrivo scrivo, Paolo mi sa che sia un tipo silenzioso.
Così lo immagino e non posso fare altrimenti.
Ma le sue immagini parlano: spesso mi fanno sorridere, altre m’inteneriscono, tutte lo descrivono benissimo.
Come quelle raccolte nel libro:

Il mio mare
albe, onde, tramonti

A Firenze si dice: icchè ci ‘a ci ‘ole!  (Quel che ci va ci vuole)
Grazie.

14 luglio 2011

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Mi mancano le parole… © Paula Becattini