Musa

Piedi nudi su tappeto tunisino

Come in sogno sei arrivata
ma di un sogno reale
che dei tuoi passi felpati
ne ho percepito la morbidezza
e l’aria che si muoveva fresca
come mille gocce di rugiada
come respiro a fior d’acqua.
Musa di un amore colto
violento e tenero
perdermi in te desidero
a bracciate lente, cullandomi
tra onde di piacere e pace
quella pace che sa di eterno.
Non fuggir via:
lasciati ammirare ancora
e sarai mia…

17 marzo 2013

Musa © Paula Becattini

Annunci

16 Risposte

  1. ottima musica e belle parole…………………………..meo

    17 marzo 2013 alle 1:39 pm

    • Grazie.
      Questo brano di Camille Saint-Saëns non ti sembra dia proprio il senso dell’acqua? 🙂

      17 marzo 2013 alle 1:51 pm

      • Onde di piacere e bracciate lente, proprio così 🙂
        Ogni altro brano del Carnaval trabocca di ironia (la composizione nel suo complesso era stata concepita come una presa in giro dei colleghi di Saint-Saëns, una burla qua e là amabile, ma non di rado colma di sarcasmi); nell’Aquarium la parodia si stempera, la caricatura si attenua, prende il sopravvento il desiderio di abbandonarsi al puro piacere delle vibrazioni sonore, un fluire ininterrotto di acqua leggera che accarezza la pelle e scioglie ogni tensione.
        Forse (ma è solo un’opinione) quelli presi di mira in questo brano sono i teorici della musica, che a volte si lasciano andare a speculazioni astruse, prive di senso pratico. Come pesci in un acquario, i loro pensieri guizzano in ogni direzione e hanno colori sgargianti, ma vivono in un mondo lontanissimo, la loro realtà quasi non ha punti di contatto con la nostra…

        17 marzo 2013 alle 3:23 pm

      • Sì, ricordo… lontane reminiscenze scolastiche: sono passati troppi anni ormai!
        La tua supposizione ci sta, anche se preferisco immaginare che con questo brano Camille volesse riferirsi al semplice pensiero sul nascere, di chiunque (musicisti, critici, teorici…), che muto come pesce e galleggiante in un liquido amniotico a poco a poco prende forma.
        Fin tanto non viene partorito è meraviglioso. Poi, chissà…

        17 marzo 2013 alle 11:09 pm

  2. gran bella musa 🙂

    17 marzo 2013 alle 2:34 pm

    • Da me ogni tanto viene… 😉
      E da te?

      17 marzo 2013 alle 11:18 pm

      • Si qualche volta si.
        Mai abbastanza però 😉

        17 marzo 2013 alle 11:19 pm

      • E’ una musa poco generosa, allora…

        17 marzo 2013 alle 11:22 pm

      • Magari volubile 🙂

        17 marzo 2013 alle 11:22 pm

      • Eh, se un po’ vien da te e un po’ da me, allora indecisa?
        Ahahhaah!
        Oppure insaziabile…

        17 marzo 2013 alle 11:24 pm

      • Ahhahaah speriamo la seconda 😉

        17 marzo 2013 alle 11:24 pm

      • Ma, sì dai… La preferisco anch’io così!
        ^_^

        17 marzo 2013 alle 11:26 pm

      • Ottimo. Sono sempre per l’insaziabilità

        17 marzo 2013 alle 11:27 pm

  3. si hai ragione paula……………………………meo

    17 marzo 2013 alle 4:08 pm

  4. che bello lasciarsi ispirare..

    18 marzo 2013 alle 8:02 pm

  5. Bellissima la foto mi piace tanto! 🙂 La poesia, bhè, sai già cosa penso delle tue parole Paula… Meraviglia… Un bacione grande. P.s.= Bella la dicitura qui a destra di Simone de Beauvoir. Ho visto la sua tomba, accanto a quella del marito, nel cimitero di Montparnasse… così semplice.

    19 marzo 2013 alle 11:22 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...