Rifrullo sul lungarno
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Frulla che ti rifrulla
in una domenica d’estate
l’idea fissa
tra la calura e le pietre
brucianti come lava
e il ricordo luccicante
tra le sponde del fiume
silenzioso andarsene,
con il susseguirsi dei suoi ponti
nella mente ove hai lasciato
dormiente la giovinezza.
E frulla dalla testa
scendendo al petto,
e t’accarezza sempre più in basso,
sempre più giù,
fino al pube bruciante:
non t’abbandona l’aria calda.
E la gonna leggermente sollevata
scherza col vento
mentre qualcuno ti prende
per poggiarti sulla spalletta
e rubarti un bacio
dalle labbra umide e sorridenti.
Frulla nell’idea
di essere lì come a vent’anni,
di te che non sei con me
e dell’amor che non abbandona
certe sensazioni,
sul lungarno di una Firenze
che ci ritroverà prima o poi
abbracciati al tramonto
a far rifrullo
in una domenica d’estate.
24 giugno 2012
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Rifrullo sul lungarno © Paula Becattini
Fanciullezza rubata
Cade la goccia nella bacinella d’acqua
e timidamente ne cade un’altra:
è rotto il silenzio che aleggia nella stanza.
La porta è aperta, la finestra sul cortile pure
e, con un guizzo di vampa inaspettato,
si alza la tenda e la bianca veste dal pube.
Il fresco delle lenzuola tu lo senti ancora:
come quella macchia rossa, papavero schiuso
colto in te purtroppo in tempo prematuro…
22 maggio 2008
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Fanciullezza rubata © Paula Becattini
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