Nessuno sopravvive all’uragano che è in me
Non sarai tu a lenire le mie pene
a colmare i miei vuoti
ad asciugare le mie lacrime
che già espongo sulla pelle
segni indelebili come trofei
che ancora lacerano la mia anima.
Anche se l’aria si fa rarefatta
come in una fredda mattina d’inverno
e la fitta nebbia pare velare
i pensieri più puri
non urlerò mai il dolore e l’amarezza
né chiederò alcun sostegno.
Eleverò soltanto i miei versi
e non saranno embrioni sterili
se saprai accontentarti
di questo incondizionato dono.
– Perché nessuno sopravvive
all’uragano che è in me –
8 agosto 2025
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Nessuno sopravvive all’uragano che è in me © Paula Becattini




