Dentro di me…

I giardini del Castello di Chambord (Loira, Francia)*

Tu non sai quanta pena mi dai
chiusa in quel bozzolo di carne
bramar viaggi lontani
e mille vite tracciate sulla carta
Mischiar la pioggia con le lacrime
al ritmo di un battito crescente
Riempire strade e vuoti interiori.
Tu non lo sai.
Non sai il dolore che provochi
Come schianta in petto e corre
in fuga verso mete irreali
Lontano, lontano,
tra gente che non sei tu
comunque riflessa nei loro occhi
cercando un’immagine diversa.
Quanto dolore provochi…
Tu non sai eppure sai
ché trasformi l’essere in essenza
per poco o per sempre, non importa
Tu sei me e non sai quanta pena
Saperti sola con i tuoi pensieri
povera cagna ferita
tornare zoppicante ma libera
mostrare la tua nuova cicatrice.
E aspettare che torni la pace
dentro di me…

20 luglio 2011

*

Dentro di me… © Paula Becattini

*

Pentax K100D
16/07/2010 – 15:16

Velocità otturatore: 1/750 sec
Numero di apertura: f/8
Apertura: f/8
Iso: 200
Lunghezza focale: 18 mm
Lente: smc Pentax 18-55mm F3.5-5.6 AL
Metodo misurazione: spot
Pixel: 3008 x 2008
Scatto in formato: PEF (RAW)

 

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11 Risposte

  1. Zen

    leggo tanta solitudine in bilico tra immagine e versi

    20 luglio 2011 alle 11:14 am

    • Attraversare certi deserti a volte è necessario, ma non fondamentale.
      Disse Alexandre Dumas padre: “L’arte ha bisogno o di solitudine, o di miseria, o di passione. È un fiore di roccia che richiede il vento aspro e il terreno rude.”
      Alla miseria ancora non ci sono arrivata… 🙂

      20 luglio 2011 alle 11:26 am

      • Zen

        io credo che l’arte abbia bisogno di tutto, cmq son contento che tu abbia scansato la miseria! 🙂

        20 luglio 2011 alle 7:25 pm

  2. Malinconia che non scioglie le emozioni, quelle che sanno di te, del tuo essere.
    Brava.

    20 luglio 2011 alle 4:39 pm

    • Grazie di tutto… del passaggio, della sosta e del gradito commento 🙂

      20 luglio 2011 alle 5:10 pm

  3. Figurati, il piacere è stato mio nel leggere ciò che hai scritto.
    Buona serata.

    20 luglio 2011 alle 5:12 pm

  4. Ogni tanto parlare di dolore forse è liberatorio…non saprei, non sono una scrittrice. Ma agli altri sai trasmettere il senso della sofferenza…

    20 luglio 2011 alle 7:14 pm

    • Quanto, forse, la Mazzantini? 🙂
      Lo sai che mi hai fatto un bellissimo complimento?

      21 luglio 2011 alle 8:06 am

  5. Molto intensa Paula per niente scontata, sei molto brava era un po’ che non ti leggevo. ti aspetto su piv.

    21 luglio 2011 alle 6:16 am

    • Ti ringrazio, caro Giovanni 🙂
      A settembre, sicuramente, ci ritroveremo su PIV 😉
      Intanto anch’io ti leggo, ma su carta! È veramente bello il tuo libro.
      A presto, Pau

      21 luglio 2011 alle 8:00 am

  6. Sono contenta perché te lo ripeto con semplicità: è quello che penso, sinceramente.

    21 luglio 2011 alle 10:09 am

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