Articoli con tag “cielo

Gioia vissuta

L'Aquila 2013

E quando la strada ti pare vuota
solitaria lungo la sua linea
all’infinito tra l’orizzonte
e il cielo grigio

non ti pare vera
una voce, una carezza
o la speranza
che tutto all’improvviso sia diverso.

Diverso…
Forse sarai “diverso”
ed io sempre uguale.
Ecco la mia vera paura:
non essere speciale.

Ma che importa.
La strada pare vuota
e comunque risuona di risate e grida
di una gioia veramente vissuta.

25 novembre 2013

Gioia vissuta © Paula Becattini


Sereno

Affreschi della Cupola del Duomo di Firenze

Sereno il cielo:
ha cambiato colore.
Improvvisamente…
Così torno a scrutarmi
in uno specchio che grida
tutti i miei errori.
Nessuno mi aveva avvertita
– Nessuno. –
che la coscienza rimane sempre viva
e che il cielo cambia spesso colore.
Ma oggi il sereno
buca talmente il mio animo
che ho deciso di guardare
dal di dentro fuori
e tutto assume un aspetto.
– Diverso. –

22 giugno 2013

Sereno © Paula Becattini


Rivivere

Umide labbra
e profumo di erba appena tagliata:
bacio un timido sole
mentre corre la strada.
A fianco colline tradite
dall’assenza di passi gioiosi
ricordano seni giovani e fianchi vigorosi.
Ma il passato reciso muore
e sgorga un nuovo desiderio
mentre la primavera incombe.
Così lancio uno sguardo al cielo:
non c’è pace, non c’è sereno.
Solo un’eco di silenzi rumorosi
senza dare un senso
a questo sentore che m’inebria.

Forse è solo solitudine.
Forse è solo voglia di rivivere.

28 aprile 2013

Rivivere © Paula Becattini


Fragile

Pot-pourri

E lei, che aveva il sole tra le labbra
e cristalli ambrati nello sguardo,
un mattino d’inverno spento
su gambe fragili si fermò
ancorata a irrequiete parole
inestricata tra pensieri inutili
mentre il mondo girava intorno
come un film in bianco e nero.

Per lei, che aveva il sole tra le labbra
e cristalli ambrati nello sguardo,
nessuno muoveva il cielo
nessuno imprigionava il vento
tra gli alberi muti osservando
il tempo attraversare le foglie
cercando di raccoglierne il mistero
che d’arcano ha solo l’infinito.

A lei, che aveva il sole tra le labbra
quanto ancora una spicciola realtà
saccheggiata dei sogni più umili,
indaffarata a sopravvivere
giorno dopo giorno,
ai suoi occhi un tempo ambrati
non bastavano più attimi
attimi per vivere.

E, fragile,
attimo dopo attimo moriva…

15 marzo 2013

Fragile © Paula Becattini


Onda

Onda

Onda che va e viene,
che ricerca quel “Ti amo”
scritto sulla sabbia rovente
da strappare e disciogliere
nel sale della sua essenza
come fosse pane
- sopravvivenza per il naufrago
in balia di se stesso -.
Onda che va e viene,
che ricerca quel “Ti amo”
scavato su uno scoglio
scomparso poi all’orizzonte
quando di spumose mani
ha assaporato il cruore caldo
e la passione.
Non vi è cielo
a specchiar delle acque
la bassa marea
e niente mitiga all’onda
la pena incessante
del suo andare e venire.
Vorrebbe ritrovarsi
e morire
tra le tue braccia,
Poseidon.

8 marzo 2013

Onda © Paula Becattini


Come nube

Alle porte del Sahara

Vorrei andarmene via
lontano fluire via
senza guardare indietro
come foglia portata dal vento
come nube in cielo
baciata e tinta dal primo sole
e poi carica di emozione
piangere il mio dolore
sui deserti che ho attraversato
sparire, dissolvermi
dai fiori appena sbocciati
e negli occhi scuri
di un beduino che mi ha attesa
come ha atteso la sua sposa
tra i colori della tenda.
Ma poi…
ma poi vorrei tornare
e per sempre rimanere
specchiata nel blu del mare
che in te ho intravisto
fino a quando
un’altra tempesta mi travolgerà
ammaliandomi e facedomi sua
portandomi via con forza.

Ma tornerò…

4 febbraio 2013

Come nube © Paula Becattini


Basta volerlo

Cade in silenzio
mentre fuori piove
pioggia acida
e corrode, corrode
scava solchi profondi
lentamente
giorno dopo giorno.

Semini speranza
a larghe gettate
nutrendo terra e cielo
e improvvisamente
la grandine
a piegare i germogli
appena nati.

Non stare a guardare
le tue mani
di sporco fango imbrattate
del male che ti sei fatto
di tutto il bene
fortemente desiderato.

Per un nuovo raccolto
avrai tempo
e la forza è in quei solchi
che come cicatrici
faranno male
ma ti grideranno:
Sei vivo!

Basta volerlo.

23 gennaio 2013

Basta volerlo © Paula Becattini


Notturno

Muta la luna nel cielo
nel susseguirsi delle notti;
con lei nuvole d’argento
corrono veloci, chissà dove…

In ogni scandire del tempo
come le prime gocce della pioggia
che con rumore sordo
si sfrangiono nella terra;

come il respiro lieve di chi dorme
e sogna, sogna dolcemente l’amata;

in ogni suo trascorrere – a tratti –
mi fermo e ascolto
e solo così comprendo l’attimo
ancor quando si è fatto tardi
per catturarlo.

Fugge,
fugge lontano da me.

Tenevi la mia mano tra le tue calde
e il tepore non si è dissolto
in questo notturno che t’implora
di tornare e rimanere per sempre.

Ma sei l’attimo.

Il più bello che abbia vissuto
e congelato in eterno dentro me.

15 gennaio 2013

Notturno © Paula Becattini


Ed è già domani

Occhi per ascoltare
bocca per toccare
i miei sensi sono pieni
delle tue emozioni
e guardarti ridere
è come acqua cristallina
che scorre nelle vene.

Ne morirò lentamente
all’attesa di questa bellezza
che solo io ti creo
che solo io ti rubo
fin quando un velo
ricopre d’incertezza
persino il cielo.

E mi risveglio sola.

Era un ieri ora già domani.
Troppo presto per svanire via
nell’avanzare di un tempo tiranno
di un tempo non nostro
che lascia vivide sensazioni
abbracciate alla speranza
di riviverle ancora.

30 novembre 2012

Ed è già domani © Paula Becattini


Silenzi

I tuoi silenzi sono i miei
in tutti gli attimi che
non appartengono a noi,
sebbene una sola parola
basterebbe ad innalzare
il cielo ed ogni sua stella.

E i miei silenzi sono i tuoi
nella monotonia dei giorni
che avanzano duri e lenti,
chiedendosi se mai sarà
un perpetuare questa attesa
oppure un malizioso sogno.

Manchi al mio sale quotidiano,
nella penombra dell’incoscienza
di un amore nato senza ali.
Ed io non ho più notti complici,
vuote della tua veemenza,
piene di aspirazione a te.

27 novembre 2012

Silenzi © Paula Becattini


Ricordo di Lubiana

Il drago di Lubiana

Il cielo era plumbeo; e lui vi si stagliava con una bellezza ineguagliabile, come sapesse che quella materia – d’aria, acqua e venti – mai l’avrebbe sottomesso.
Infatti ancora fa bella mostra di sè e il suo richiamo riecheggia nei tempi…

1 gennaio 2007

Ricordo di Lubiana © Paula Becattini


Come sonagli al vento

Nel mio stare senza chiedere
si nasconde la speranza
di ritrovare quel cielo
e quella stanza
dove appendere i desideri
come sonagli al vento.
Intanto le mie braccia
dondolano al pensiero
e accolgono dolci aliti
e due occhi
dove rintanarsi
per trovare sollievo.
Lo specchio di me
rimanda un’immagine
che del dare ha la tenerezza:
non ho età, né innocenza.
Mi attendo,
mentre la vita mi prende
e con amore
mi lascio prendere.
Mille erano i sonagli
e ancora
il loro eco risuona intorno.
Al mondo.

18 settembre 2012

Come sonagli al vento © Paula Becattini


Sigillo d’Amore

Tramonto a Pietrapiana, Reggello (Fi)

Lampi di luce a occhi socchiusi
squartano il cielo questa sera.
Rubami la pace,
rubami i tramonti e il sonno.
Che non ci siano notti solitarie
a riempire la vita
e in lontananza orizzonti
di linee monotone ma elevazioni.
E la nostra casa sarà
ovunque noi saremo,
anche quando non ci sarà
più tempo per l’ammirazione.
Già adesso se chiudo gli occhi
ti ho impresso come sigillo,
Amore.

16 agosto 2012

Sigillo © Paula Becattini


Vicino, lontano

Veduta in Val d'Orcia

Vicino, lontano.
Mille i pensieri
che cambian colore
che cambiano forma,
ché tanto lo so
nessuno li ferma.
E vicino, lontano
come l’amore
che hai dato e darai:
un’onda ritorna
di spuma bianca
a consumare la spiaggia
della tua esistenza.
Vicino, lontano.
Azzurro il cielo,
vorrei toccarlo con un dito
e di prati verdi in lontananza
disegnarti le labbra
sulla tela della mia bocca.
Calda.

29 giugno 2012

Vicino, lontano © Paula Becattini


Volo

Aquilone in volo (Tunisia)

Si aprisse il cielo
sopra di me
oltre il cemento
oltre il tormento
che mi opprime
il petto.
Così mi accontento
di uno spicchio
azzurro ghiaccio
dalla finestra
mentre passa
il tempo.
E basta questo
a innalzarlo
leggero il volo
come d’aquilone
con un fil di vento
sopra il mare.
Quanti occhi di bimbi
ho visto luccicare
rivolti al sole.
Quanti occhi di bimbi
mi sono rimasti dentro…

5 maggio 2012

Volo © Paula Becattini


Profluvio

Profluvia amori e umori
questo tempo grigio
carico di umidità inespressa
e fantasie insospettabili.

Fin quando carico esplode
il cielo improvvisamente
e il ritmo della pioggia
incita il corpo a ripararsi.

Ma ormai è troppo tardi.

Non ami l’acqua
se non quella del mare
e del torrente impetuoso
di un orgasmo trasportato.

Ho pensato alle tue mani
come roccia solida
cui aggrapparmi in caduta.

Ancora fuori piove.

20 aprile 2012

Profluvio © Paula Becattini


La merìa

Stare alla merìa
di un pergolato
e sentire il brivido
di un passato andato.
Togliersi i sandali
poggiare i nudi piedi
sull’umida terra
e guardarli soddisfatta.
Un sorriso piccante
come la pietanza servita.

Quante cose mi sono persa
eppure la vita è piena
e t’inganna la giovinezza.

Stare alla merìa
di un cipresso
nell’ora più elevata
schiena contro schiena
e perdersi
nella brezza marina
di un pomeriggio
incantato.
Un sorriso triste
come profumo di bosso.

E di bosso sa anche il vino
e l’eterno rincorrersi nel labirinto
di uno strano giardino.

Non lasciamo questa merìa
che ci tiene sospesi
che ci perde e ci ritrova
accecati sotto il cielo.

Hai ragione tu.
La vita viviamola adesso.

13 aprile 2012

La meria © Paula Becattini


Fino al mattino

Non lasciar che sia la sera
a disperdere i pensieri
e i desideri spengersi
con le luci di un’ora
blu evanescente.
È ancora il tempo
di fotogrammi impressi.

Basta restar fermi
non scappare all’evidenza
guardare l’orizzonte macchiarsi
ed esser certi che domani
un’altra alba bagnerà il cielo.
E la mia mano nella tua
a sussurrare amore.

Fino al mattino e ancora
senza riposo avvinghiati i fianchi
perdersi negli occhi.

Il tempo scorre veloce.

Almeno quest’attimo
rubiamolo al Creatore.

17 marzo 2012

Fino al mattino © Paula Becattini


Solitūdo

Lucciole sospese
senza intermittenze
a coronar falce tagliente.
Sembrano ora ferme.

Pulsa l’ombra di un pensiero.

Eppur si muove lento…
come bianca nuvola
nel cielo nero
a mezzanotte d’inverno.

30 agosto 2009

Solitūdo © Paula Becattini


Fiorenza

Firenze: il Duomo con Campanile di Giotto in primo piano

9 gennaio 2012

Pentax K100D
19/09/2009 – 12:36

Velocità otturatore: 1/750 sec
Numero di apertura: f/8
Iso: 200
Lunghezza focale: 18 mm
Lente: smc Pentax 18-55mm F3.5-5.6 AL
Metodo misurazione: Media a prevalenza centrale
Pixel: 2008 x 3008
Scatto in formato: PEF (RAW)

Fiorenza © Paula Becattini


Fili d’erba

Prato*

Fili d’erba e il cielo sopra.
Immagino tra me e me
il colore di un respiro.

E il vento li fiora.
Socchiudo gli occhi,
s’immerge tutto nella nebbia.

In questa bruma di solitudine
non servono parole
d’impalpabile amore.

Come sarà morire?
Come sarà lasciare la vita?

E ondeggiano senza tempo.

Fili d’erba tra le dita.
Immagino tra me e me
il profumo di un bacio.

Non v’è pace nel cuore.
Non v’è risposta alle domande.
Il bordo taglia la pelle.

Le ferite riempiono l’esistenza.
L’esistenza cicatrizza
scorrendo lenta.

Come sarà lasciare la vita?
Dove sfumerà il pensiero?
E ondeggiano senza tempo.

I miei fili d’erba.

15 dicembre 2011

*

Fili d’erba © Paula Becattini


Alba

Un sole sospeso
leggero come sogno
di un’alba triste
figlia della notte
Tra cielo e nebbia
impalpabile e freddo
come ingannevole
amore eterno
di noi si ciba
Si alza piano piano
muto si trasforma
e di sé fa sfoggia
d’oro rivestito
per ammaliare
ancora una volta.

Di prosciugata rugiada
i prati accarezza.

12 ottobre 2011

*

Alba © Paula Becattini


Mai

Mai, mi dissi,
mancheranno i sorrisi
e le carezze
con il pensiero alto
e il cuore leggero.
Mai, mi dissi,
cadrà dal cielo
l’incertezza
e l’oscura sensazione
di averti perso.
Mai, mi dissi,
nessun’altra
cavalcherà l’arcobaleno
e respirerà
le nostre parole.
Mai, mai…
lontano, vicino,
un soffio,
cento, mille
sussurri e pianti.
La gioia ormai
uno schizzo
su un muro
di una strada
e il ricordo di quando
anch’io ero ragazzina.

9 ottobre 2011

*

Mai © Paula Becattini


Fosse stato

Nuvole nel cielo d'Olanda*

Fosse stato un respiro rubato
a far sollevare il petto
e con il battito fermo
fosse mancato anche il sorriso,
il tremore delle mani dallo stupore
avrebbe accarezzato il tuo viso
e il profumo sollevato
con lieve movimento.

Fosse stato un bacio e niente più
per godere dell’infinito,
avrei annientato il tempo,
invece d’imprigionarlo
e imprigionarmi ancora una volta
tra le spire di un cuore
che pulsa forte alle tempie.

Ma non ho parole se non scritte
per un silenzio consolatorio
e d’amore amato ancora.

18 luglio 2011

*

Fosse stato © Paula Becattini

*

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