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Insieme ma distanti

Una mattina ti svegli e guardi nel buio il soffitto allargarsi intorno alla stanza.
E pensi: «Sto per morire…»
Mentre intravedi accanto a te due mani diverse; due occhi sotto le palpebre, che leggermente si muovono in fase rem.
E pensi: «Vorrei morire…» – ma di una morte scivolosa, che ti porti altrove.
Intrappolato, le membra rigide, i pugni serrati, non ricordi nemmeno più quanti anni hai e il suo respiro giunge alle orecchie quasi pesante e invadente.
Pesante e invadente è invece quel che ti porti nel cuore: un moto interiore che silenzioso lacrima e scalcia.
Osservi ancora. Quelle mani non le riconosci.
Sono rugose, sono le mani di una vecchia, sembrano quelle di tua madre poco prima di morire.
Vorresti fuggire, vorresti andartene pur non sapendo come e dove.
È un’illusione.
Forse è solo un sogno, forse un incubo.
Così aspetti di svegliarti, ma nel frattempo il tempo scorre.
E quelle mani diventano sempre più rugose.
Insieme alle tue…

Le mie parole
non hanno suono
mentre ti parlo,
mentre i gesti
disegnano il vuoto.

Non sento
e non vediamo
l’anelito di questo tempo
che necessita
azzerare ogni cosa.

E così avanza l’indolenza
e noi insieme
ma distanti,
troppo per amarsi
troppo per essere felici.

Non prova più dolore
questo corpo
questo cuore
svuotato di tutte
le ragioni.

Mentre tu
lasci a me il compito.
Fare il passo.
Risvegliarci
per tornare a vivere…

23 giugno 2012

Insieme ma distanti © Paula Becattini


Vestita di niente

Parure

Distesa, languida sul letto
vestita di niente ti guardai
con occhi liquidi e labbra carnose
dischiuse su morbido bacio.
Vestita di niente
mille rose ti donai.
Insieme ne sfogliammo i petali
in quella sera che mai tornerà.
Mille le strette sussurate
durante l’attimo più bello
ed io vestita di niente rimasi,
ad attendere il giorno dopo
col sapore di un caffè
sorseggiato nella solitudine
di quel che fu per me
un breve amarsi intensamente.

30 gennaio 2012

Vestita di niente © Paula Becattini