Un passaggio, uno sguardo e, perché no… una sosta.

Questo è il mio mondo… fatto di “Sensi, forme e colori”
  • Orologio del campanile della Pieve di Cascia (Reggello - Fi)
  • Hard Rock Cafe - Barcellona
  • Scorfano
  • Finestre a Pirano
  • Anemone
  • Il mare di Pirano
  • Cavalli rossi, Nuovo Teatro dell'Opera di Firenze

Ultima

La fedele amante

Orologio del campanile della Pieve di Cascia (Reggello - Fi)

Il tempo che passa e comunque torna
– ricordando quel che fu come fosse ieri –
ha lo stesso fascino morboso della fedele amante
che sempre è al tuo fianco e comunque t’abbandona
– alle tue gioie, ai tuoi dolori
alle tue vittorie, ai tuoi errori –
osservandoti in lontananza
con quel un sorriso un po’ beffardo
di colei che viene amata e odiata
– un po’ come la vecchiaia
con la sua saggezza e la sua decadenza –
ma certa di averti per sempre…

25 gennaio 2015

La fedele amante © Paula Becattini

God is my Co-Pilot

Hard Rock Cafe - Barcellona

“God is my Co-Pilot” è in realtà il titolo di un bel libro autobiografico (e dell’omonimo film del 1945, intitolato in Italia “Le tigri della Birmania”) nel quale il generale Robert Lee Scott, asso USA nella guerra in China e Burma, narra alcune delle sue avventure aviatorie. Che poi sia stato scelto come nome proprio dalla band queercore di New York, attivi dal 1991, beh… è tutta un’altra storia. La loro musica è definita sperimentale, noise rock, hardrock punk e avant jazz. I testi, espliciti, spesso affrontano la sessualità e di genere. Per me “God is my Co-Pilot” è stata prima di tutto una frase rubata in uno scatto all’Hard Rock Cafe di Barcellona, tanti anni fa. E chissà quali altre storie cela…

24 gennaio 2015

God is my Co-Pilot © Paula Becattini

Trafigge la realtà

Trafigge la realtà
— come mille spine in un colpo —
tra l’impotenza e l’affanno.
Ed io una sola certezza:
che niente mi appartiene.

Nemmeno l’amore.

Forse non è questo
il mio e il nostro tempo.
M’incontrerai altrove.
Nessuno se lo aspetterà,
nessuno saprà, ed io attendo.

L’eternità…

30 novembre 2014

Trafigge la realtà © Paula Becattini

Come uno scorfano

Scorfano

Immobile sul fondo, con lo sguardo perduto.

30 novembre 2014

Come uno scorfano © Paula Becattini

Evocatio

Finestre a Pirano

S’inebria il pomeriggio
di luce soffusa e calore
tra le persiane di una stanza.

Si ammanta di raggi dorati
nel gioco di una danza segreta
fatta di polvìscolo sospeso.

Come il respiro dopo un bacio
e gli occhi chiusi ad ascoltare
quel che vorremmo durasse.

Tutto tace
quando improvvisamente
le risa risuonano nella mente.

Rompono il silenzio
senza far rumore
accarezzano il cuore.

Ti sono dentro…
e così mi ricorderai
nel tempo.

2 novembre 2014

Evocatio © Paula Becattini

Rewind

Anemone

Mi prendo un giorno
quando ancora dorme
quando tutto sembra immobile
rubandolo all’oscurità della notte
per plasmarlo fino alle prime ore
facendolo speciale, grandioso
come vorrei in cuor mio
e un po’ mi sento Dio.

Ma lo lascio andare
come si lasciano andare i sogni
e tutto appare sfuocato
fin quando non abbaglia la luce
e sento il pavimento fresco
sotto i piedi nudi
e mi chiedo dove sono
mi chiedo dove sei.

È solo il ricordo di noi
in un susseguirsi di rewind.

19 ottobre 2014

Rewind © Paula Becattini

Una cosa vorrei dirvi

Il mare di Pirano

Una cosa vorrei dirvi.

Siate quello che siete.
Non fingete! Non cambiate!
Mai.
Non ne vale la pena…
Nel bene e, purtroppo, anche nel male.

Che poi
– quando penserete di aver conquistato la vetta –
vi ritroverete nel baratro.

Oppure avrete tutto ma senza essere voi stessi.
E in molti vi ameranno
per quel che non siete veramente.

Ecco, ve l’ho detto…

(la mia mente si tuffa in un mare blu)

18 ottobre 2014

Una cosa vorrei dirvi © Paula Becattini

Chaos

Cavalli rossi, Nuovo Teatro dell'Opera di Firenze

Dieci le dita, dieci i tocchi sulla pelle
i pensieri, le parole che si lanciano
a dare un senso, a ricordare
quanto è difficile dosare le proprie forze
e l’amore, le convinzioni
in questo moto perpetuo trascinante.

Vorrei semplicità, naturalezza
rimettere ordine nell’anima
ché del caos primordiale ho la scintilla
e la furia degli elementi,
uno scontro tra titani,
padri delle angosce e delle mie reazioni.

Ma poi,
se mi guardo dentro,
un universo…
e così comprendo.

5 ottobre 2014

Chaos © Paula Becattini

 •

«Dunque, per primo fu il Chaos, e poi
Gaia dall’ampio petto, sede sicura per sempre di tutti
gli immortali che tengono le vette dell’Olimpo nevoso,
e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade,
e poi Eros, il più bello fra gli dèi immortali,
che rompe le membra, e di tutti gli dèi e di tutti gli uomini
doma nel petto il cuore e il saggio consiglio.
Da Chaos nacquero Erebo e nera Nyx.
Da Nyx provennero Etere e Hemere
che lei partorì concepiti con Erebo unita in amore.»

(Esiodo, Teogonia, 116-125)

Nel tempo che indietro torna

Nel tempo che indietro torna
con la mente, nei ricordi
tu eri mille volti ed io nessuno.
Sequenza di fermi immagine
una bella donna austera
e dolce e fragile alla stessa maniera
come la natura.

Ma tu…
tu alla fine dei tuoi giorni
oltre l’impronta data
e quella negata
nell’amore e nel dolore
mi sei rimasta dentro.

E così ti ritroverò sempre!

Nel silenzio più assoluto,
tra il fragore delle risate,
in un bacio all’amato,
quando griderò vittoria,
quando piangerò per una perdita
che mai sarà più grande della tua,
ma pur sempre importante.

Ed io ne traggo forza.

Tu mi sei accanto ancora…
Mi sento amata.

Grazie, mamma.

28 settembre 2014

Nel tempo che indietro torna © Paula Becattini

Al principio

Quando fu
che le mie labbra
desiderarono le tue?
E quando l’innocenza
non mi parve più tale,
tanto da rinnegarla
al pensiero di te
sopra i miei turgidi seni?

Non un tempo, indefinito…
In fondo siamo felicità perdute
e mai ritrovate.
Tenersi stretti e non lasciarsi…

Questo fu al principio delle cose.

E poi tormento.

25 settembre 2014

Al principio © Paula Becattini

Con la valigia in mano

Del mio amore, con la valigia in mano,
ne farò un lungo viaggio
nonostante le partenze e i ritorni
gli addii e gli abbracci e le lunghe distanze.

Del mio amore, con il tempo che scorre,
ne farò il centro di quel crocevia
dove avremo appuntamento
da dove ripartiremo per poi ritrovarci.

E non ti chiedere in qual luogo
porteranno i miei occhi e le mie mani
e se dovremo sacrificare pezzi di noi
lungo questo cammino impervio

che io viaggerò come rondine
in quel sole offuscato e poi riapparso
in quella terra che ti ha visto crescere
e sopra ogni altra cosa per imboccarti di baci

fosse per una stagione, fosse per sempre
nomade in terra, fedele in amore
nella malinconia dell’assenza
nella pienezza dell’essenza.

Perché è gioia sapere che ti sono nel cuore
nel bisogno di condivisione
nonostante le mie partenze e i miei ritorni
con la valigia in mano… Amore.

7 settembre 2014

Con la valigia in mano © Paula Becattini

Luce e cielo terso tra i tetti

Luce e cielo terso tra i tetti
è un dono quel sorriso
strappato alla quotidianità
che ti si allarga al petto
e avanza un po’ di felicità
fin nelle profonde pupille.
Non c’è ragione né ricordo
forse solo il calore, l’aria
il passo veloce sulla strada
a portarti chissà dove
come il destino tra le sue mani
quando ancora ti amava.
Quando ancora ti baciava
il corpo aveva il fuoco
l’ardire di osare e mostrare
quel che adesso si nasconde
e teme di esser deriso
che non c’è più giovinezza.
Ma è un dono quel sorriso
riesploso improvviso
mentre respiri e vivi
mentre passeggi per le vie
di una città svuotata
pare solo per il tuo piacere.
E tutto il resto cessa di essere
e non fa più male.

7 agosto 2014

Luce e cielo terso tra i tetti © Paula Becattini